• Articolo Pechino, 24 luglio 2015
  • Termodinamico cinese: tra impianti record e tecnologia made in italy

  • Una torre solare dalla capacità di 200 MW e il primo impianto termodinamico a sali fusi del mondo: la Cina si prepara così a raggiungere il suo obiettivo energetico verde

Termodinamico cinese: tra impianti record e tecnologia made in italy

 

(Rinnovabili.it) – Sono ufficialmente partiti in Cina i lavori per la realizzazione dell’impianto solare termodinamico più potente del Paese. La mega centrale sorgerà su una superficie di 2.550 ettari nel deserto del Gobi e, a pieno regime, grazie ad una capacità di 200 MW dovrebbe poter soddisfare le esigenza elettriche di ben un milioni di abitanti. Per l’impianto, la società costruttrice Qinghai Solar-Thermal Power Group ha scelto la tecnologia a torre solare: un campo di eliostati concentra i raggi solari su un unico ricevitore, all’interno del quale l’energia solare cede il calore ad un fluido termovettore.

 

La soluzione è stata preferita alle altre (si pensi al termodinamico a base di specchi parabolici), spiega il gruppo in una nota stampa, per via di una maggiore efficienza e una migliore capacità di stoccaggio; il sistema dovrebbe essere in grado di conservare l’energia termica anche per oltre 15 ore, garantendo quindi la stabilità di una produzione continua. Secondo i calcoli della stessa azienda, la nuova centrale termodinamica permetterà alla Cina di risparmiare 4,26 milioni di tonnellate di carbone l’anno, pari ad un taglio delle emissioni di CO2 di 896mila tonnellate.

 

E la mega centrale a torre non è l’unica novità sul fronte del solare termodinamico. In questi giorni sembra anche essersi sbloccata la realizzazione di un altro impianto, questa volta ad Akesai, nella provincia cinese del Gansu. A rendere speciale il progetto non è in questo caso la capacità (avrà una potenza di “soli” 55 MW), quanto la tecnologia impiegata: sarà in parte made in Italy. La centrale, prima realizzazione su scala commerciale  di termodinamico a sali fusi e specchi parabolici, userà tubi ricevitori prodotti dalla società italiana Archimede Solar Energy (ASE) di Massa Martana, che effettuerà la prima consegna a fine del 2015.

 

La Repubblica Popolare si dimostra così sempre più intenzionata a raggiungere l’obiettivo dei 100 GW entro il 2020. Ma nonostante le buone intenzioni non manchino, le difficoltà non sono poche: secondo uno studio pubblicato sull’Economic Information Daily, ad esempio, gran parte delle istallazioni solari realizzate nella provincia nord-occidentale del Gansu sarebbero inutili  a causa di una carenza degli impianti di trasmissione della corrente.

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