• Articolo Parigi, 29 ottobre 2018
  • I sussidi ai combustibili fossili? Stanno aumentando di nuovo

  • I nuovi dati del World Energy Outlook mostrano un aumento del 12% del valore stimato per gli incentivi al consumo dei combustibili fossili

sussidi combustibili fossili

 

 

Torna a crescere la voce “sussidi combustibili fossili”

(Rinnovabili.it) – Ci sono tre parole che nel mondo energetico continuano a essere pronunciate assieme: sussidi combustibili fossili. Malgrado gli appelli mondiali, i report sul clima e le promesse di decarbonizzazione, gli aiuti all’energia fossile godono di ottima salute. Al punto che, dopo alcuni anni di flessione, la voce è tornata a crescere nel 2017 e le dinamiche in atto nel mercato petrolifero non fanno prevedere prossimi cali. La conferma ufficiale arriva dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) che anticipa oggi alcuni dei contenuti del suo World Energy Outlook 2018, che sarà pubblicato il 13 novembre.

Nel dettaglio il report mostra come le sovvenzioni mondiali per il consumo di petrolio, gas, carbone e derivati siano state quasi dimezzate tra il 2012 e il 2016, dopo aver raggiunto il record di oltre 500 miliardi di dollari a livello globale. I nuovi dati per il 2017 mostrano, tuttavia, un aumento del 12% del valore stimato di questi incentivi, a oltre 300 miliardi di dollari. E se nel 2016 era l’elettricità prodotta da fonti fossili a guadagnarsi la fetta maggiore degli aiuti, lo scorso anno il petrolio è tornato a essere il vettore energetico più sovvenzionato. Un aumento che riflette direttamente il rialzo nei prezzi petroliferi.

 

>>Leggi anche Investimenti fossili, creeranno una pericolosa bolla del carbonio<<

 

LE LEVE DEI SUSSIDI COMBUSTIBILI FOSSILI – La situazione si ancora più complicata in questo 2018, caratterizzato da un forte rincaro delle commodity energetiche. I consumatori di diversi Paesi importatori di petrolio stanno affrontando un aumento dei prezzi al dettaglio, che in molte delle economie in via di sviluppo si traduce in una svalutazione delle valute locali nei confronti del dollaro statunitense.

Di fronte a queste pressioni, alcune nazioni hanno iniziato a ritardare o arrestare i propri programmi di riforme. Ad esempio, nonostante i rialzi internazionali, l’Indonesia e la Malesia hanno mantenuto i prezzi interni ai livelli precedenti, mentre l’India ha tagliato le accise su benzina e diesel, e il Brasile ha aumentato il suo sussidio sul gasolio.

 

Questi sussidi abbassano il costo dei combustibili o dell’elettricità basata sulle fossili, per i consumatori finali, spesso con l’obiettivo di perseguire politiche sociali incluso l’accesso all’energia”, spiega la IEA. “Ma molti di questi incentivi sono mal mirati, e offrono un vantaggio sproporzionato per i segmenti più ricchi della popolazione che usano la maggior parte del carburante sovvenzionato. Politiche di sovvenzioni non mirate incoraggiano un consumo dispendioso, spingono verso l’alto le emissioni e mettono a dura prova i bilanci governativi. La graduale eliminazione delle sovvenzioni per il consumo di combustibili fossili è un pilastro della sana politica energetica”.

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