• Articolo Pesaro, 15 maggio 2015
  • Parte da Pesaro il Manifesto per l’autoproduzione da rinnovabili

  • Realizzato da Legambiente, ha l’obiettivo di valorizzare i vantaggi dell’autoproduzione da FER. Prime adesioni: i sindaci di Peglio e Pesaro

Parte da Pesaro il Manifesto per l'autoproduzione da rinnovabili

 

 

(Rinnovabili.it) – Parte da Pesaro Il Manifesto per l’autoproduzione da rinnovabili, il documento redatto da Legambiente con l’obiettivo di valorizzare i vantaggi derivati dall’auto sufficienza energetica e della generazione distribuita. L’occasione è stata quella offerta dalla conferenza internazionale Le comunità dell’energia, evento nato per raccontare storie ed esperienze della nuova rivoluzione energetica dal basso. E sono tante le belle, ma soprattutto vincenti, realtà che sono venute a raccontarsi oggi sul palco del Comune di Pesaro (co-organizzatore insieme a provincia e Legambiente); a cominciare dalla Scozia, dove – racconta Georgy Davis (Community Energy Scotland) – comunità di cittadini sono riuscite a diventare autonome grazie alle fonti rinnovabili. O dal Distretto tedesco di Marburg-Biedenkopf che, come spiega lo stesso direttore Thomas Madry, punta a divenire 100% rinnovabile entro il 2040.

 

“Risparmiare dal punto di vista energetico – affermano all’unisono il presidente della Provincia di Pesaro e Urbino e sindaco di Peglio Daniele Tagliolini ed il sindaco di Pesaro Matteo Ricci – è un’esigenza ormai sentita  sia ambito pubblico che privato. Crediamo che i territori siano maturi per un salto di qualità: l’autoproduzione da fonti rinnovabili va incentivata e accompagnata, viste anche le risorse economiche messe in campo dall’Unione europea. Nelle nostre realtà stiamo attuando strategie legate all’efficientamento energetico e all’utilizzo di fonti rinnovabili, più sindaci aderiranno al manifesto, più sarà possibile incidere per abbattere le barriere normative e burocratiche ancora presenti”. E sono proprio Tagliolini e Ricci i primi ad aderire al Manifesto; i primi ma non di certo gli ultimi, dal momento che la campagna realizzata da Legambiente cercherà di coinvolgere Sindaci di tutta Italia.

 

I 4 punti principali del Manifesto per l’autoproduzione da rinnovabili

 

1. Spingere l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili da parte dei Comuni. Dando la possibilità agli Enti Locali di prodursi direttamente l’energia di cui hanno bisogno attraverso le fonti rinnovabili, per rendere possibile così l’utilizzo della rete pubblica per scambiare energia tra edifici pubblici prodotta da fonti rinnovabili, eliminando divieti e tasse per creare vantaggi nell’interesse generale.

 

2. Aprire alla produzione e vendita di energia prodotta da fonti rinnovabili da parte di cooperative e imprese ad utenze poste nello stesso ambito comunale. Oggi una piccola impresa o una cooperativa non ha la possibilità di produrre energia e distribuirla direttamente a più utenze presenti nelle vicinanze, neanche dentro un distretto industriale. Queste barriere vanno superate, consentendo la distribuzione dell’energia prodotta da fonti rinnovabili e in cogenerazione all’interno dello stesso Comune da impianti fino a 1MW.

 

3. Muovere l’innovazione energetica nei condomini, dove vivono oltre 20 milioni di persone che attualmente beneficiano in minima parte dei vantaggi che le rinnovabili possono portare. La proposta è quella di far valere per l’energia prodotta da rinnovabili le stesse regole che oggi valgono per il riscaldamento, ossia che questa possa anche essere distribuita agli appartamenti nel condominio oltre che utilizzata per gli usi comuni.

 

4. Semplificare e premiare l’autoproduzione da parte di cittadini e imprese. Tutte le opportunità di ridurre il prelievo dalla rete per auto produrre l’energia da fonti rinnovabili vanno incentivate, perché permettono di rendere il sistema meno dipendente dalle fonti fossili e dall’estero, perché è più sicuro e pulito. Vanno eliminati i limiti allo scambio sul posto dell’energia prodotta da rinnovabili con la rete, introdotti incentivi per sistemi di accumulo collegati a impianti fotovoltaici, semplificate le procedure che riguardano i progetti di piccola taglia e la tassazione.

Un Commento

  1. ritamir
    Posted maggio 15, 2015 at 11:30 pm

    Basterebbe dare la possibilità di vendere l’energia eccedente l’autoconsumo alla rete a prezzo di mercato (decurtato dalle tasse) senza bisogno di partita IVA. Io lo farei anche domani.

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