• Articolo Palermo, 5 marzo 2014
  • A Palermo il convegno ‘La ripresa delle rinnovabili’

    Rinnovabili: l’Africa supererà l’Italia

  • Chianetta: “Il Mediterraneo è candidato a essere il luogo dove si deciderà il futuro delle rinnovabili”

Rinnovabili: l’Africa supererà l’Italia(Rinnovabili.it) – “I paesi emergenti africani […] stanno puntando sulle energie verdi e su un sistema di trasmissione distribuito e intelligente che, libero dalle ‘ragnatele’ del vecchio Continente probabilmente sarà presto più avanzato del nostro”. Per Gianni Chianetta, fondatore di Let’s Agreen Network, non ci sono dubbi: in tema di rinnovabili ed efficienza energetica l’Africa del Nord supererà l’Italia aprendo nuovi scenari e prospettive  alle imprese nostrane. Sì perché sarà proprio il Mediterraneoil luogo dove si deciderà il futuro delle rinnovabili”, anche se con destini diametralmente opposti nei due continenti che si affacciano sul bacino. Per analizzare in quest’ottica le nuove opportunità del mercato, si è tenuto questa mattina a Palermo il convegno internazionale ‘La Ripresa delle Rinnovabili’ organizzato da Let’s Agreen Network con il sostegno della Regione Sicilia e dell’Assemblea Regionale Siciliana.

 

L’incontro che ha visto coinvolte le principali istituzioni, le imprese e gli investitori del settore ha messo in luce gli ostacoli tutti italiani che hanno frenato in questi anni le green energy. “Nonostante abbia investito molto sulla tecnologia delle rinnovabili, il nostro Paese si trova oggi frenato dall’aver erroneamente speso ingenti somme in un sistema centralizzato obsoleto”, ha spiegato Gianni Chianetta evidenziando come lo stallo legislativo, dopo la spinta iniziale, abbia finito per frenare il comparto, costringendo molte aziende a chiudere o a delocalizzarsi. “Gli obiettivi sull’energia pulita si sono rivelati limitanti a fronte di trend di crescita disallineati: i dati reali di mercato delle rinnovabili registrano una crescita di oltre 20% superiore rispetto alle previsioni del Piano di Azione Nazionale: questa forchetta potrebbe allargarsi ancor di più se si potesse garantire anche solo una stabilità normativa”.