• Articolo Bruxelles, 3 dicembre 2019
  • Nuove norme europee sul gas, si inizia a parlare di emissioni

  • La nuova Commissione UE prende in mano la futura strategia per il gas europeo per pesarne il reale contributo climatico. Nuovi lavori in vista che potrebbero far slittare al 2021 la pubblicazione del pacchetto

Il concetto di decarbonizzazione si fa strada nelle nuove norme europee sul gas

(Rinnovabili.it) – Il Gas Package 2020, il pacchetto contenente le nuove norme europee sul gas, potrebbe arrivare più tardi del previsto. La strategia che l’esecutivo europeo aveva promesso per l’inizio del prossimo anno si è scontrata, infatti, con lo slancio verde di Ursula von der Leyen, nuovo capo della Commissione europea. Per ora non vi è nulla di definito, a parte la decisione di rimettere i funzionari tecnici a lavoro sulla bozza per includere maggiormente le questioni climatiche, a cominciare dalla terminologia. Secondo quanto riporta Euractiv, non si parlerà più di “pacchetto del gas” ma di “pacchetto per la decarbonizzazione del gas”, una sottile ma indicativa differenza. Come spiegato recentemente da Mónika Zsigri, un funzionario della direzione dell’energia di Bruxelles, il nuovo esecutivo intende aumentare l’obiettivo 2030 di taglio dei gas serra (la bozza del Green New Deal parla di 10-15 punti percentuali in più), e una strada potrebbe essere quella di ridurre le emissioni di metano. Il tema però è delicato. 

 

Quando si parla di emissioni di metano, il pensiero corre subito agli allevamenti e ai rifiuti organici, considerate le due maggiori fonti antropiche di questo gas serra. C’è tuttavia un contributo altrettanto importante che viene spesso trascurato, per non dire oscurato: le cosiddette “methane leaks” dell’industria degli idrocarburi. Si calcola che dai pozzi alle linee di distribuzione, il comparto sia responsabile di ben 75 milioni di tonnellate di metano “perso” all’anno a livello mondiale. Un quantitativo che da solo basterebbe per produrre due volte l’elettricità di cui l’Africa ha bisogno e che spesso non viene segnalato. Queste “perdite” insieme alla combustione stessa del gas portano con sé un peso climatico non indifferente, soprattutto se si considera quanto gli Stati membri puntino sul metano come “carburante di transizione” nel processo di decarbonizzazione.

Il nuovo commissario europeo per l’energia Kadri Simson ha assicurato un’iniziativa per affrontare il problema del methane leaks ma la questione travalica i confini comunitari. Si stima che le emissioni di metano dalle importazioni di gas nell’UE siano 3-8 volte superiori a quelle del combustibile prodotto e consumato all’interno dell’Europa. Un elemento che si spera venga considerato nel prossimo pacchetto, prendendo in esame le emissioni che si producono lungo tutta la catena del valore.

Uno degli argomenti usati dal comparto e dai governi per placare le critiche è l’aumentata partecipazione del gas rinnovabile accanto a quello di origine fossile, dal biometano all’idrogeno prodotto tramite rinnovabili. Ed è probabile, suggeriscono gli esperti,  che il nuove norme europee sul gas diano un spazio di primo piano al tema, inserendo valutazioni del ciclo di vita per valutare la reale intensità di carbonio dei diversi green o blue fuel.

 

>>leggi anche Idrogeno verde, perfetto per i settori difficili da decarbonizzare<<

Scrivi un Commento

Il tuo indirizzo Email non verra' mai pubblicato e/o condiviso. I campi obbligatori sono contrassegnati con *

*
*

Puoi usare questi HTML tag e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Current ye@r *