• Articolo Roma, 12 aprile 2018
  • Sistema energetico italiano, prezzi in calo e record di rinnovabili

  • Leggero calo delle emissioni di CO2 ma peggiorano le prospettive di decarbonizzazione. Ecco il quadro energetico italiano nell’analisi Enea

Sistema energetico italiano

 

 

I dati sul sistema energetico italiano aggiornati al 2017

(Rinnovabili.it) – Come si sta evolvendo il sistema energetico italiano? Alla domanda risponde l’Enea che nella sua analisi trimestrale del settore fornisce in maniera puntale il consuntivo 2017. Quello che emerge dalle pagine del rapporto è un insieme di dati positivi e negativi che se da un lato confermano il superamento italiano degli obiettivi clima energia 2020, dall’altro ci trovano invece fuori percorso verso quelli 2030.

L’analisi evidenzia come lo scorso anno, nonostante la crescita dei consumi finali di energia (più 1,3 per cento rispetto al 2016) le emissioni di CO2 siano leggermente calate (­meno 0,5 per cento). Una diminuzione legata al minor contribuito del settore dei trasporti e alla ridotta intensità carbonica della generazione elettrica da fossili (-5 per cento i gCO2/TWh della termoelettrica). Tra fine 2016 e inizio 2017, infatti, il fermo del nucleare francese unitamente alla ridotta produzione idroelettrica avevano spinto in alto il lavoro delle centrali fossili nazionali. Venendo meno questi due fattori congiunturali e con la crescita della generazione da rinnovabili, le emissioni sono scese. Ma non abbastanza, come spiega l’Enea.

 

La ripresa economica, infatti, ha spostato il sistema energetico italiano “su una traiettoria di decarbonizzazione che può rendere problematico il raggiungimento degli obiettivi 2030”. Stesso discorso per le energie rinnovabili. Nel 2017 le fer elettriche hanno toccato nuovi massimi storici sul totale dei consumi: fotovoltaico ed eolico hanno raggiunto il picco del 70 per cento su base oraria (17 aprile 2017) e l’insieme delle Fer dell’87 per cento (21 maggio). Ma al di là di questi innegabili record il loro sviluppo non è in linea con la crescita che ci si aspetterebbe verso gli obiettivi 2030. La stima preliminare dell’agenzia nazionale colloca la quota di rinnovabili al 17,6 per cento nel 2017, in leggera crescita rispetto al 17,4 per cento del 2016. “Sembra però ora meno scontato – si legge nel report – il raggiungimento dell’obiettivo fissato nella SEN del 2013, che si proponeva di andare oltre gli obiettivi europei per raggiungere il 19-20 per cento entro il 2020”.

 

>>Leggi anche Firmata la Strategia energetica nazionale: 175mld di investimenti<<

 

Alto dato degno di nota, quello sui prezzi dell’energia elettrica: sono calati, fino al 2 per cento nella fascia di consumo medio-alta, grazie soprattutto alla riduzione degli oneri di sistema che ha compensato il rialzo dei prezzi all’ingrosso. Tuttavia rimangono fra i più alti all’interno dell’Unione Europea.

 

Il mix delle fonti sui consumi – Lo studio evidenzia un aumento dei consumi di gas naturale (+6 per cento) – fonte energetica numero uno nel mix italiano con una quota del 36,5 per cento – ma con prezzi in calo per tutte le fasce di consumo e in controtendenza rispetto agli altri Paesi Ue. Il petrolio scende sotto al 34 per cento del mix, con consumi in calo (-1 per cento), mentre prosegue la pesante contrazione del carbone (-12 per cento) che oggi possiede solo una quota del 6 per cento nel mix. Le rinnovabili hanno raggiunto il 19 per cento grazie alla crescita di eolico e solare che ha compensato il forte calo dell’idroelettrico (-14 per cento).

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