• Articolo Bruxelles, 4 ottobre 2012
  • Presentati i risultati dei test di stress

    Nucleare: per la UE occorre migliorare la sicurezza

  • Oettinger: “Nel complesso la situazione è soddisfacente ma non vi è spazio per l’autocompiacimento”

(Rinnovabili.it) – “Le norme di sicurezza degli impianti nucleari in Europa sono generalmente di alto livello ma si raccomandano ulteriori miglioramenti per quanto riguarda gli aspetti relativi alla sicurezza di quasi tutte le centrali nucleari europee.” Questo quanto fa sapere oggi la Commissione Europea a conclusione dell’indagine effettuata su tutti e 145 i reattori attivi nella UE. Il documento finale, da cui erano trapelate in questi giorni alcune indiscrezioni, raccoglie i risultati dei test di resistenza (stress test) effettuati in seguito all’incidente di Fukushima sugli impianti degli Stati Membri, per valutarne sicurezza e robustezza in caso di eventi naturali estremi, in particolare inondazioni e terremoti valutando simultaneamente gli scenari. Di conseguenza le autorità di regolamentazione nazionali dovranno predisporre dei piani d’azione entro la fine del 2012 per essere esaminati inter pares (peer review) all’inizio del 2013 e verificare che le raccomandazioni elaborate a seguito dei test di resistenza siano attuate in modo coerente e trasparente in tutta Europa.

I test di resistenza – ha dichiarato il Commissario Günther Oettinger – hanno rivelato quali sono gli aspetti positivi e dove è necessario introdurre miglioramenti. I test sono stati effettuati con rigore e sono stati un successo. Nel complesso la situazione è soddisfacente ma non vi è spazio per l’autocompiacimento. Tutte le autorità coinvolte devono collaborare per assicurare che le più elevate norme di sicurezza vengano applicate in ogni centrale nucleare europea. Questo per la sicurezza dei nostri cittadini“.

I principali risultati dei test:

  • Terremoto e rischio di inondazioni. Le norme attuali sul calcolo dei rischi non vengono applicate in rispettivamente 54 reattori (per il rischio di terremoti) e 62 reattori (per il rischio di inondazioni) sui 145 controllati. Il calcolo del rischio dovrebbe basarsi su un arco temporale di 10 000 anni anziché sui periodi di tempo molto più brevi che vengono talvolta utilizzati.
  • Ogni centrale nucleare dovrebbero disporre di strumenti sismici in situ per misurare e dare l’allarme in caso di terremoto. Tali strumenti andrebbero installati o migliorati in 121 reattori.
  • Dovrebbero essere presenti sistemi di ventilazione con filtro dell’involucro di contenimento per permettere la depressurizzazione sicura del contenitore del reattore in caso di incidente. 32 reattori non sono ancora dotati di questi sistemi.
  • Anche in caso di devastazione generale le attrezzature per far fronte a gravi incidenti dovrebbero essere conservate in luoghi protetti dove potrebbero essere rapidamente recuperate. Ciò non avviene nel caso di 81 reattori nell’UE.
  • Dovrebbe essere disponibile un secondo locale di controllo di emergenza qualora la stanza di controllo principale sia inagibile in caso di incidente. Questi non sono disponibili in 24 reattori.