• Articolo Roma, 18 giugno 2015
  • Stupore e frustrazione dopo l’incontro con l’AEEGSI

    Riforma della bolletta elettrica, associazioni in rivolta

  • Una bomba fiscale su famiglie povere, efficienza energetica e autoconsumo. Ma l’Autorità difende la riforma della bolletta elettrica

Riforma della bolletta elettrica associazioni in rivolta 2

 

(Rinnovabili.it) – Più consumi, meno paghi. In sintesi, la riforma della bolletta elettrica proposta dall’AEEGSI (Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico) è tutta qui. E non piace affatto alle associazioni ambientaliste, dei consumatori e delle rinnovabili che ieri hanno esposto le loro perplessità sul nuovo sistema di tariffazione in un incontro a porte chiuse con il presidente dell’authority, Guido Bortoni. Ma adesso chiedono un incontro pubblico, durante il quale l’AEEGSI spieghi le motivazioni di una scelta che «penalizzerebbe circa 24 milioni di famiglie su 29.3 milioni», secondo Paolo Rocco Viscontini, presidente di Italia Solare.

 

L’incontro di ieri ha visto la presenza di Greenpeace, Italia Solare, ISES Italia, Legambiente, WWF, Kyoto Club, Movimento 5 Stelle e CODICI. L’Autorità avrebbe affermato, secondo quanto rivelano i partecipanti, che «l’obiettivo della riforma è agevolare la transizione verso uno sfruttamento sempre maggiore del vettore elettrico, grazie a una riduzione del costo dei consumi, e dar la possibilità agli utenti di modulare con più libertà la potenza impegnata».

 

Riforma della bolletta elettrica associazioni in rivolta 1

 

Fino a 100 euro in più nella bolletta elettrica di chi consuma meno

L’AEEGSI sosterrebbe la tesi che, in uno scenario di produzione da rinnovabili, il contenimento dei consumi non sia più un obiettivo prioritario. Spingerebbe anzi verso un aumento degli stessi, fatto che preoccupa non poco il drappello accorso ieri al tavolo dell’Autorità. Le associazioni ritengono che  un aumento della domanda di energia non potrà che venire soddisfatto da fonti fossili, specialmente se la riforma, come sembra, scoraggerà autoconsumo (già vessato nel 2014) e interventi di efficienza energetica. Se da una parte permettono in qualche modo il superamento del sistema progressivo, come chiesto dalla direttiva europea, è altrettanto vero che le modifiche fanno a pugni con gli obiettivi di efficienza e rinnovabili fissati dal Pacchetto Clima-Energia 2030.

 

La riforma della bolletta elettrica dovrebbe tradurre in pratica quanto previsto dal decreto 102/2014, che recepiva la direttiva europea sull’efficienza energetica (la 2012/27). L’obiettivo è «superare la struttura progressiva rispetto ai consumi», e l’intenzione è di perseguirlo spostando il 100% degli oneri di distribuzione sulla quota fissa. Un fatto che aumenterebbe i costi fissi degli utenti che consumano poco, mentre vedrebbe calare per converso quelli di chi invece consuma di più. Una sorta di redistribuzione al contrario, che secondo i numeri delle associazioni vedrebbe l’81.5% delle famiglie italiane pagare bollette più care. Sarebbero oltre 13 milioni di utenze, quelle con i consumi minori, a subire la botta più pesante, fino a 100 euro in più l’anno. A sorridere saranno i grandi consumatori, che vedranno un calo dei costi «dal 20 al 40% su base annua».

 

L’entrata in vigore dei cambiamenti previsti sarà graduale, secondo l’idea dell’AEEGSI: partirà nel 2016 con il superamento della progressività, per arrivare a regime nel 2018.

11 Commenti

  1. Giancarlo
    Posted giugno 18, 2015 at 6:04 pm

    Astuti i produttori. Controproposta ANCEA. PERMETTERE AI CONSUMATORI DI ASSOCIARSI CON UN UNICO CONTATORE INTERFACCIATO CON LE DITTE FORNITRICI E POI RIPARTIRSI COME IN UN CONDOMINIO LA QUOTA ENERGIA CONSUMATA CON DEI CONTATORI AD OGNI CASA. COME SI FA ATTUALMENTE CON UN ALTRO TIPO DI ENERGIA, CON GLI IMPIANTI DEL GAS

    • stefania
      Posted giugno 18, 2015 at 11:13 pm

      Ottima controproposta!

