• Articolo Bruxelles, 10 settembre 2019
  • UE: tasse sull’energia più alte per non perdere la sfida climatica

  • In un nuovo documento riservato la presidenza finlandese sollecita una revisione delle aliquote fiscali minime per i prodotti energetici nel blocco

tasse sull'energia

Credit: Alan Cleaver (CC BY 2.0)

Sono quasi 15 anni che le norme europee in materia di tasse sull’energia non vengono cambiante

(Rinnovabili.it) – Riformare le tasse sull’energia all’interno dei confini UE per allinearle ai nuovi obiettivi climatici. Su questo obiettivo sta lavorando la Finlandia a cui spetta la Presidenza del Consiglio dell’UE fino al 31 dicembre 2019. Seguendo il motto di questi 6 mesi di presidenza, “Un’Europa sostenibile – un futuro sostenibile”, i funzionari finlandesi sono pronti a dare il proprio contributo alle politiche climatiche comunitarie. E la prima mossa sarà proprio rivedere le norme su imposte e tributi in tema di combustibili fossili e fonti verdi. “L’attuale direttiva sulla tassazione dell’energia non tiene conto delle differenze di emissioni tra le diverse forme di energia e non fa distinzione tra fonti rinnovabili e non”, spiega la presidenza finlandese. “Ciò non è coerente con la politica energetica, che incoraggia la transizione verso fonti pulite”.

 

Della riforma si discuterà il 13 settembre a Helsinki, nella riunione informale dei ministri dell’Economia e Finanze dell’Europgruppo. Per l’occasione la Finlandia ha preparato un documento di discussione, consultato in anteprima dalla Reuters, per gettare le basi per future modifiche alla legislazione.

Si tratta di un passaggio fondamentale in quanto la Commissione Europea è in piena fase di valutazione dell’attuale direttiva Energy Taxation (è atteso un parere nei prossimi mesi).

 

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Le norme dell’UE in materia di tasse sull’energia sono immutate da ormai oltre 15 anni e oggi appaiono “obsolete e poco adattate alla sfida dei cambiamenti climatici e agli sviluppi della politica energetica a livello dell’UE”, si legge nel testo. In realtà non si tratta della prima volta che l’Europa cerca di cambiare queste leggi, ma in passato l’opposizione di alcuni dei 28 stati dell’UE ha bloccato le riforme fiscali in materia di energia.Un piano dell’esecutivo per  riscrivere la direttiva comunitaria è già stato bloccato nel 2015.

 

Ovviamente il documento finlandese non è vincolante, ma si limita a sollecitare una revisione dell’apparato tributario, a partire dalle aliquote fiscali minime per i prodotti energetici, che attualmente differiscono tra gli stati dell’UE e non premiano le fonti di energia per la loro efficienza. “Le tariffe minime per l’elettricità e i combustibili per riscaldamento, ad esempio, sono troppo basse per fornire un segnale di prezzo adeguato per gli utenti di energia”. Il testo chiede inoltre la fine delle esenzioni fiscali sull’energia concesse ai settori del trasporto aereo e marittimo nell’UE, poiché “non sono in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione delle politiche dei trasporti dell’Unione”.

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