• Articolo Potenza, 5 marzo 2018
  • Treno Verde a Potenza per raccontare la Basilicata delle rinnovabili

  • Legambiente: “I numeri dimostrano che la Basilicata ha tutte le carte in regola per voltare pagina definitivamente e liberarsi dalle fonti fossili”

basilicata

 

 

(Rinnovabili.it) – L’87 per cento dell’elettricità prodotta in Basilicata arriva da fonti rinnovabili. A ricordarlo è il Treno Verde 2030, la campagna ambientalista di Legambiente e FSI che sta percorrendo dal Sud al Nord l’Italia con l’obiettivo di sensibilizzare su questioni come smog, inquinamento acustico, energia pulita ed efficienza. Il convoglio, prima di ripartire all’indirizzo della Campania, ha sostato presso la stazione di Potenza Centrale. Qui l’associazione assieme a Enel Greenpower ha presentato i dati del report regionale Comuni rinnovabili, mostrando come nella “terra del petrolio”, esista un giacimento di energia verde ancora non sfruttato. Ad oggi, si legge nel documento, produzione netta di energia elettrica complessiva in Basilicata è di 2.805 GWh/anno, di cui 2.450 GWh/anno da fonte rinnovabile.

 

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Il merito va soprattutto ai suoi comuni e ai 7.772 impianti diffusi sul territorio per una capacità complessiva di  1.435 MW. Tra le varie tecnologie installate, non sorprende sapere come sia l’eolico quella con maggior capacità nella Regione (circa 861 MW ossia il 60% della potenza verde lucana). Segue il fotovoltaico con 364 MW (25,3%), gli impianti idroelettrici 130 MW (9,1%) e quelli alimentati a bioenergie. Ma, aggiunge Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente, “in Basilicata va definita subito una strategia d’uscita dalla schiavitù del petrolio e dall’arroganza delle società petrolifere, a partire da Eni e Total”.

Come confermano i numeri del rapporto, il territorio ha tutte le carte in regola per intraprendere la rivoluzione energetica e tagliare la produzione fossile. “Questa – continua Ciafani – è la regione italiana maggiormente minacciata dalle compagnie petrolifere: essa infatti contribuisce con il 71% della produzione di olio greggio, a fronte di 4,1 milioni di tonnellate nazionali. Oltre alle concessioni già produttive soprattutto in Val d’Agri e a Tempa Rossa, sul territorio lucano ricadono, poi, anche 7 permessi di ricerca e sono 17 le istanze di permesso di ricerca presentate dalle diverse compagnie petrolifere”.

 

L’oro nero lucano non rende neppure ricco il territorio. In Basilicata, infatti, su un totale di 28 milioni di tonnellate di greggio estratto dal 2010 al 2017, 253mila sono risultate esenti dal pagamento delle royalties. Per questo l’associazione chiede che vengano interrotti tutti i privilegi forniti alle principali compagnie petrolifere, preferendo piuttosto energie rinnovabili ed efficienza energetica.Fondamentale in tal senso – spiega Valeria Tempone, direttrice di Legambiente Basilicataè il ruolo delle amministrazioni, che devono essere protagoniste nella spinta all’innovazione energetica attraverso l’approvazione di regolamenti edilizi con aspetti di sostenibilità. L’adozione del Regolamento Edilizio Tipo, prevista dall’intesa del 20/10/2016 tra Stato, Regioni e ANCI, doveva essere raggiunta da tutte le Regioni a statuto ordinario entro il 18 aprile 2017. La Regione Basilicata, al momento, ancora non ha emanato alcun provvedimento di recepimento del Regolamento Unico”.

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