• Articolo Londra, 29 novembre 2011
  • Un fondo Ofgem per lo sviluppo delle rinnovabili

    Ofgem: 57 mln per 6 nuove smart grid

  • Investendo nelle reti di distribuzione intelligenti Ofgem punta alla diffusione delle rinnovabili mettendo in sicurezza la fornitura energetica nazionale

(Rinnovabili.it) – Il regolatore energetico britannico Ofgem ha annunciato lo stanziamento di un fondo da 57 milioni di sterline in favore di sei progetti per lo sviluppo di altrettante reti intelligenti.

L’iniziativa è solo l’ultimo degli impegni della società nell’ambito del Low Carbon Networks (LCN) Fund, del valore totale di 500 milioni di sterline che dovranno coprire il periodo compreso tra aprile 2010 e marzo 2015 mettendo a disposizione ogni anno 64 mln di sterline per un numero non definito di progetti.

I sei progetti scelti quest’anno spaziano dal piano da 9,1 mln del nord ovest del paese che assicura ai consumatori una fornitura energetica costante in cambio di una quota fissa fino all’iniziativa del valore di 22,8 mln messa in piedi dalla Scottish and Southern Energy Power Distribution per il monitoraggio e la previsione della distribuzione energetica nella Thames Valley.

Gli altri piani includono inoltre il progetto da 8,8 mln di sterline della Power Network che prevede di migliorare il collegamento e la velocità di trasmissione dell’energia prodotta dagli impianti eolici dell’area oltre al processo in atto a Bristol, grazie al quale si sta provvedendo allo stoccaggio dell’enenrgia prodotta in eccesso per garantirne l’utilizzo ai consumatori nei momenti di picco della domanda.

Grazie al fondo i risultati dei progetti realizzati potranno essere condivisi e divenire un esempio per altri investitori che hanno intenzione di investire nelle reti energetiche intelligenti del futuro.

“Le reti energetiche della Gran Bretagna hanno bisogno di sottoporsi ad una rivoluzione nel modo in cui vengono realizzate in modo da poter collegare più generatori di energia da fonti rinnovabili possibili oltre ad una vasta gamma di tecnologie a basse emissioni, come le pompe di calore geotermiche”, ha spiegato Rachel Fletcher dell’Ofgem.