• Articolo Salerno, 15 settembre 2016
  • Nasce Magaldi Sun e la tecnologia STEM sbarca sul mercato globale

  • Costituita la nuova società Gruppo Magaldi operante nel settore dell’energia solare. Commercializzerà l’innovativa soluzione termodinamica che impiega la sabbia come sistema di accumulo

Nasce Magaldi Sun e la tecnologia STEM sbarca sul mercato globale

 

(Rinnovabili.it) – Conservare nella sabbia l’energia solare ricavata durante il giorno e utilizzarla una volta tramontato il Sole. In una sola parole STEM®, la tecnologia tutta “made in Italy” capace di garantire funzionamento h24 per 365 giorni l’anno al solare termodinamico. A realizzarla è stato il Gruppo Magaldi di Salerno che dopo averla “testata in casa” ha inaugurato lo scorso giugno al Polo Energetico Integrato del gruppo A2A i primi 2,25 ettari di innovazione STEM®. Ora il Gruppo è pronto a fare un’ulteriore salto in avanti grazie alla creazione di una nuova società: la Magaldi Sun S.p.a. La nuova realtà, avrà come obiettivo la produzione di soluzioni innovative e tecnologicamente all’avanguardia nel campo dell’energia solare, occupandosi prioritariamente della commercializzazione di STEM nel mondo.

 

La tecnologia si affida alla tecnica del beam down: una serie di eliostati (786 nel caso dell’impianto presso il Polo di A2A) inseguono il Sole nella sua traiettoria per concentrarne i raggi su un ricevitore, destinato ad accumulare il calore durante le ore ad elevata insolazione. L’impianto sfrutta le capacità di un letto fluido di sabbia che, grazie alla concentrazione dei raggi solari, permette il raggiungimento di alte temperature (520° C) e pressioni nei cicli termodinamici tipiche delle centrali a combustibili fossili. La sabbia gli permette di funzionare come una “batteria solare”, accumulando calore durante le ore ad elevata insolazione, conservandolo per lunghi periodi e rilasciandolo quando il Sole non c’è, secondo il profilo di carico delle utenze finali.

 

Tra i numerosi punti di forza di STEM, anche l’ecosostenibilità del sistema che impiega materiali compatibili con l’ambiente e un capacity factor che può arrivare fino all’85%. Inoltre, la configurazione modulare dell’impianto consente di incrementare nel tempo il numero dei moduli in funzione dell’eventuale aumento della domanda di carico, da piccoli impianti da 500 kWe fino a quelli con potenze comprese tra 10 o 20 MWe.

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