• Articolo Roma, 15 marzo 2013
  • Dopo la pubblicazione del testo del decreto

    SEN: dura critica degli ambientalisti

  • “La Strategia finisce per essere solo un modo per sostenere i soliti noti e non intaccare, anzi favorire gli interessi delle grandi lobby dei combustibili fossili” dichiarano Greenpeace, Legambiente e WWF

Strategia Energetica Nazionale(Rinnovabili.it) – Dura critica da parte di Greenpeace, Legambiente e WWF alla Strategia Energetica Nazionale (SEN), il cui testo definitivo è stato pubblicato ieri nel sito del Ministero dello Sviluppo. Con un comunicato congiunto le tre associazioni ambientaliste hanno evidenziato come un governo dimissionario, che può compiere solo atti di ordinaria amministrazione, non possa arrogarsi il diritto di completare un atto strategico come la SEN, non potendo coinvolgere il Parlamento ormai sciolto.

Secondo gli ambientalisti, inoltre, in seguito alle consultazioni la Strategia Energetica è rimasta sostanzialmente invariata rispetto al documento originario. I pochi elementi inseriti, come il riferimento all’obiettivo di decarbonizzazione al 2050, non sono sorretti da una vera e propria programmazione a tappe e sono stati posti come semplice corollario.

Le associazioni puntano inoltre il dito contro ciò che ritengono essere il vero obiettivo della Strategia Energetica: togliere il sostegno pubblico alle rinnovabili per darlo alla costruzione dei rigassificatori. In questo modo si andrebbero ad aggiungere nella bolletta elettrica, oltre ai sussidi già esistenti per le cosiddette “fonti energetiche assimilate” CIP 6, le spese per i rigassificatori e per il cosiddetto hub europeo del gas. “Un’ulteriore regalia alle lobby fossili” dichiarano gli ambientalisti.

Contestata anche la volontà di avviare le trivellazioni e la scelta di mantenere stabile la quota di carbone in controtendenza rispetto agli obiettivi ambientali proclamati. “Il problema rimane quello di non aver operato una vera scelta a favore di un modello basato su rinnovabili ed efficienza, e quindi di non individuare una vera e propria strategia di transizione, come sta invece avvenendo in Germania”, si legge nel comunicato. “Per questo la Strategia finisce per essere solo un modo per sostenere i soliti noti e non intaccare, anzi favorire gli interessi delle grandi lobby dei combustibili fossili”.