• Articolo Londra, 15 febbraio 2013
  • Un rapporto del PwC

    Shale oil, il futuro del mercato energetico passa da qui

  • I grandi mercati energetici al 2035 potrebbe vedere completamente ribaltati gli equilibri. Lo ha rivelato il PwC nel rapporto “Shale oil – la prossima rivoluzione energetica di PwC”

(Rinnovabili.it) – Entro il 2035 il PIL mondiale potrebbe toccare i 2,7 miliardi di dollari USA grazie alla produzione di shale oil a livello mondiale. Una rivoluzione quella attesa dai grandi mercati energetici, che potrebbero presto veder scendere notevolmente il prezzo del petrolio, un conseguente aumento del PIL mondiale e la trasformazione dei modelli di business legati alle società petrolifere e del gas.

A rendere pubbliche le previsione di settore il PwC, che ha redatto la relazione intitolata “Shale oil – la prossima rivoluzione energetica di PwC” nel quale hanno riassunto gli impatti che l’aumento della produzione di shale oil potrebbe avere sull’economia e sul settore petrolifero oltre che su quello del gas da oggi fino al 2035.

“Il calo dei prezzi petroliferi a livello mondiale a seguito dell’aumento della produzione di shale oil potrebbe avere un impatto rilevante sull’evoluzione futura dell’economia mondiale, consentendo produzioni maggiori a parità di costi. Effetti che potrebbero realizzarsi gradatamente man mano che la produzione si diffonde in tutto il mondo, per arrivare entro il 2035 a un aumento del PIL mondiale stimato tra il 2,3% e il 3,7%. Sarebbe come poter contare su un’economia aggiuntiva – delle dimensioni del Regno Unito – nel calcolo del PIL mondiale di quell’anno” , ha commentato John Hawksworth, capo-economista di PwC e coautore della relazione.

 

Secondo quando rivelato dal PwC i maggiori importatori netti di petrolio, come India e Giappone, potrebbero vedere il proprio PIL crescere di circa il 4%-7% entro il 2035, mentre per Stati Uniti, Cina, Germania e Regno Unito l’aumento sarebbe compreso tra i 2 e i 5 punti percentuali.

Al contrario i maggiori esportatori come Russia e Medio Oriente dovranno darsi da fare per non perdere gran parte delle entrate.

Adam Lyons, direttore del team Oil & Gas di PwC e coautore della relazione, afferma: “La potenziale disponibilità e accessibilità di importanti quantità di shale oil e l’effetto previsto calmiere sull’aumento di dei prezzi petroliferi globali influenzeranno ben oltre il settore petrolifero. Lo shale oil è potenzialmente in grado di ridefinire l’economia mondiale aumentando sicurezza, indipendenza e accessibilità economica dell’energia nel lungo termine. Tuttavia, questi benefici devono essere bilanciati da obiettivi ambientali di più ampio respiro, a livello locale e mondiale, e i conseguenti cambiamenti nelle politiche e nei regimi normativi avranno indubbiamente un effetto domino su produttori di petrolio e consumatori. Le implicazioni della crescita dello shale oil si faranno sentire lungo tutta la catena del valore, mentre l’andamento dei prezzi potrebbe influenzare le scelte d’investimento”.