• Articolo Londra, 23 ottobre 2019
  • In UK il 1° impianto di stoccaggio criogenico su larga scala

  • Il sistema fa parte di un più ampio piano della Highview Power per sviluppare avanzate criobatterie in Gran Bretagna, Spagna, Medio Oriente e Sudafrica

stoccaggio criogenico

Credit: Highview Power

 

Sarà allacciato alla rete elettrica inglese un impianto di stoccaggio criogenico da 50 MW

 

(Rinnovabili.it) – Il Regno Unito si prepara ad inaugurare il suo primo impianto di stoccaggio criogenico su larga scala. Anticipando molti degli Stati europei oggi interessati alla tecnologia dell’aria “liquida” come opzione d’energy storage, l’UK si candida così a divenire Paese modello delle nuove “criobatterie”. Il progetto, infatti, grazie ad una taglia da 50 MW/250 MWh, sarà a  regime il più grande di questo tipo in Europa. L’iniziativa porta la firma della londinese Highview Power e verrà realizzata in una vecchia centrale termoelettrica ormai dismessa, nel nord dell’Inghilterra. Qui grandi serbatoi in metallo e completamente isolati, conserveranno aria liquida, ossia miscele di ossigeno e azoto raffreddate a meno 196°C attraverso l’uso dell’energia elettricità rinnovabile.

 

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Il funzionamento dello stoccaggio criogenico è semplice: quando l’offerta di energia elettrica supera la domanda della rete, il surplus viene impiegato per comprimere e raffreddare aria fino a farla liquefare. L’aria liquida rimane sotto isolamento fino a che la domanda non si rialza; quindi è ritrasformata in gas attraverso, ad esempio, calore di scarto di bassa qualità, e l’aumento di volume e pressione che ne consegue è utilizzato per azionare una turbina elettrica.

 

Il sistema si basa su una tecnologia collaudata (la stessa impiegata per produrre il GNL), utilizzata in sicurezza in molti processi industriali e non richiede elementi particolarmente rari o componenti costosi per la produzione. Ma soprattutto permette di accumulare energia per settimane. Sperimentazioni in questo settore non mancano ma il nuovo impianto di Highview Power sarà il primo ad essere collegato in rete: in questo modo aiuterà National Grid a gestire le quote di fer non programmabili, aumentando la flessibilità della struttura elettrica. Inoltre, spiega Highview Power, il sistema fornirà servizi ausiliari come la gestione della frequenza e dei vincoli di rete.

 

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“Sempre più centrali elettriche verranno ritirate dal mercato: noi stiamo offrendo una soluzione che può utilizzare la stessa infrastruttura energetica e le stesse connessioni di rete per dare nuova vita a questi siti”, ha affermato Javier Cavada, ceo di Highview Power. Secondo Cavada la criobatteria da 200 MW potrebbe immagazzinare elettricità ad un costo di 110 sterline per MWh, prezzo che la renderebbe una delle tecnologie di accumulo dell’energia più economiche. A marzo l’azienda ha rivelato i piani per collaborare con lo specialista spagnolo TSK: insieme realizzeranno sistemi di stoccaggio criogenico su scala gigawatt in Spagna, Medio Oriente e Sudafrica.

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