• Articolo Bruxelles, 25 gennaio 2018
  • Obiettivo rinnovabili 2020: 11 Stati UE hanno già fatto di meglio

  • L’Unione Europea è a tre punti percentuali dalla meta. Prima in classifica la Svezia dove la metà (53,8%) dell’energia nazionale proviene da fonti rinnovabili.

Obiettivo rinnovabili 2020

 

I progressi europei verso l’obiettivo rinnovabili 2020

(Rinnovabili.it) – Mancano solo due anni all’obiettivo rinnovabili 2020 e 11 Stati membri lo hanno già superato. E quattro di loro sarebbero anche oltre quello fissato per il 2030. Lo confermano oggi i dati pubblicati da Eurostat, l’ufficio statistiche europeo che presenta gli ultimi progressi nazionali sul fronte delle green energy. Il celebre pacchetto clima energia 20-20-20, approvato dall’Unione Europea nel 2008, aveva imposto per la prima volta dei target comunitari e nazionali  sulla quota di rinnovabili nei consumi energetici finali: un 20% da raggiungere a livello comunitario e singoli obiettivi per gli allora 27 Stati membri (divenuti 28 nel 2013 con l’entrata della Croazia). Nel complesso, il Blocco ha fatto parecchia strada: nel 2016 risultavano mancati solo tre punti percentuali; il che significa che la quota verde del mix energetico comunitario è raddoppiata rispetto al 2004.

 

All’Italia era “spettato in sorte” un 17 per cento, quota toccata e rapidamente superata addirittura nel 2014 (leggi anche Energie rinnovabili in Italia: aggiornati i dati dei consumi finali). Ma come l’Italia, sono ormai in tanti i Paesi europei a poter vantare nel mix nazionale più energia pulita rispetto a quella richiesta da Bruxelles. A fare compagnia al Belpaese sono oggi: Svezia, Finlandia, Danimarca, Estonia, Croazia, Lituania, Romania, Bulgaria, Repubblica Ceca e Ungheria. Per alcuni di loro lo scarto è davvero notevole, come nel caso svedese, dove la metà (53,8%) dell’energia nazionale proviene da fonti rinnovabili. E c’è anche chi è ormai prossimo al raggiungimento del suo obiettivo rinnovabili 2020, come l’Austria ad un solo punto percentuale di distanza.

 

Non mancano tuttavia i ritardatari: all’estremo opposto della scala, troviamo Paesi Bassi (ben otto punti percentuali di distanza dal suo target nazionale 2020), Francia (meno 7), Irlanda (6,5), Regno Unito (5,7) e Lussemburgo (5,6). Recuperare nel poco tempo rimasto è una sfida, ma non è impossibile. Basti guardare alla Francia che sta elaborando una serie di misure per accelerare i tempi di sviluppo di eolico e fotovoltaico. O al Lussemburgo che grazie alle leggi europee ha siglato a ottobre 2017 un accordo con la Lituania per il trasferimento, previo pagamento, delle percentuale in eccesso della Lituania sulle sue statistiche energetiche (Leggi anche Trasferimento statistico di rinnovabili, intesa tra Lituania e Lussemburgo).

Scrivi un Commento

Il tuo indirizzo Email non verra' mai pubblicato e/o condiviso. I campi obbligatori sono contrassegnati con *

*
*

Puoi usare questi HTML tag e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Current ye@r *