• Articolo Amsterdam, 26 settembre 2016
  • La nuova legge approvata con solo 5 voti di scarto

    L’Olanda chiuderà tutte le sue centrali a carbone

  • La legge appena approvata dal parlamento impegna il governo a tagliare le emissioni del 55% entro il 2030: per raggiungere questo obiettivo bisognerà chiudere tutte le centrali a carbone del Paese

L’Olanda chiuderà tutte le sue centrali a carbone

 

(Rinnovabili.it) – Il parlamento olandese ha appena approvato una legge per tagliare le emissioni di CO2 del 55% entro il 2030, e già del 25% entro il 2020. Il passo è importante per due motivi. Primo, mette l’Olanda in linea con le misure da adottare per rispettare l’accordo di Parigi, e anzi la catapulta tra i Paesi più virtuosi d’Europa da questa prospettiva. Secondo, per rispettare il contenuto della legge sarà necessario chiudere tutte le centrali a carbone, anche quelle appena entrate in funzione.

Il voto è arrivato in maniera quasi inaspettata, come lascia intuire il risultato: 77 favorevoli contro 72 contrari. Va però sottolineato che la misura approvata non è vincolante: resta quindi tutto lo spazio di manovra per fare marcia indietro. Ma per il momento sembra che la politica sia intenzionata ad andare proprio in direzione della rinuncia totale a una fonte altamente inquinante come il carbone e rivedere completamente il mix energetico del Paese del nord Europa. Sia il partito liberale che quello laburista infatti promettono di spingere fin da subito per accelerare l’implementazione della legge.

 

Se la rinuncia al carbone non è un passo semplice da ottenere di per sé, a maggior ragione diventa complicato nel caso dell’Olanda. Infatti, solo nel 2015 erano state fermate 5 centrali a carbone, ma per aprirne subito dopo 3 nuove. Che avevano suscitato diverse polemiche e additate come le principali responsabili dell’aumento del 5% nelle emissioni olandesi registrato l’anno scorso. Oltre a queste 3 centrali a carbone appena avviate, dovranno essere chiusi altri 2 impianti ancora in funzione.

“Chiudere i grandi impianti a carbone anche se aperti di recente – ha affermato al Guardian Stientje van Veldhoven, parlamentare liberale – è di gran lunga il modo più efficace dal punto dei vista dei costi per raggiungere gli obiettivo dell’accordo di Parigi, e ogni Paese dovrà prendere misure di questo tipo. Non possiamo continuare a considerare il carbone come la fonte di energia più economica, quando è la più costosa dal punto di vista del clima”.

4 Commenti

  1. Rinaldo Sorgenti
    Posted settembre 27, 2016 at 11:37 am

    Davvero incredibile come la demagogia e le teorie fuorvianti possano portare a decisioni tanto inconsulte e dannose.
    Ma possibile che questa fobia fuorviante continui ad essere cavalcata senza che vi sia un minimo di serio approfondimento ed analisi?

    Che la CO2 sia la causa dei “Cambiamenti Climatici” – che ci sono sempre stati e che continueranno ad esserci anche in futuro perché sostanzialmente dovuti a fattori esterni al Pianeta sui quali l’uomo ha ben poco a che fare – è davvero incredibile e approfondimenti tecnici e scientifici sono in grado di dimostrarlo senza difficoltà.

    Ma qualora queste assurde e fuorvianti teorie avessero senso, allora perché considerare SOLO le emissioni “post-combustione” e non anche quelle “pre-combustione”, vale a dire della fare di estrazione dei combustibili dai giacimenti?
    E’ proprio il caso del Gas Metano e del Petrolio, dove la CO2 – insieme ad altri gas ad effetto serra è normalmente presente nei giacimenti e da questi estratti insieme a Metano, Butano, Propano, ecc..
    Ma cosa avviene per i cosiddetti gas indesiderati: CO2 – CH4 , N20?

    Semplicemente separati e “vented” (liberati) all’atmosfera in fase di estrazione, senza però che questi siano opportunamente misurati ed attribuiti ad alcuno. E l’Olanda che è un importante produttore di Gas Naturale dovrebbe occuparsene, come per esempio sta facendo la Norvegia.

    Sarebbe ora che questa assurde teorie venissero messe da parte e l’Europa si occupasse del rilancio dell’economia che è ancora sofferente ed pone diversi Paesi Ue in serie difficoltà a competere con gli altri grandi Paesi del mondo.

  2. Vittorio Marletto
    Posted settembre 27, 2016 at 7:53 pm

    Salve sig. Sorgenti rappresentante del carbone in Italia diciamo anzi proprio carbonaio. Lei non si rassegna a quel che sta scritto in ogni testo di fisica elementare ovvero che ad ogni azione corrisponde una reazione. Ogni molecola di co2 in più che si aggiunge a quelle già in aria assorbe un altro pochino di calore e il pianeta inesorabilmente si riscalda. Bene fanno i governanti di questi paesi razionali a dar retta alla scienza e non ai commercianti direttamente interessati… lei resti pure al giurassico noi vorremmo evitare di finirci.

  3. Vittorio Marletto
    Posted settembre 27, 2016 at 8:26 pm

    Ottime notizie dall’Olanda e grande fastidio dell’asso carbonai italiana. Niente di strano che chi vende combustibile fossile si arrabbi anche se farebbe meglio a pensare all’avvenire dei suoi figli e nipoti messo a repentaglio proprio da quelle combustioni.

    • Maurizio
      Posted aprile 6, 2017 at 1:17 pm

      Ma che davvero davvero non le passa per la testa che esistono innumerevoli altri fattori che non sono sufficientemente noti, non modellabili, men che mai prevedibili, che con la nostra molecolina di CO2 non hanno nulla a che fare?
      E poi: interessante, ma non rilevato nell’articolo, considerare che le ultime 3 centrali a carbone recentissime sono state realizzate per far fronte al fabbisogno aumentato notevolmente di energia elettrica per le auto olandesi… un bel cortocircuito, non c’è che dire

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