• Articolo Tel Aviv, 24 aprile 2013
  • “Energy [R]evolution: A Sustainable Israel Energy Outlook”

    Israele verso una rivoluzione energetica?

  • Un Rapporto di Greenpeace delinea uno scenario energetico futuro fatto di rinnovabili ed efficienza energetica, capace di sfruttare le risorse locali, raccomandando cambiamenti politici in grado di riformare il mercato dell’energia israeliano

Israele verso una rivoluzione energetica?(Rinnovabili.it) – Un nuovo rapporto di Greenpeace accende per la prima volta i riflettori su Israele, mostrando un possibile scenario futuro del mercato dell’energia, fatto di rinnovabili, abolizione degli incentivi ai combustibili fossili e riduzione drastica della domanda di energia.

Energy [R]evolution: A Sustainable Israel Energy Outlook”, pubblicato in occasione della Giornata della Terra, è stato scritto da Sven Teske, direttore della campagna sulle energie rinnovabili di Greenpeace International, in collaborazione con gli israeliani Amit Mor e Shimon Shimon della società Eco Energy.

 

Gli autori hanno scoperto che le fonti rinnovabili rappresentano solo lo 0,2% della produzione elettrica del Paese, tra le percentuali più basse al mondo. Ma Israele, si legge nel Rapporto, ha le potenzialità per affrontare una vera e propria rivoluzione energetica, sfruttando le risorse locali e intraprendendo una serie di percorsi virtuosi finalizzati innanzitutto alla riduzione della domanda elettrica.

A fronte dello scenario delineato dall’attuale situazione energetica –  che prevede un aumento di circa il 30% della domanda finale di energia nel 2050 –  la rivoluzione energetica potrebbe permettere una riduzione della domanda del 15% rispetto ai dati registrati nel 2009. Il primo passo necessario sarà quello di incoraggiare l’efficienza energetica e lo sviluppo delle rinnovabili che, secondo il Rapporto, potrebbero rappresentare il 47% della produzione elettrica del Paese nel 2050. Allo stesso tempo, sarà possibile interrompere completamente il funzionamento delle centrali elettriche a carbone e quelle alimentate a gas.

 

Tra le misure di attuazione indicate da Greenpeace, si evidenziano la progressiva eliminazione delle sovvenzioni ai combustibili fossili e al nucleare; l’imposizione di norme rigorose di efficienza per gli apparecchi che consumano energia; obiettivi vincolanti per lo sviluppo delle rinnovabili e la generazione di calore; una riforma del mercato dell’energia elettrica.