• Articolo Londra, 18 ottobre 2012
  • Una ricerca del Carbon Trust

    Uk: l’innovazione potrebbe ridurre i costi dell’energia marina

  • Analizzando i siti esistenti delle coste britanniche il Carbon Trust ha evidenziato la possibilità di ridurre i costi sia dell’istallazione di impianti offshore sia dell’elettricità prodotta

(Rinnovabili.it) – Puntare sull’innovazione per ottenere tecnologie più performanti che al contempo riducano i costi dei dispositivi e dell’energia prodotta. E’ la speranza del Carbon Trust britannico, che vede nell’innovazione tecnologica il volano per la diffusione degli impianti di sfruttamento dell’energia mareomotrice.

Ad evidenziare le possibilità esistenti è una nuova ricerca del Carbon Trust, che ha analizzato con particolare perizia gli impianti presenti sul territorio e le potenzialità offerte dal mercato.

Il documento evidenzia la possibilità di ottenere 42 TWh l’anno dalle acque, pari all’11% dell’attuale produzione elettrica nazionale. Ma la vera svolta sta nella possibilità, rivela il documento, di produrre energia elettrica a costi dimezzati rispetto agli attuali, soprattutto nelle aree ad ovest della Scozia e nel sud est dell’Inghilterra. Entrambe queste zone presentano ampie coste con profondità di poche centinaia di metri, luoghi che potrebbero però sollevare le lamentele dei pescatori.

Tuttavia Stephen Wyatt, responsabile dell’accelerazione della tecnologia al Carbon Trust, ha dichiarato che lo sviluppo di siti offshore potrebbe essere tecnicamente possibile con l’aiuto di ulteriori attività di ricerca e sviluppo. “Se siamo in grado di continuare a innovare la tecnologia per la riduzione dei costi ci sono tutte le ragioni per credere che l’energia delle onde possa fornire un contributo significativo al nostro fabbisogno energetico fino al 2050”.