• Articolo Roma, 28 febbraio 2018
  • Sviluppo energetico del Mezzogiorno: il CIPE porta il budget a 120mln

  • Le risorse del programma di azione e coesione “Energia e sviluppo dei territori 2014-2020” passano dai 72,5 milioni a oltre 120 milioni

sviluppo energetico

La riunione del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (Foto del Governo Italiano)

 

 

(Rinnovabili.it) – Il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE) rimpolpa il budget del programma di azione e coesione “Energia  e sviluppo dei territori 2014-2020”. Si tratta dello strumento elaborato dal Ministero dello Sviluppo Economico per rafforzare gli interventi previsti dal piano operativo nazionale “Imprese e competitività 2014-2020” e espressamente dedicato allo sviluppo energetico del Mezzogiorno. Il CIPE aveva approvato le risorse attraverso una delibera dello scorso anno, (pubblicata in G.U. alla fine di novembre 2017): circa 72,5 milioni di euro resi disponibili dal Fondo di rotazione. Oggi, a questa stessa somma sono stati aggiunti altri 47,9 milioni di euro, portando la dotazione finale del programma sopra i 120 milioni. A darne notizia è il viceministro allo Sviluppo Economico Teresa Bellanova, a margine della riunione del Comitato tenutasi stamane a Palazzo Chigi.

 

Il programma è costituito da un unico asse tematico che persegue attraverso differenti linee d’azione, due obiettivi: la riduzione dei consumi energetici negli edifici e nelle strutture pubbliche, residenziali e non, e l’incremento della quota di fabbisogno energetico coperto dalla generazione distribuita, con annesso sviluppo di sistemi intelligenti. Nella pratica ciò significa il finanziamento di interventi come la realizzazione di smart grid, la ristrutturazione in chiave eco-efficiente degli immobili o l’installazione di sistemi di telecontrollo dei consumi.

 

La misura, spiega Bellanova, “significa che andiamo a sostenere gli interventi finalizzati al miglioramento della rete elettrica. In generale stiamo cercando di valorizzare tutta la filiera legata all’efficientamento energetico, in particolare negli edifici pubblici. La scelta di sostenere e promuovere con misure e fondi consistenti l’efficientamento energetico è strategica, perché ci consegna non solo un Paese più sano e più moderno, ma anche l’opportunità di risparmiare e liberare risorse da utilizzare a favore di imprese e famiglie”. I territori di riferimento sono quelli delle Regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia. Qui il programma di sviluppo energetico del Mezzogiorno deve portare i consumi elettrici annuali della PA dai 3,5 GWh (dato del 2013) a 3 GWh per il 2023. Inoltre il consumo di elettricità prodotta da rinnovabili (escluso l’idroelettrico) dovrà passare dal 32% ad oltre il 41%.

 

Durante lo stesso evento il CIPE ha deliberato 200 milioni per il fondo per il contrasto alle delocalizzazioni e 850 milioni per i contratti di sviluppo. A conti fatti, commenta il capo del MISE, Carlo Calenda, si tratta di “un miliardo e 50 milioni per gestire i processi di reindustrializzazione, le transizioni e le crisi industriali”

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