• Articolo Roma, 5 settembre 2012
  • Tra i vantaggi, fattura energetica leggera e riduzione di dipendenza estera, emissioni e consumi primari

    Strategia Energetica Nazionale: luci e ombre in vista

  • La FSS pur approvando alcuni aspetti della nuova strategia, mette in guardia su alcune lacune, soprattutto su emissioni ed estrazione di fossili, e lamenta un orizzonte troppo breve

(Rinnovabili.it) – Un documento corposo e ricco di dati sul quale continuano a persistere però alcune ombre. E’ questo il pensiero della Fondazione Sviluppo Sostenibile (FSS) che, in una nota di commento diffusa ieri, esprime le proprie perplessità in merito alla bozza del documento sulla “Nuova Strategia Energetica Nazionale per un’energia più competitiva e sostenibile“, predisposta dal Ministero dello Sviluppo Economico per poter essere pubblicamente consultata.

Sette le priorità che la Strategia individua come indispensabili nel medio periodo (che riportiamo integralmente):
1. La promozione dell’Efficienza Energetica, strumento più economico per l’abbattimento delle emissioni, che porta importanti benefici grazie alla riduzione delle importazioni di combustibile e quindi dei nostri costi energetici, e con un settore industriale ad elevato potenziale di crescita.
2. Lo sviluppo dell’Hub del Gas sud-europeo, tramite il quale possiamo diventare il principale ponte per l’ingresso di gas dal Sud verso l’Europa, creando un mercato interno liquido e concorrenziale, con prezzi allineati a quelli degli altri Paesi europei.
3. Lo sviluppo sostenibile delle energie rinnovabili, per le quali possiamo superare gli obiettivi europei di sostenibilità (’20-20-20′) contenendo la spesa in bolletta, con benefici di sostenibilità e sicurezza di approvvigionamento, e di sviluppo di un settore in forte crescita.
4. Il rilancio della produzione nazionale di idrocarburi, tramite cui è possibile raddoppiare l’attuale produzione, con importanti implicazioni in termini di investimenti, occupazione, riduzione della bolletta energetica ed incremento delle entrate fiscali.
5. Lo sviluppo delle infrastrutture e del mercato elettrico, per affrontare le criticità del settore mantenendo e sviluppando un mercato libero e pienamente integrato con quello europeo, in termini sia di infrastrutture che di regolazione e competitivo in termini di prezzi finali.
6. La ristrutturazione della raffinazione e della rete di distribuzione dei carburanti, con la quale accompagnare il settore verso una progressiva ristrutturazione e ammodernamento, raggiungendo gli obiettivi europei e garantendo elevati standard di servizio e competitività per il consumatore.
7. La modernizzazione del sistema di governance, con l’obiettivo di rendere più efficace e più efficienti i nostro processi decisionali.

Tangibili e reali i vantaggi presentati come acquisibili attraverso l’implementazione di queste 7 misure: una fattura energetica più leggera (dai 62 mld attuali a 47 mld), minore dipendenza dall’estero, una riduzione delle emissioni di gas serra del 19% e una riduzione del 24% dei consumi primari. Tutti vantaggi dovuti alle implicazioni che green e white economy (rinnovabili ed efficienza energetica) apporteranno al nostro sistema energetico.

Per la FSS è ottima la proposta di superare gli obiettivi dell’Italia al 2020 su rinnovabili ed efficienza, così come quella di eliminare la produzione elettrica da nucleare, rimandandola a quando si potrà parlare di fusione. Ma oltre alla brevità dell’orizzonte temporale, la Fondazione lamenta anche l’assenza di una valutazione sull’impatto delle emissioni e rimane perplessa sul rilancio dell’estrazione domestica di combustibili fossili.