• Articolo Milano, 21 marzo 2013
  • Lo studio di Assilea ed Energy&Strategy

    Rinnovabili, il leasing preferisce le bioenergie

  • Per il comparto delle agroenergie si stima un totale di operazioni stipulate del valore di circa 344 milioni di euro per il 2016 e di 911 milioni per il 2020

Rinnovabili, il leasing preferisce le bioenergie(Rinnovabili.it) – Il leasing preferisce le bioenergie e l’efficienza energetica. Lo rivela lo studio congiunto redatto da Assilea ed Energy&Strategy per offrire analisi del potenziale di mercato per operazioni finanziare nel campo delle rinnovabili non fotovoltaiche. Il documento sottolinea come, nel settore delle Fer elettriche, gli impianti alimentati a biogas e biomassa agroforestale sono quelli con il maggior appeal.

 

Nel dettaglio, gli autori analizzano le potenzialità di finanziamento del leasing per il  2016 e il 2020 – in uno scenario ‘Business As Usual’ – rivelando come sia possibile per quelle date stimare un tale di contratti stipulati pari, rispettivamente, a 344 e 911 milioni di euro. Il report include nella sua analisi anche il settore dell’efficienza energetica, sia in ambito industriale che in quello della pubblica amministrazione. In questo caso sempre facendo riferimento ad uno scenario ‘Business As Usual’, si stima il raggiungimento di un valore di stipulato leasing cumulato pari a 1,37 miliardi di euro al 2016 che potranno raggiungere i 2,4 miliardi entro il 2020.

 

I dati per entrambi i settori dovrebbero essere rivisti al rialzo se lo scenario preso in considerazione fosse quello “ottimistico”: per le bioenergie 1,34 miliardi al 2020, mentre per l’efficienza energetica 4,8 miliardi.

 

“Per cogliere tali opportunità di sviluppo  – spiega la nota stampa di Assilea – è necessario che gli operatori investano in attività di marketing per la promozione e la conoscenza dello strumento del leasing. È fondamentale per gli operatori acquisire competenze tecniche – anche attraverso partnership e accordi con società specializzate – per strutturare un’offerta ‘ad hoc’ che superi le criticità tecniche attuali dello strumento (adattabilità, tempi di erogazione, ecc.), utilizzi ‘EPC contractor’ ed ‘ESCo’ come leve per aggredire il mercato e raccolga, in modo sistematico, i feedback delle imprese che investono in bioenergie ed efficienza energetica e lo studio delle dinamiche evolutive di mercato”.