• Articolo Bruxelles, 8 maggio 2018
  • Piano d’azione per la natura, gli orientamenti per le rinnovabili

  • La Commissione pubblica due documenti d’orientamento dedicati alle infrastrutture di trasmissione dell’energia e ai progetti idroelettrici

Piano d'azione per la natura

 

 I primi passi concreti del Piano d’Azione per la natura

(Rinnovabili.it) – Portare avanti lo sviluppo delle fonti rinnovabili senza danneggiare l’ambiente e gli ecosistemi esistenti. Questo l’obiettivo della Commissione europea che, nell’ambito del “Piano d’azione per la natura, le persone e l’economia dell’UE“, ha pubblicato oggi due nuovi documenti d’orientamento per il settore energetico. Si tratta di un pacchetto di raccomandazioni pratiche studiate per aiutare autorità, progettisti e organizzazioni a orientarsi nella normativa ambientale comunitaria. L’attenzione è rivolta alle Direttive Uccelli e Habitat: l’esecutivo sta lavorando dal 2017 per migliorarne l’attuazione e il Piano d’azione per la natura ne è lo strumento pratico.

Tra le azioni suggerite del piano, un capitolo è dedicato alla redazione di guide per le rinnovabili nelle aree Natura 2000, una rete di siti di interesse comunitario e di zone di protezione speciale creata dall’UE. I primi due orientamenti pubblicati sono focalizzati su infrastrutture di trasmissione dell’energia (pdf) e impianti idroelettrici (pdf).

 

>>Leggi anche Corte dei Conti UE: la rete Natura 2000 è allo sbando<<

 

“Il nostro obiettivo – spiega Karmenu Vella, commissario europeo per l’ambiente – è garantire che le leggi sulla natura dell’UE siano rispettate. I documenti di orientamento di oggi offrono raccomandazioni pratiche per garantire che lo sviluppo delle energie rinnovabili non costituisca un’ulteriore minaccia per le nostre specie, gli habitat e i siti Natura 2000”.

 

Nel complesso, entrambe le pubblicazioni sottolineano la necessità di una pianificazione strategica che prenda in considerazione, nella fase iniziale del processo, i requisiti ecologici delle specie e degli habitat protetti, includendo, laddove possibile, misure per migliorare il loro stato di conservazione. Sono presenti, ad esempio, migliori pratiche e misure di mitigazione in grado di garantire che le attività relative alle infrastrutture elettriche e petrolifere siano compatibili con la politica ambientale comunitaria. O ancora, vengono esaminati gli effetti che le attività idroelettriche potrebbero avere sull’ambiente illustrando, attraverso una serie di esperienze pratiche, come evitarli o ridurli al minimo. “Consentendo a tutti coloro che sono coinvolti nella preparazione di progetti di energia rinnovabile di considerare l’ambiente nelle prime fasi del processo, – conclude Vella – si faciliteranno i progetti che funzionano con la natura e non contro di essa”.

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