• Articolo Ancona, 30 giugno 2016
  • Nel PEAR delle Marche rinnovabili al 25,3% entro il 2020

  • La giunta regionale ha adottato la proposta di nuovo piano energetico ambientale. Obiettivi in linea con i target della UE

Nel PEAR delle Marche rinnovabili al 25,3% entro il 2020

 

(Rinnovabili.it) – Più fonti rinnovabili e più efficienza energetica, con un focus riservato alle biomasse e al fotovoltaico. Si potrebbe riassumere così il nuovo Piano energetico ambientale regionale (Pear) delle Marche, approvato in questi giorni dalla Giunta Regionale. Il documento fa proprie le indicazioni della strategia energetico-climatica dell’Unione Europea, riadattando gli obiettivi alla propria vocazione territoriale. “Gli ambiti di intervento individuati dal nuovo PEAR sono tre – sottolinea l’assessore ad Ambiente ed Energia, Angelo Sciapichetti – energia elettrica da fonte rinnovabile, energia termica da fonte rinnovabile, consumi finali di energia”.

Il PEAR, ora in fase di consultazione per quanto riguarda la valutazione ambientale strategica, mira a portare la quota regionale di energia rinnovabile sul totale dei consumi al 25,3 per cento entro il 2020. Per riuscirci la Regione ha scelto un approccio mirato che punterà soprattutto sul solare e le agroenergie. In particolare, fotovoltaico integrato agli edifici e a copertura dei parcheggi, piccoli impianti di pirogassificazione e a biogas a servizio dell’attività agricola e per il recupero di energia dalla frazione organica dei rifiuti urbani, dal verde, dai fanghi di depurazione. La crescita delle fonti eolica e idroelettrica sarà invece maggiormente legata alla politica di incentivazione nazionale.

 

“Il mix di energie rinnovabili che proponiamo per il settore termico – continua Sciapichetti – attribuisce maggior peso alle biomasse, in prevalenza a quelle di tipo residuale, come i residui di origine forestale e agricola, da manutenzione fluviale, legna spiaggiata, ecc. Spazio poi al biometano, alle pompe di calore e in misura minore al solare termico, individuando, in ordine di priorità e come settori di maggior sviluppo il domestico, il terziario e l’industriale”. Prima di divenire effettivo, il Piano dovrà essere approvato dall’Assemblea legislativa entro il 2016 per poter fruire dei fondi strutturali 2014/2020 previsti dal Piano operativo del Fondo europeo di sviluppo regionale e dal Programma di sviluppo rurale per il settore energia.

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