• Articolo Teheran, 11 giugno 2013
  • Nucleare: problemi tecnici per la centrale di Bushehr in Iran

  • Un guasto al generatore elettrico ha costretto i tecnici russi ad intervenire per risolvere i problemi di malfunzionamento dell’impianto; che dietro vi sia il forte terremoto che ha scosso la regione due mesi fa?

Bushehr(Rinnovabili.it) – “Un guasto al generatore elettrico” ed ecco che l’ennesimo reattore nucleare si spegne: dopo la chiusura definitiva della centrale di San Onofre in California, anche in Iran problemi tecnici potrebbero costringere a rivedere i piani energetici del Paese.

Bushehr è l’unica centrale nucleare iraniana, la cui costruzione iniziò nel 1975 ad opera della tedesca Siemens, terminata poi dagli ingegneri russi nel 2011, quando il reattore entrò in funzione. Da allora è stato un susseguirsi di problemi tecnici, che hanno causato numerosi stop della centrale, fino all’ultima chiusura avvenuta a maggio per ordine degli ispettori nucleari dell’ONU.

Teheran ha ripetutamente respinto le preoccupazioni sulla sicurezza del reattore: “L’unico problema nel funzionamento della centrale nucleare di Bushehr si è verificato con il generatore“, ha dichiarato nella conferenza stampa Mahmoud Reza Sajjadi, l’ambasciatore iraniano a Mosca, come riporta Reuters. “Stiamo lavorando a stretto contatto con gli specialisti russi per risolvere il problema“, ha aggiunto.

 

Ma la centrale è stata costruita in una zona altamente sismica e diventa più che legittimo il sospetto che il forte terremoto che ha scosso la regione due mesi fa – che ha provocato più di 100 vittime – sia stata la causa principale del malfunzionamento della centrale. “Non c’è assolutamente nessun legame” tra il problema tecnico dell’impianto di Bushehr e il terremoto di aprile, ha dichiarato Sajjadi. “La centrale nucleare è stata progettata per sostenere scosse anche più potenti”.

Ma i Paesi limitrofi del Golfo Persico, tra cui Qatar, Emirati Arabi e Arabia Saudita, mostrano una crescente preoccupazione nei confronti dell’impianto nucleare e cercano continue rassicurazioni da parte dell’Agenzia internazionale dell’energia atomica dell’Onu (Aiea). E alla luce del recente disastro di Fukushima, chi gli vuol dar torto?