• Articolo Roma, 26 luglio 2017
  • Report GME: rinnovabili, volumi scambiati ai massimi storici

  • Il Gestore del Mercato elettrico presenta i dati 2016: PUN medio in calo del 18,2% e rinnovabili in crescita nei volumi in vendita e in acquisto

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(Rinnovabili.it) – Come è andato il mercato energetico italiano nel 2016? La risposta arriva dal GME che in questi giorni ha pubblicato la sua relazione annuale. Quello che emerge dalla lettura dei dati, per dirla con le parole del presidente e a.d. Pietro Maria Putti, è una “convergenza verso una connotazione più marcatamente europea”. Cosa significa? Che qualcosa sta cambiando. A partire da una certa stabilità dei volumi di energia scambiati sul mercato del Giorno Prima (MPG), un prezzo dell’elettricità in borsa in diminuzione, un appiattimento del profilo orario dei prezzi e una progressiva riduzione delle congestioni zonali.

 

Nel 2016 dunque può essere inquadrato in un preciso percorso evolutivo. Il prezzo di acquisto dell’energia nella borsa elettrica (PUN) ha registrato un calo del 18,2% rispetto all’anno precedente, scendendo a 42,78 euro il MWh, il livello medio annuo più basso mai raggiunto dall’avvio del mercato organizzato. E accorciando il gap con la vicina Francia.

Dietro questa flessione ci sono essenzialmente due elementi: la domanda di energia che stenta a ripartire e i costi in ribasso dei combustibili fossili. Come spiega il GME “la dinamica ribassista è stata parzialmente mitigata dall’inatteso rialzo registrato nell’ultimo trimestre dell’anno, quando il fermo di circa un terzo delle centrali nucleari francesi disposto dall’Autorità francese di vigilanza sulla sicurezza del nucleare (ASN) ha fatto da volano ai prezzi elettrici delle principali borse europee”.

 

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(Fonte: GME)

 

Lo stop dei reattori transalpini, unitamente alla situazione svizzera, ha ridotto ovviamente l’import a minimi storici, facendo crescere le vendite delle unità di produzione nazionali (+3,3%) tornate a superare la soglia dei 150 TWh. Una crescita, è bene dirlo, sostenuta soprattutto da impianti a gas a ciclo combinato, visto il calo di produzione da carbone, petrolio e rinnovabili. Nel 2016, infatti, l’energia verde ha registrato una flessione principalmente legata alle condizioni climatiche: é scesa sia la produzione idroelettrica (-0,7%) che fotovoltaica (-7,9%). “Positiva, invece, la performance degli impianti eolici che mettono a segno un +6,4%”.

 

Trend ribassista anche per i prezzi di acquisto del Mercato Infragiornaliero (MI) rispetto al 2015. In questo caso l’analisi degli scambi per tipologia d’impianto ha mostrato un significativo incremento dei volumi registrati, sia in vendita che in acquisto, dagli impianti rinnovabili (rispettivamente +26,9% e +28,4%), ambedue ai massimi storici. Tale aumento, supportato dall’idroelettrico e dall’eolico (entrambi su livelli record), spinge la quota delle green energy sul totale nazionale al 22,1% (+2,7 punti percentuali sul 2015) lato vendita ed al 25,9% (+3,7 p.p.).

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