• Articolo Londra, 15 marzo 2012
  • Lo studio trimestrale di Ernst & Young

    Rinnovabili, le alleanze salveranno il mercato?

  • Nell’Eurozona il settore delle eco-energie affronta tempi difficili. Per uscirne, più o meno indenni, fusioni, joint venture e partnership creative

(Rinnovabili.it) – Il 2011 si è chiuso con un bilancio decisamente roseo per il settore economico legato alle energie verdi. Il mercato mondiale delle energie rinnovabili, solare in primis, aveva dimostrato di essere affamato di investimenti, segnando un vero e proprio record nell’intero comparto energetico- finanziario. Molto più incerto appare oggi il 2012. A soli tre mesi dall’inizio del nuovo anno le previsioni degli analisti non sembrano essere altrettanto positive. Secondo l’ultimo Country Attractiveness Indices report (CAI), lo studio trimestrale di Ernst & Young dedicato alle green energy, si profila all’orizzonte, soprattutto nell’Eurozona, un momento di difficoltà a carico dei mercati più maturi. La corsa allo sviluppo delle economie emergenti combinata alla crisi del debito sovrano combinata ed alla diminuita ambizione dei Governi per questo settore sta già esercitando una notevole pressione su tutti quei mercati che fino a ieri detenevano le prime posizioni nella classifica mondiale degli investimenti verdi. Il report evidenzia inoltre, la possibilità, “quasi inevitabile”, di un consolidamento dei settori eolico e solare e di una maggiore integrazione verticale, dovuta alla continua ricerca di nuove e innovative modalità di accesso al mercato da parte del segmento manifatturiero.

“Nel 2011 – commenta Andrea Paliani, Partner Ernst & Young Settore Energy – abbiamo assistito ad una maggiore attività di M&A nel mondo, sintomo dell’ingresso nella fase di maturità del mercato solare, insieme a livelli record di investimenti nella corsa per accaparrarsi gli incentivi dei governi sempre più scarsi”. “I primi segnali per il 2012 – continua Paliani – ci indicano che ci saranno maggiori sfide per gli stakeholder, con i mercati maturi che diventano sempre più deboli a causa di prolungati problemi di liquidità e di una continua riduzione di incentivi dei governi. Tuttavia nei mercati emergenti si continuerà a registrare una crescita significativa, dal momento che le preoccupazioni circa la sicurezza di approvvigionamento e nella generazione di energia insieme alla richiesta di posti di lavoro stimolano i governi ad un maggior impegno verso le energie rinnovabili”. “L’accesso al capitale per i prossimi 12 mesi, sia attraverso l’indebitamento che attraverso mezzi propri, probabilmente è destinato a incidere più di ogni altro fattore sulla sopravvivenza o il fallimento delle imprese. I vincoli legati ai capitali saranno quindi un importante driver per le attività di transazione, da dolorose fusioni a joint venture a partnership creative”.

Una classifica riveduta e corretta

Date le previsioni è naturale che per il 2012 si debba assistere ad un rimescolamento seppure non così significativo, della classifica mondiale. La graduatoria attribuisce punteggi a ciascuno dei 40 paesi coinvolti nell’indagine in relazione al mercato nazionale delle energie rinnovabili, alle infrastrutture e alla rilevanza tecnologica. Al primo posto rimane saldamente la Cina nonostante emerga qualche segnale contraddittorio: “con un mercato domestico sostanzialmente stabilizzato, le imprese cinesi guardano sempre più all’Europa per l’acquisizione di incentivi su target al prezzo di mercato relativamente basso”. Riconfermato il secondo posto degli USA grazie ad una posizione di partenza particolarmente favoreggiata. I sussidi governativi e i programmi di erogazione di prestiti garantiti hanno reso il 2011 un anno estremamente attivo soprattutto per il comparto eolico domestico (circa 7GW di capacità installata). L’interruzione di questi incentivi però, renderanno a parere degli analisti destramente arduo per il mercato statunitense replicare il trend di crescita anche in questo 2012. La Germania rimane in terza posizione grazie ai continui finanziamenti stanziati per coprire il vuoto causato dalla riduzione del nucleare, ma se a marzo dovessero passare le recenti proposte del governo relative alla riduzione e restrizione dei feed in tariffs per il fotovoltaico, l’attività del mercato subirebbe un rallentamento sensibile nel 2012 e oltre.

Al contrario, lo studio individua nel Medio-Oriente e in Nord-Africa (MENA) il più grande potenziale di espansione per il comparto delle energie rinnovabili. “Si stima che la ricchezza di risorse solari ed eoliche possa attirare notevoli investimenti nel breve e medio periodo, in particolare in quei mercati economicamente e politicamente più stabili. Molti paesi dell’area stanno cercando di aumentare sensibilmente il peso delle energie rinnovabili nel tentativo di diversificare un’offerta che dipende prevalentemente dagli idrocarburi e di soddisfare una sempre maggior richiesta da parte dei consumatori”.