• Articolo Roma, 8 novembre 2011
  • Le associazioni di settore chiedono la conferma della detrazione fiscale del 55%

    Rinnovabili termiche ed efficienza: si discute degli incentivi

  • Oggi l’evento organizzato dalla Federazione ANIMA dal titolo: “Fonti rinnovabili termiche ed efficienza energetica: le scelte del Parlamento”, confronto diretto fra mondo della politica e dell’industria

(Rinnovabili.it) – Va via via prendendo forma l’atteso Conto Energia Termico. Le ipotesi di incentivi attualmente allo studio saranno al centro del convegno di oggi pomeriggio a Roma presso la Camera dei Deputati (Palazzo Marini), occasione d’incontro e confronto tra mondo politico ed industriale. E proprio dalle associazioni di settore che arrivano oggi secchi commenti ai nuovi scenari che vanno profilandosi in tema di efficienza energetica e uso delle energie rinnovabili. Assotermica, Co.Aer e Italcogen faranno sentire la propria voce nel corso dell’evento “Fonti rinnovabili termiche ed efficienza energetica: le scelte del Parlamento”, per evidenziare quelle che a loro parere sono le strade giuste da percorrere e gli errori da evitare nel contesto normativo italiano. A cominciare dalla questione ancora aperta del Conto Energia Termico come previsto dal Dlgs 28/11 sulle rinnovabili. Assotermica ne sostiene l’introduzione non solo come semplice scelta opzionale alle detrazioni fiscali per l’utente finale, ma come vera e propria forma d’incentivazione di maggior presa verso una numerosa platea di soggetti che ad oggi non ha utilizzato il bonus del 55%. “A fronte di uno sforzo contenuto sulla bolletta energetica – spiega l’associazione – si potrebbe altresì definire uno strumento che in termini di marketing, di confidenza dell’industria e di impatto territoriale contribuirebbe alla diffusione di tecnologie quali il solare termico, i generatori di calore a condensazione, i sistemi di produzione combinata di energia termica ed elettrica e le pompe di calore, nel rispetto degli obblighi che la Comunità europea ci pone”.

Nonostante gli indubbi benefici e l’appeal che queste tecnologie stanno dimostrando in tutta Europa, in Italia il percorso sembra infatti più irto del dovuto. Basti pensare alle pompe di calore, uno dei sistemi di climatizzazione a ciclo annuale attualmente più efficiente ed efficace, in grado di consentire risparmi del 40-60% di energia primaria. Nonostante il ruolo crescente che sta svolgendo nell’Unione questa tecnologia, spiega Bruno Bellò, Presidente di Co.Aer/ANIMA, in Italia la strada è intralciata dalla barriera delle tariffe elettriche. Il costo dell’energia elettrica varia da 0,30 €/kWh della tariffa “D” nel settore domestico ai circa 0,18 €/kWh della tariffa BT, come per il centralizzato e il terziario, un costo sempre decisamente molto alto rispetto al costo medio dell’energia elettrica in Europa. In mancanza della possibilità di intervenire sul sistema incentivante introducendo una tariffa ad hoc per le pompe di calore, Co.Aer. avanza una proposta di stimolo commisurato alla quantità di energia rinnovabile impiegata dalla pompa di calore capace, “indirettamente”, di riallineare i costi medi di gestione a quelli europei.

“Come Co.Aer proponiamo un incentivo di 4,5 cent di euro per kWh di energia termica rinnovabile impiegata, per una durata di 10 anni, con un decalage progressivo del 10% ogni due anni – conclude il Presidente Bellò – L’incentivo deve avere la stessa remunerabilità della detrazione fiscale del 55%, deve essere erogato non più in rapporto ai costi di installazione, ma alla quantità di energia rinnovabile consumata (FER). Abbiamo bisogno sia un sistema strutturale garantito per un numero sufficiente di anni (almeno dal 2012 al 2020) tale da indirizzare con efficacia il mercato verso la tecnologia dei sistemi a pompa di calore. Chiediamo che sia erogato annualmente, per dieci anni consecutivi (pari all’incirca alla vita tecnologica della pompa di calore)”.