      • Marco
        Posted giugno 22, 2015 at 4:50 pm

        Solo che non è legale perchè vai a creare una rete privata non collegabile alla rete pubblica!

        • Fabrizio
          Posted giugno 24, 2015 at 7:20 pm

          queste forme aggregate esistono già nel settore industriale e sono viste male dai produttori e da Terna…Reti Interne di Utenza (RIU).
          Il superamento della progressività deve essere maggiormente perequato comunque.
          Alternativa: class action all’ americana…

  2. Gino Sorci
    Posted giugno 25, 2015 at 8:19 am

    Desidero segnalare una grave “stortura” nell’ addebito del “contatore” o, per meglio dire, nella quota di potenza. Chi ha potenza impegnata di 3 kw oppure 5 kw paga 2,5 euro/kw al mese per 12 mesi. Chi ha 35 kw di potenza impegnata paga gli stessi 2,5 euro/kw/mese ma ogni mese viene misurato qual è stato il picco di potenza richiesta in quel mese ed il contatore si paga in base a quella punta. Così un’ utenza di carattere stagionale paga il “contatore” solo nei mesi in cui lavora e solo per la punta massima raggiunta. Chiedo: perchè questo meccanismo non si puo’ applicare anche a chi ha solo 20 o 25 kw di potenza impegnata? Ci sono dei costi una tantum per cambiare il contatore? Addebitate tali costi una tantum, ma non penalizzate le utenze stagionali in via continuativa!

    • Guido
      Posted giugno 25, 2015 at 9:48 am

      X pagare la quota potenza in base al reale picco mensile è sufficiente avere un contratto da 17 kW.
      E’ un contratto che non è facile farsi fare in quanto tendono a farlo fare da 20 kW x ovvi motivi, ma insistendo …

  3. alvaro
    Posted giugno 25, 2015 at 8:37 am

    Per quanto riguarda il caso dell’utente da 20-25 kW basta che chieda l’aumento di potenza a 35 kW per rientrare nel caso del pagamento secondo la punta mensile prelevata.

    • Guido
      Posted giugno 25, 2015 at 9:52 am

      un utente da 20 kW dovrebbe avrebbe in bolletta una quota potenza variabile mese x mese.
      Il condizionale è d’obbligo in quanto ho visto bollette alle quali Enel si era … dimenticata di applicare le disposizioni dell’AEEG e faceva pagare su 20 anzichè sul reale picco mensile

  4. Giorgio
    Posted giugno 26, 2015 at 10:30 am

    La crisi economica produttiva ha generato un minor consumo di energia in genere ed in particolare di energia elettrica, a questo si aggiunga che prima del 2008, molte aziende del settore energetico hanno investito ingenti capitali per la realizzazione di nuove centrali che con i consumi attuali e la buona crescita del fotovoltaico, devono rimenare chiuse. Ovviamente l’Autorità tutele gli interessi di costoro e non dei cittadini come dovrebbe essere, allora invece di far fallire queste aziende le aiuta con i nostri soldi per salvarsi aumentando i costi di chi consuma meno, questa si chiama Italia.
    Questo è come funziona da noi le Autorità, cosa si può dire di un’Autorità che non è in grado di fare avere i reali consumi elettrici di un cliente fornito da un noto gestore di energia della capitale?
    Con questa gente sarà sempre peggio…. PREPARATEVI

  5. Filippo
    Posted giugno 29, 2015 at 9:16 am

    Sono d’accordo con Giorgio.
    L’Autorità tutela i produttori ed uno in particolare, d’altra parte molti di coloro che la governano sono fuoriusciti dall’Ente di energia per antonomasia… è avvilente perché vanifica ogni sforzo di efficientamento energetico e di politiche di risparmio e ottimizzazione dell’energia che chiunque potrebbe mettere in atto nel proprio piccolo. E’ ovvio che un aumento della domanda potrà venir soddisfatto solo con il termoelettrico, le rinnovabili non programmabili, per ora, hanno già la priorità di dispacciamento e quindi torneremo al fossile… questa è l’Italia.

  6. Ezio Pescosolido
    Posted giugno 29, 2015 at 9:40 pm

    La cultura del risparmio energetico e del rispetto dell’ambiente nasce anche dai piccoli gesti quotidiani che ognuno fa nella propria vita.
    La riforma della bolletta elettrica va esattamente in direzione opposta e dimostra una miopia preoccupante.

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