• Articolo Truro, 15 febbraio 2012
  • Occupati due nuovi ancoraggi

    Wave Hub: l’energia del mare si studia a largo delle coste

  • Altri due ancoraggi del sito di prova dei dispositivi per lo sfruttamento del moto marino sono stati assegnati. La speranza è che presto la tecnologia si diffonda aumentando la produzione da fonte alternativa

(Rinnovabili.it) – Due dei 4 ancoraggi ancora disponibili nel sito europeo in cui viene testata l‘efficienza dei dispositivi per la produzione di energia marina più grande d’Europa sono stati assegnati.

Il britannico polo Wave Hub, situato a largo delle coste della Cornovaglia, oltre ad essere il maggiore nel suo genere è sostenuto da un finanziamento del fondo europeo regionale di sviluppo del valore di 23 milioni di euro, nato con lo scopo di dare aiuto allo sviluppo dei sistemi integrati di produzione delle energie rinnovabili e per la creazione di nuovi posti di lavoro legati alla sostenibilità ambientale.

La Web Hub fornisce l’infrastruttura energetica condivisa localizzata in mare aperto per la dimostrazione e la prova dei dispositivi per la generazione energetica per un periodo prolungato di tempo, in modo che possano poi essere perfezionati e migliorati.

Situato a 16 chilometri dalla costa, il sito è costituito da un polo elettrico situato sul fondo marino, al quale possono essere collegati i dispositivi per la produzione di energia dalle onde. Per i test sono quindi disponibili quattro diverse localizzazioni, ognuna delle quali con una capacità compresa tra 4 e 5 MW. Insieme gli ancoraggi hanno una capacità di generazione elettrica equivalente al bisogno energetico stimato per 7000 abitazioni.

L’ultima impresa salita a bordo del progetto prendendo parte dell‘Hub Wave è la società irlandese OceanEnergy Limited. La general manager di Wave Hub, Claire Gibson, completando il secondo ancoraggio ha dichiarato “Sono lieta di confermare la nostra partnership con OceanEnergy e sono ansiosa di aiutarli nell‘utilizzazione del sistema entro la fine dell’anno” nella speranza che si possa presto passare alla distribuzione su larga scala dei dispositivi in modo che la produzione di energia dal moto marino possa contribuire sostanzialmente alla generazione di energia pulita. La certezza, infatti è che le condizioni dei mari siano in grado di fornire un approvvigionamento sicuro per molti anni a venire, senza impatto ambientale e garantendo all’Europa il raggiungimento dei target di riduzione delle emissioni che puntano a soddisfare il 20% del fabbisogno energetico del continente sfruttando le fonti rinnovabili.