• Articolo Brunswick, 17 dicembre 2018
  • Riscaldamento invernale, e se potessimo indossarlo?

  • Un nuovo processo di fabbricazione a base di luce pulsata dà una svolta al settore dei tessuti intelligenti

Riscaldamento invernale

Credit: Hyun-Jun Hwang e Rajiv Malhotra / Rutgers University-New Brunswick

 

Le ultime innovazioni Made in USA per il riscaldamento invernale

(Rinnovabili.it) – Che cosa accadrebbe se, per scaldarsi nei mesi più freddi, invece di alzare il termostato, bastasse impiegare degli innovativi cerotti tessili? Il nuovo volto del riscaldamento invernale prende forma negli Usa e più precisamente dalla collaborazione fra gli ingegneri della Rutgers University e quelli dell’Oregon State University. Il gruppo di scienziati ha trovato un modo economico per realizzare patch riscaldanti piccoli, sottili e flessibili che mostrano prestazioni del 70% superiori a qualsiasi tecnologia simile realizzata finora. Il principio che inseguono è semplice: fornire calore direttamente al corpo, anziché all’ambiente. “Il 47% dell’energia globale oggi viene spesa per il riscaldamento indoor e quasi il 42% di questa energia viene sprecata per scaldare spazio vuoto e oggetti inanimati piuttosto che gli esseri umani”, spiegano gli ingegneri nell’articolo pubblicato su Scientific Reports. “Un paradigma emergente per risolvere questo problema è la gestione termica personale, ovvero la riduzione dei fabbisogni di riscaldamento degli edifici concentrandosi sul calore corporeo in base alle esigenze individuali”. Per concretizzare questo approccio i ricercatori hanno creato un’unità a basso profilo basata sull’effetto Joule, che può essere pre-cucita come toppa sui vestiti e alimentata da una semplice pila a bottone.

 

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“Le toppe termiche tessili presentano piccoli profili geometrici e possono essere applicate a determinate aree dell’abbigliamento per la gestione del calore personale consentendo un notevole risparmio energetico negli ambienti costruiti”, si legge nell’abstract. “La scalabilità di tali patch – dotati di alte prestazioni termiche, alta durabilità e basso costo dei materiali – è fondamentale per l’implementazione di questo tipo di risparmio energetico”.

 

Il lavoro condotto dai ricercatori si è concentrato su un processo ad hoc per la fabbricazione di nanofili d’argento, componente chiave dei patch. Il processo in questione utilizza intensi impulsi di luce per fondere minuscoli fili d’argento con il poliestere della toppa in appena 300 milionesimi di secondo. Se confrontato con lo stato attuale delle toppe termiche, la creazione della Rutgers e Oregon State genera più calore per area impiegata ed è più duratura nel tempo, anche dopo esser stata piegata, lavata o esposta all’umidità e alle alte temperature. Le fasi successive della ricerca includono la verifica della possibilità di utilizzare questo metodo per creare altri tessuti intelligenti, inclusi sensori e circuiti basati su questi patch. Gli ingegneri vogliono anche determinare quanti di questi elementi sarebbero necessari per garantire il confort termico personale.

 

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