• Articolo Venezia, 14 novembre 2011
  • Speciali boe verranno posizionate lungo i canali per catturare il moto ondoso

    Venezia sperimenta l’energia della laguna

  • L’amministrazione comunale ha presentato un rivoluzionario progetto per la produzione di energia pulita che potrebbe sopperire al consumo energetico di scuole ed edifici pubblici cittadini

(Rinnovabili.it) – Sfruttare la forza delle onde lungo i propri canali e le coste per illuminare briccole e imbarcaderi cittadini. L’ambizioso progetto è stato presentato lo scorso venerdì dall’amministrazione comunale di Venezia che, tramite Agire, l’Agenzia veneziana per l’energia, intende rinnovare la sostenibilità del proprio volto urbano. L’iniziativa prende il via da una ricerca sulle installazioni, realizzate a livello nazionale ed internazionale, che sfruttano il moto ondoso ai fini energetici e si è avvalsa di due brevetti relativi a due sistemi differenti per la produzione elettrica: il GIANT e il WEM.

Gli impianti sono costituiti da uno o più galleggianti e da un generatore, che sfrutta il Principio di Archimede e vantano una potenza nominale compresa fra l’1,5 kW e i 4 kW“Crediamo molto in questo nuovo sistema, per ora unico al mondo e mai sperimentato prima – ha spiegato l’assessore comunale all’Ambiente, Gianfranco Bettin durante la conferenza stampa di presentazione – per produrre energia pulita seguendo e sfruttando la grande vocazione e opportunità del territorio veneziano, ovvero il mare. Da sempre i veneziani hanno avuto la capacità di adattarsi al mare e adattare il mare alle proprie esigenze. Oggi noi lo facciamo portando avanti politiche per il risparmio energetico e la sostenibilità ambientale”. Due dei 3 prototipi previsti dal progetto saranno installati in mare aperto entro la prossima primavera, e uno è già stato posizionato in laguna, nel Canale della Giudecca, ad agosto; le istallazioni saranno monitorate per un periodo di 12 mesi in maniera tale da verificare la potenzialità del sistema, rielaborando i dati raccolti. Durante l’anno, inoltre, i dispositivi saranno perfezionati in modo da renderli i più efficienti possibili. Si stima che l’energia prodotta possa tranquillamente sopperire al consumo energetico di scuole ed edifici pubblici, ma la destinazione dell’elettricità sarà decisa solo una volta ultimata la sperimentazione.