• Articolo Bolzano, 8 luglio 2015
  • Teleriscaldamento a temperatura ambiente, il futuro è a Bolzano

  • Al via all’EURAC la ricerca sulla tecnologia di teleriscaldamento che, lavorando a temperature tra i 10 e i 20 gradi, consente di sfruttare anche il calore di scarto da supermercati e industrie

rinnovabili-greening-bioenergie-biocarburanti-biomasse-ambiente-sostenibilita-by-angelo19-fotolia-750x500

 

(Rinnovabili.it) – A Bolzano il futuro del teleriscaldamento è già arrivato e si chiama FLEXYNETS. E’ questo infatti il nome del progetto europeo da 2 milioni di euro che svilupperà, dimostrerà e implementerà una nuova generazione di reti intelligenti di riscaldamento e raffreddamento che riducono le perdite di trasporto lavorando a livelli di temperatura “neutrali”. Finanziata dal programma europeo di ricerca Horizon2020, l’iniziativa riunirà partner provenienti da Italia, Spagna, Germania e Danimarca; sotto la guida e il coordinamento dell’EURAC, il progetto affronterà di petto quelli che sono oggi i problemi del teleriscaldamento: perdite significative di calore; potenziale inesplorato di integrazione delle diverse fonti di energia disponibili (ad esempio, le energie rinnovabili e recupero di calore) e alti costi di avviamento.

 

Le attività sono state avviate formalmente all’Accademia europea di Bolzano ieri, nel corso del kick-off meeting del progetto. L’obiettivo che dovrà essere raggiunto nei prossimi tre anni dai partecipanti e soprattutto all’Istituto per le Energie Rinnovabili dell’Eurac, è quello di realizzare una rete di teleriscaldamento e teleraffrescamento che lavori a temperatura ambiente (dai 10°C ai 20°C), anziché intorno ai 90°C come avviene attualmente. Questo permetterà di impiegare anche l’energia fornita da attività che solitamente rilasciano calore di scarto in atmosfera, come ad esempio, dalle macchine frigorifere di supermercati e magazzini frutta, e da diversi processi industriali. “L’idea è quella di sviluppare il teleriscaldamento e teleraffrescamento del futuro. Un sistema che non va a sostituirsi ma a integrarsi con quelli attuali e che permetterà di sfruttare insieme al calore generato, ad esempio, dai termovalorizzatori anche quello prodotto da processi diffusi nel tessuto cittadino e solitamente scartato,” spiega Roberto Fedrizzi, ricercatore dell’Istituto in una nota stampa.

Le prime valutazioni effettuate stimano che l’impiego di teleriscaldamento a “temperatura ambiente” permetta di ridurre il consumo di energia per il riscaldamento degli edifici e dell’acqua sanitaria dell’80% e del 40% per il raffrescamento.

 

teleriscaldamento

 

Il progetto prevede una prima fase di sviluppo in cui si realizzerà all’interno del parco tecnologico di Bolzano un laboratorio esterno e una mini-rete di teleriscaldamento e teleraffrescamento. Dal 2017 partirà la fase di test, simulando strategie di controllo e i diversi scenari di utilizzo. Quindi il progetto prevede lo sviluppo di politiche che incentivino l’utilizzo di fonti di calore di scarto e che favoriscano l’integrazione di questa nuova tecnologia nei sistemi cittadini già in funzione.

2 Commenti

  1. Italo Anzilott
    Posted luglio 8, 2015 at 11:22 am

    Vorrei capire un po’ meglio come si possa “produrre” riscaldamento e condizionamento a mezzo rete di teleriscaldamento con fluido a 10-20, o si tratta di un sistema di recupero di energia?

  2. Marco
    Posted agosto 19, 2015 at 6:16 pm

    Per sfruttare il calore a bassa temperatura sono necessarie delle pompe di calore.
    Una pompa di calore può trasferire calore da un sistema a bassa temperatura verso un sistema ad alta temperatura, secondo lo stesso principio di funzionamento di un comune frigorifero; naturalmente al prezzo di un certo consumo di energia elettrica.
    Il sistema previsto in Flexynets, grazie alla bassa temperatura di esercizio, permette di assorbire calore di scarto (altrimenti sprecato) da sorgenti altrimenti non sfruttabili. Tipicamente, tale calore può essere assorbito tramite semplici scambiatori. In modalità di riscaldamento, il calore va poi riportato ad una temperatura utile: per questo è necessario avere delle pompe di calore.
    Le pompe di calore e la bassa temperatura di esercizio si prestano poi a rendere il sistema reversibile, consentendo di passare dalla modalità di riscaldamento alla modalità di raffrescamento.

Rispondi a Italo Anzilott Cancel reply

Il tuo indirizzo Email non verra' mai pubblicato e/o condiviso. I campi obbligatori sono contrassegnati con *

*
*

Puoi usare questi HTML tag e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Current ye@r *