• Articolo Bruxelles, 20 marzo 2015
  • Smart grid: i gestori di rete europei chiedono nuove norme

  • La lobby europea EDSO chiede a Bruxelles nuovi fondi e un quadro normativo ad hoc per trasformare le reti energetiche europee in infrastrutture intelligenti

 

Smart grid: i gestori di rete europei chiedono nuove norme

 

(Rinnovabili.it) – Un nuovo regolamento europeo e un supporto economico che accompagni la fase iniziale dello sviluppo delle smart grid. Questo quanto chiedono i gestori di rete dell’Unione Europea come fattore sine qua non per accompagnare la diffusione delle energie rinnovabili sul territorio comunitario. La progressiva e pressoché costante crescita della generazione distribuita sta proponendo all’infrastruttura di trasmissione energetica diverse sfide; sfide che secondo i gestori di rete posso essere risolte solamente attraverso un upgrade del network.

Le cosiddette reti intelligenti sono secondo le aziende le migliori soluzioni esistenti per gestire il flusso energetico delle fonti intermittenti come l’eolico e il solare, assecondando gli obiettivi energetici di Bruxelles. “Se vogliamo aumentare la quota di energie rinnovabili, abbiamo bisogno di reti più intelligenti”, ha affermato Joao Torres, CEO della portoghese EDP Distribuicao e a capo della lobby EDSO (European distribution system operators). Il problema spiega Torres, è che per decenni, le reti a bassa e media tensione impiegate per portare energia alla popolazione hanno utilizzato cavi uni-direzionali e low-tech. Ma con l’aumento del numero di impianti a rinnovabili, i gestori del sistema di distribuzione (DSO) sono stati costretti a fare i conti con flussi di energia bidirezionali in modo che, ad esempio, i cittadini proprietari di impianti fotovoltaici potessero sia produrre che consumare energia.

 

La Commissione europea – a cui le DSO solo poco tempo fa hanno recapito una lettera contente una serie di raccomandazioni sul tema – è consapevole delle sfide e sta consultando in questi giorni proprio i gestori di rete europei come parte del piano di 300 miliardi di euro lanciato del capo Commissione europea, Jean-Claude Juncker per investire nelle infrastrutture energetiche e ri-disegnare il mercato dell’energia. Tuttavia, anche se riuscissero ad ottenere i fondi necessari, i DSO – imprese per lo più di proprietà pubblica – sostengono che non si potrà raggiungere l’obiettivo senza un quadro normativo definito e nuove tariffe. Ecco perché hanno nei giorni scorsi scritto al Commissario per l’Energia, Arias Canete, chiedendo una mano per convincere i regolatori nazionali ad aumentare le tariffe di rete al fine di finanziare nuovi investimenti. Il gioco vale candela?

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