• Articolo Loughborough , 5 ottobre 2011
  • Per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili

    Uk: dall’ETI il progetto per ridurre i costi dell’energia dalle onde

  • L’ETI pensa in grande e punta a far divenire competitiva sul mercato l’energia prodotta sfruttando il moto ondoso indicendo un concorso per gli esperti del settore

(Rinnovabili.it) – Energy Technologies Institute (ETI), con sede nel regno Unito, sta sviluppando un progetto di nuova generazione che prevede lo sfruttamento delle onde per la produzione di energia a basso costo. I recenti successi nel settore stanno facendo aumentare gli investimenti, come è recentemente accaduto per la Aquamarine Scottish Power che ha ricevuto un finanziamento del valore di 7 milioni di sterline a sostegno della commercializzazione dell’unità Oyster per lo sfruttamento delle maree.

La nuova competizione organizzata dall’ETI avrà lo scopo di identificare dove potranno essere portati avanti i miglioramenti necessari alla riduzione dei costi di produzione delle unità e dell’energia al consumatore. Per lo sviluppo del settore, che ha a disposizione una fonte inesauribile di energia, sarà infatti fondamentale divenire competitiva sul mercato in termini di costi soprattutto con comparti ben avviati come quello eolico.

“L’energia sviluppata dalle onde offre una potenziale fonte di energia pulita per il Regno Unito senza bisogno di importazioni di combustibile, ma dobbiamo fare in modo che sia accessibile e competitivo con le altre tecnologie”, ha dichiarato l’amministratore delegato di ETI David Clarke. “Ci sono molti concept competitivi in fase di sviluppo ma non sono ancora in grado di disegnare un percorso chiaro per la diffusione su vasta scala commerciale”. Il progetto ETI ha in primo luogo l’obiettivo di dar vita ad un sistema convertitore di energia che sfrutti le onde e che abbia una potenza istallata di almeno 10 MW. Il progetto, previsto per la prossima estate, affronterà una prima fase di prova della durata di un anno e fino a gennaio 2012 gli interessati al progetto – produttori di turbine, ingegneri e società di sviluppo tecnologico – potranno mandare le richieste direttamente all’Istituto.