• Articolo Roma, 11 luglio 2014
  • Dopo la pubblicazione in Gazzetta lo scorso 24 giugno

    Spalma incentivi bocciato dalla commissione Bilancio al Senato

  • La retroattività del provvedimento non piace alla commissione Bilancio di Palazzo Madama che teme cospicui contenziosi

Taglia-bollette, spunta la bozza dello spalma-incentivi(Rinnovabili.it) – La battaglia sullo spalma incentivi continua. Il provvedimento, che sta facendo discutere sia il settore delle energie rinnovabili italiano che l’alta finanza straniera, è approdato in questi giorni in Senato dopo la pubblicazione in Gazzetta lo scorso 24 giugno. E mentre ambientalisti, produttori e parte della politica italiana si appresta a scendere in piazza per presentare proposte strutturali per il taglia-bollette che non minino il futuro delle green energy, la Commissione Bilancio di Palazzo Madama fa sapere che la misura dello spalma incentivi così com’è non va; il problema è soprattutto il carattere retroattivo di questo strumento, peraltro obbligatorio, che porrebbe accendere secondo i senatori “un cospicuo contenzioso”.

 

Non solo, la spalmatura degli  incentivi con la riduzione dell’8 per cento delle tariffe rispetto agli attuali livelli, “implica in ogni caso una riduzione degli incassi delle società produttrici di energia con il fotovoltaico”. Un fattore quest’ultimo su cui però la Commissione stessa cerca di dare rassicurazione: “ciò non dovrebbe determinare un impatto negativo in termini di gettito fiscale, correlato alla conseguente riduzione degli utili d’impresa per tali operatori, atteso che le corrispondenti riduzioni delle tariffe elettriche sono a vantaggio, ai sensi dell’articolo 23, di soggetti a loro volta esercenti attività d’impresa, i quali usufruiranno di un equivalente impatto positivo in termini di minori costi, con pari riflessi sugli utili d’impresa”.

 

Anche la garanzia della Cassa depositi e prestiti sui finanziamenti compensativi per gli operatori, presenterebbe “profili problematici”. “Andrebbe valutato  – spiegano i senatori  -se l’intervento della CDP si configuri in maniera coerente rispetto all’attuale classificazione dell’ente nell’ambito del settore degli operatori finanziari. Il carattere oneroso della eventuale garanzia statale implica comunque che le imprese dovranno corrispondere allo Stato un adeguato corrispettivo. Si segnala tuttavia che non risulta emanato il decreto ministeriale attuativo di disciplina delle esposizioni assunte o previste da CDP S.p.A. che possono essere garantite dallo Stato”.