• Articolo Cagliari, 28 dicembre 2017
  • Solare termodinamico in Sardegna, il Governo cancella l’impianto

  • Il Consiglio dei ministri interviene in maniera definitiva sulla questione deliberando “la non sussistenza delle condizioni per autorizzare la realizzazione” della centrale sarda di Gonnosfanadiga

Solare termodinamico in Sardegna,

 

(Rinnovabili.it) – L’impianto solare termodinamico del Medio Campidano “non s’ha da fare”. Il Consiglio dei Ministri interviene in maniera definitiva sulla questione della centrale sarda di Gonnosfanadiga deliberando la non sussistenza delle condizioni per autorizzarne la realizzazione. Si chiude così la vicenda che aveva dato vita ad uno scontro aperto tra potere centrale da una parte e istituzioni locali e agricoltori dall’altra: il primo a favore della costruzione del nuovo impianto da 55 MW, i secondi fortemente contrari.

 

Punto nevralgico del disaccordo, l’impatto della centrale sui terreni interessati e sulla fauna locale. Nei mesi passati comitati di cittadini e associazioni si erano uniti al fronte del NO creato da proprietari, allevatori e agricoltori delle aree su cui sarebbe dovuto sorgere l’impianto, preoccupati sia degli effetti del progetto su suolo e acqua che di vedersi espropriati i terreni da parte del Governo. Una posizione da subito sostenuta anche dalla Regione Sardegna. “La realizzazione di questi impianti – scriveva all’inizio dell’anno il presidente della Regione, Francesco Pigliaru – comporterebbe il sacrificio di un’area produttiva, attualmente adibita ad uso agricolo e al pascolo di bestiame. Ciò sarebbe in contrasto con gli obiettivi della politica agricola regionale per il consistente consumo di suolo agrario, per non parlare della mortificazione delle aziende agricole operanti in quei territori alle quali verrebbe negata la disponibilità di quelle aree con effetti di carattere economico-sociale facilmente immaginabile”.

 

La questione è finita nelle mani di Palazzo Chigi dopo il via libera concesso al progetto dal Ministero dell’Ambiente e dalla Commissione tecnica nazionale di Valutazione dell’Impatto Ambientale, e l’annullamento richiesto invece dal Ministero dei Beni Culturali.

 

Lo stop definitivo stabilito ora dal Consiglio dei Ministri trova ovviamente la soddisfazione della Sardegna che attraverso l’assessora della Difesa dell’Ambiente Donatella Spano commenta così la notizia “Il nostro no, forte e deciso, non è naturalmente un no pregiudiziale sulle rinnovabili, che sono preziosissime, ma è segno dell’attenzione della Giunta all’ambiente e alle comunità”.

“L’Assessorato regionale all’Ambiente – si legge in una nota stampa – ha raccolto le istanze e le osservazioni degli enti competenti, nelle quali era stata evidenziata con chiarezza l’incoerenza del progetto con il Piano energetico regionale e con il Piano paesaggistico, oltre che con la pianificazione urbanistica comunale, con le vocazioni agricole del territorio e l’uso dell’acqua. Infatti all’impianto occorrerebbero quantitativi ingenti di acqua, che risultano essenziali sia per l’agricoltura che nell’antincendi”.

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