• Articolo Bruxelles, 11 luglio 2019
  • Solare termico europeo, oltre 53mln di m2 di pannelli installati

  • Cresce il mercato di Polonia, Grecia e Spagna, mentre ristagnano le nuove installazioni di collettori nei due leader di settore: Germania e Italia

solare termico europeo

 

I numeri del solare termico europeo nel 2018

(Rinnovabili.it) – Dopo un decennio di piccoli e lenti progressi, il solare termico europeo si è dato una scossa: nel 2018 il settore è cresciuto dell’8,4 per cento rispetto all’anno precedente, coprendo con i nuovi collettori 2,2 milioni di m2 di superficie. Ciò significa che a fine dello scorso anno, risultavano in totale più 53 milioni m2 di pannelli solari installati nei 28 Stati membri per una potenza cumulata di circa 37mila MWth.

 

I numeri appartengono al barometro 2019 pubblicato da Eurobserv’ER, un consorzio specializzato nel monitoraggio delle energie rinnovabili nell’Unione Europea. Il documento analizza i progressi dei singoli Stati, confrontandoli anche il contesto globale. Si scopre così che il mercato europeo è in piena trasformazione: gli storici Paesi del solare termico, vale a dire Germania e Italia, vivono oggi una situazione di stagnazione, con un fattore di crescita annuale praticamente assente. Per la precisione il Belpaese è passato dai 151mila metri quadrati di pannelli solari temici installi nel 2017 ai 139mila del 2018.

 

A prendere la rincorsa è invece la Francia in crescita del 27,4 per cento, seguita da nazioni come la Polonia, la Grecia e la Spagna, rispettivamente con +2,5 per cento, +4 per cento e +2 per cento di aumenti nella superficie coperta da collettori.

 

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Secondo il consorzio, i dati 2018 rappresentano una buona prestazione per il settore, che perde tuttavia lo slancio se analizzato in prospettiva con i grandi obiettivi UE. Per Eurobserv’ER’s, infatti, anche se i trend rialzisti dovessero continuare nel 2019 e nel 2020, il ritardo accumulato in questi anni dal solare termico europeo non permetterà ai Paesi dell’UE di raggiungere gli obiettivi fissati per la fine del decennio.

 

Il principale ostacolo allo sviluppo del settore, si legge nel barometro 2019, è rappresentato dall’investimento iniziale. “Nonostante i costi di produzione molto competitivi – pari a 2 centesimi di euro per kWh per la produzione di acqua calda nei sistemi solari termici domestici – gli investimenti in attrezzature restano un ostacolo allo sviluppo del mercato”. Il consorzio è tuttavia convinto che al pari del fotovoltaico, il solare termico abbia ancora importanti spazi di crescita a livello residenziale e industriale. Nello scenario più ambizioso per le rinnovabili europee al 2030 (in cui le fonti verdi soddisfarebbero il 34 per cento dei consumi termici), il contributo del solare termico sarebbe del 6,2 per cento.

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