• Articolo Washington, 13 aprile 2012
  • L’estratto nazionale del rapporto di Pew Charitable Trusts

    Rinnovabili e G-20: Italia, prima per intensità di investimenti

  • Con 28 miliardi di dollari indirizzati nel settore del green energy, siamo il paese con le migliori performance nel Gruppo dei Venti. Primi nel mondo per i livelli degli investimenti in proporzione all’economia nazionale

(Rinnovabili.it) – “Chi sta vincendo la gara dell’energia pulita?” si è chiesta la Pew Charitable Trusts. La risposta non è tardata ad arrivare grazie alla nuova ricerca che, basandosi sui dati raccolti da Bloomberg New Energy Finance, ha valutato chi tra i Paesi del Gruppo dei Venti (G-20) si stia adoperando di più in questa serrata competizione. Si scopre così che a fine 2011 gli investimenti nelle rinnovabili hanno raggiunto la quota record di 263 miliardi di dollari – in aumento del 6,5% rispetto al 2020 – guidati ancora una volta dagli sforzi di Stati Uniti (48 miliardi), Cina (45,5 miliardi) ed Europa (99,3 miliardi).

“Il settore dell’energia pulita ha ricevuto il suo trilionesimo dollaro d’investimenti privati verso la fine del 2011, a dimostrazione della crescita significativa registrata negli ultimi otto anni”, ha affermato Michael Liebreich, CEO di Bloomberg New Energy Finance, partner per la ricerca di Pew. “Le installazioni di impianti a energia solare sono cresciute in particolare lo scorso anno, poiché il calo dei prezzi dei moduli fotovoltaici, oggi inferiori del 75% rispetto a tre anni fa, ha più che compensato l’indebolimento dei meccanismi di sostegno all’energia pulita verificatosi in diverse parti nel mondo”.

A mostrare performance davvero eccezionali è stata però l’Italia che, oltre ad essersi distinta come uno dei mercati del solare più dinamici al mondo, si è rivelata leader per i livelli degli investimenti in proporzione alla sua economia. Con una quota record di 28 miliardi di dollari, in aumento del 38,4%, il Belpaese ha brillato nel 2011 e negli ultimi cinque anni ha registrato tassi di crescita più alti di quelli delle altre economie del G20.

“Mentre altre nazioni europee hanno apportato tagli significativi agli incentivi alle energie rinnovabili a causa delle pressioni sul bilancio, l’Italia ha salvaguardato i propri programmi di incentivazione con l’auspicio di stimolare la crescita economica”, ha affermato Phyllis Cuttino, direttore del Pew’s Clean Energy Program. “Dunque l’Italia oggi è quarta nella classifica dei G-20 per gli investimenti nell’energia pulita, è prima nel tasso di crescita degli investimenti su cinque anni, è prima nell’intensità degli investimenti ed è sesta nella capacità di energia rinnovabile installata per una quota di 28 GW. La sfida per l’Italia sarà perseguire le politiche in grado di offrire sicurezza a lungo termine agli investitori sul mercato in questo periodo di austerity fiscale”.

La maggior parte degli investimenti privati, 24,1 miliardi di dollari, sono stati riversati nel solare dove sono stati toccati quasi gli 8 GW di capacità di generazione; di questa cifra, oltre la metà è destinata a piccoli progetti commerciali. “A causa dei prezzi elevati delle energie tradizionali e delle abbondanti risorse di energia solare, l’Italia è il primo paese ad aver raggiunto la “grid parity”, ovvero la competitività dei prezzi dell’energia solare rispetto alle fonti tradizionali. L’Italia ha anche installato 1 GW di eolico lo scorso anno”.