• Articolo Washington, 25 luglio 2012
  • Un annuncio del Segretario Chu

    Usa: al via il primo impianto commerciale che sfrutta le maree

  • Per la prima volta gli Stati Uniti collegano alla rete un impianto che sfruttando le maree produce elettricità andando così ad arricchire il mix energetico nazionale

(Rinnovabili.it) – Il Segretario statunitense dell’Energia Steven Chu ha riconosciuto alla nazione il primato di aver istallato il primo impianto commerciale per lo sfruttamento delle maree sul territorio. Le istallazioni, localizzate a largo della costa di Eastport (Maine) sono state posizionate sfruttando 10 milioni di dollari di investimenti da parte del dipartimento dell’Energia ed è previsto che la centrale porti all’economia locale un’entrata pari a 14 milioni di dollari. Inoltre il progetto porterà alla formazione di almeno 100 posti di lavoro, rappresentando così il primo impianto per lo sfruttamento delle maree negli Usa ad offrire contratti a lungo termine e la vendita dell’energia elettrica prodotta contribuendo così a diversificare il mix enenrgetico nazionale.

“Sfruttare le vaste risorse energetiche rinnovabili dell’America è una parte importante della strategia  energetica “all-of-the-above” del presidente Obama per creare occupazione e rafforzare la competitività globale degli Stati Uniti”, ha detto il ministro dell’Energia Steven Chu. “Il progetto per l’energia delle maree Eastport rappresenta un investimento fondamentale per garantire all’America un posto di spicco in questo settore in rapida crescita globale, contribuendo a creare nuovi processi di fabbricazione, costruzione, funzionamento e nuova occupazione in tutto il paese, mentre si diversifica il nostro portafoglio energetico e si riduce l’inquinamento”. L’energia delle maree è una risorsa pulita, rinnovabile, che può essere sfruttata ovunque le maree spostino un volume significativo di acqua – anche al largo delle coste di molte città degli Stati Uniti, dove esiste una domanda elevata di energia elettrica, ha specificato il Segretario.