• Articolo Bruxelles, 7 giugno 2018
  • Per la decarbonizzazione UE necessari fino a 220 GW di stoccaggio

  • L’Associazione europea per lo stoccaggio di energia (EASE) pubblica uno studio sull’evoluzione del sistema energetico e l’implementazione di diverse opzioni di flessibilità

stoccaggio

 

Con la crescita delle rinnovabili, di quanto stoccaggio energetico avrà bisogno l’Europa?

(Rinnovabili.it) – Se l’Europa vuole avere successo nel suo percorso di decarbonizzazione energetica, avrà bisogno di far crescere l’accumulo. Tradotto in numeri: entro il 2050 l’UE dovrà realizzare tra i 1.500 e 5.500 GWh di capacità di stoccaggio rispetto agli attuali 300 GWh, esistenti nel settore dell’idroelettrico a pompaggio. A riferirlo è l’EASE (European Association for Storage of Energy) in uno studio i cui analizza la domanda dei sistemi d’accumulo rispetto alla quota di rinnovabili connessa in rete. Le stime – precisa l’associazione – si basano su uno scenario che prevede che la quota combinata di energia eolica e solare nella produzione energetica raggiunga il 35 per cento in tutta l’UE entro il 2050.

“Lo stoccaggio di energia – si legge nel documento – è una delle numerose opzioni di flessibilità che possono aiutare a integrare quote crescenti di elettricità rinnovabile variabile”. Ma per poter ragionare sulla futura domanda di storage, occorre anche “fare delle ipotesi riguardo a opzioni di flessibilità alternative come l’estensione della rete, la gestione della domanda (DSM) e la generazione convenzionale flessibile”, intesa come la produzione dispacciabile legata alle fossili o le biomasse.

 

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Un‘infrastruttura di trasmissione e distribuzione più interconnessa permetterebbe infatti un migliore scambio regionale dei flussi di energia, e di conseguenza una migliore risposta ai picchi delle rinnovabili. Allo stesso modo i programmi che incoraggiano i consumatori finali a modificare i loro consumi energetici, i DMS, consentono di ridurre la domanda elettrica in periodi di fornitura insufficiente e di aumentarla durante l’oversupply. “La linea tra accumulo energetico e il DSM può essere sottile – aggiunge l’EASE -, dal momento che alcune forme di stoccaggio, come il fotovoltaico domestico combinato con le batterie, sono considerate da alcuni come servizi di gestione della domanda”.

Ognuna di queste misure influenza le altre e qualsiasi ipotesi d’analisi, per l’associazione europea, non può prescindere da guardare il sistema nell’insieme. A partire da queste premesse, lo Study on Energy Storage Demand stima  per il 2050 una domanda totale di stoccaggio energetico a livello europeo variabile da 70 a 220 GW (rispetto ai circa 45 GW esistenti oggi), con una capacità compresa tra 1.500-5.500 GWh.

 

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