• Articolo Boston, 7 agosto 2012
  • L'impianto solare è in sperimentazione presso la Clinica Salute in un villaggio del Lesotho

    Il MIT porta l’energia del sole agli ospedali rurali

  • Obiettivo del progetto, garantire l’accesso ad una produzione energetica conveniente e distribuita a villaggi rurali, cliniche, scuole senza aumentare la loro impronta di carbonio

(Rinnovabili.it) – Nelle cliniche isolate di alcune regioni dell’Africa, l’elettricità necessaria ai sistemi di illuminazione e ai dispositivi medici è prodotta da motori a diesel a costi spesso insostenibili. Così come insostenibile può essere per gli operatori sanitari il semplice atto di lavarsi le mani correttamente durante i mesi invernali a causa della mancanza di un sistema di riscaldamento per l’acqua. Per cambiare questa situazione e rispondere a tutte queste esigenze in una sola volta, una startup fondata da un gruppo di studenti del MIT ed ex allievi ha creato un impianto solare a concentrazione integrato in un Ciclo di Rankine Organico – ciclo termodinamico che converte il calore in lavoro.

Il sistema impiega uno specchio parabolico per catturare la luce del sole e riscaldare un fluido termovettore, del comune liquido antigelo usato nei radiatori; questo a sua volta cede l’energia ad una sorta di condizionatore inverso. Invece di utilizzare energia elettrica per pompare aria fredda da un lato e aria calda, dall’altro, utilizza la differenza di temperatura tra aria e fluido riscaldato per generare elettricità. Al tempo stesso, il termovettore può essere usato per fornire calore e acqua calda – o, aggiungendo una fase separata di refrigerazione, per produrre aria fredda.

Un prototipo del sistema è stato installato in una piccola clinica nel Lesotho e  il prossimo anno il team del MIT prevede di avere altri cinque sistemi pienamente operativi installati in cliniche isolate e scuole per la sperimentazione sul campo. L’elemento chiave del sistema è una turbina a espansione, impiegata per convertire il calore in elettricità. I ricercatori sono stati in grado di risolvere anche uno dei limiti più gradi del proprio sistema, vale a dire la necessità di operatore esperto che regoli temperature, pressioni e tensioni, sviluppando un sofisticato macchinario di controllo computerizzato. L’impianto necessita ora solo della manutenzione ordinaria, vale a dire qualcuno che lavi gli specchi ogni sei mesi.