• Articolo Biasca, 14 novembre 2018
  • Tecnologie di accumulo: arriva la torre a mattoncini di Energy Vault

  • Il concept lascia molti dubbi ma l’indiana Tata Power Company è pronta a realizzare il primo sistema da 35 MWh nel 2019

tecnologie di accumulo

 

 

Dalla Svizzera le ultime novità in materia di tecnologie di accumulo

(Rinnovabili.it) – Il mercato delle tecnologie di accumulo ha dato questo mese il benvenuto ad una nuova soluzione di storage dedicata alle fonti rinnovabili. Energy Vault, società svizzera del portfolio della californiana Idealab, ha annunciato la disponibilità commerciale del suo originale sistema, su scala di rete, ispirato ai principi dell’idroelettrico a pompaggio. L’impianto proposto da Energy Vault è una gru in acciaio di quasi 120 metri di altezza a sei braccia, che solleva e impila blocchi di cemento da 35 tonnellate.

Attraverso un software proprietario, la struttura porta in alto i pesanti mattoni utilizzando la sovrapproduzione di energia da parte degli impianti rinnovabili eolici o solari; quando la domanda si alza, li riporta in basso in maniera controllata ma sfruttando la gravità e convertendo l’energia cinetica dalla discesa in elettricità. Gli algoritmi calibrano e controllano i cicli di carica e scarica per rendere il meccanismo il più efficiente possibile.

 

>>Leggi anche Accumulo ibrido, l’evoluzione dell’energy storage<<

 

La società afferma che ogni torre può essere costruita per avere una capacità massima di 35 MWh (abbastanza da coprire i consumi di circa 2.000 abitazioni per un intero giorno) e una potenza di picco di 4 MW in base alle dimensioni; la modularità del sistema consentirebbe, tuttavia, di aumentare la capacità costruendo più torri. “L’innovativo utilizzo di materiali cementizi ecocompatibili – si legge nella nota stampa della società – realizzati con materiali di scarto a basso costo, consente al sistema di Energy Vault di ottenere costi significativamente più bassi per chilowattora e un’elevata efficienza del ciclo di carica-scarica (round-trip), garantendo al contempo una vita utile del sistema di 30-40 anni senza alcuna degradazione in termini di capacità di stoccaggio”.

 

 

L’azienda è convinta che la sua tecnologia di accumulo possa operare a metà del costo dei sistemi concorrenti, ma diversi punti del sistema appaiono ancora poco chiari. Un impianto dimostrativo è stato testato nei mesi passati nei pressi di Biasca, in Svizzera: una gru a singolo braccio alta 20 metri e in grado di sollevare e abbassare blocchi di 500 chilogrammi. I risultati hanno spinto Energy Vault a portare il suo sistema sul mercato convincendo persino The Tata Power Company. Il colosso indiano sarà, infatti, il primo a realizzare l’innovativo impianto di accumulo “a gravità” nel 2019. La società ha anche fatto sapere di aver firmato recentemente un contratto con CEMEX Research Group AG per l’ottimizzazione di vari materiali compositi a base di calcestruzzo da impiegare nel sistema di storage.

 

>>Leggi anche Accumulo ibrido, l’evoluzione dell’energy storage<<

Un Commento

  1. Fernanda
    Posted dicembre 2, 2018 at 9:38 am

    Prego essere contattata

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