• Articolo Bari, 20 settembre 2012
  • Operazione Helios

  • Loredana Capone: “Plauso alle forze dell’ordine, ma Palese confonde vittime con carnefici”

(Rinnovabili.it) – “Desidero esprimere grande soddisfazione e plauso alle forze dell’ordine per l’operazione  Helios che ha sventato un’organizzazione vicina alla Sacra corona unita che taglieggiava gli imprenditori del settore delle energie rinnovabili, chiedendo il pizzo ed imponendo assunzioni di personale”.  Così la vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico Loredana Capone ha espresso vivo apprezzamento per l’azione condotta ieri dai Carabinieri e dalla DDA.

“Unisco alla soddisfazione – ha detto –  l’auspicio che le imprese del settore possano trovare quel clima di legalità indispensabile per esercitare una qualsiasi attività economica e trovare protezione in un momento di crisi economica come quello che viviamo. Ove ai costi generali delle aziende, già alti per la corposa pressione fiscale italiana, si aggiungano i costi impropri dovuti alla criminalità, infatti, è evidente che il nostro territorio  rischia di impoverirsi  e di perdere investimenti e occupazione. I casi emersi alla magistratura rappresentano proprio l’accaparramento illecito di profitti da parte di organizzazioni criminali a scapito di quelle aziende che hanno inteso investire su un settore come quello della green economy che è apparso tra quelli a più alto valore aggiunto.  Aziende del fotovoltaico, insomma, vittime della criminalità”.

“Per questa ragione – ha aggiunto la vicepresidente – non posso che stigmatizzare le dichiarazioni di alcuni consiglieri regionali che in una vicenda come questa, confondono vittime con carnefici e  sembrano non comprendere che i soggetti titolari delle autorizzazioni di impianti rinnovabili rilasciate dalla Regione Puglia sono proprio coloro che subiscono le estorsioni da parte di chi cerca profitti illeciti”.

“Al consigliere Palese, sempre attento al territorio e ai lavori del consiglio, voglio evidenziare  che oggi la nuova legge regionale sull’energia, ascoltate le procure in commissione, introduce elementi che intervengono a scongiurare le infiltrazioni criminali tra le aziende della green economy, ad esempio, imponendo l’anagrafe degli impianti e delle società che chiedono l’autorizzazione ad installarli”.

Ma le estorsioni non sono operate dalle aziende del fotovoltaico, le quali invece ne sono vittime.

“D’altra parte le attività di manodopera successive al rilascio delle autorizzazioni – ha concluso Loredana Capone – non possono essere soggette a controlli regionali poiché si tratta di committenze e rapporti contrattuali tra privati che non hanno nulla a che vedere con la regolamentazione regionale nel settore delle fonti rinnovabili”.