• Articolo Trento, 4 aprile 2018
  • Treno Verde arriva a Trento e premia i campioni delle rinnovabili

  • Sono 34 i comuni trentini 100% rinnovabili in grado di produrre dalle rinnovabili più energia elettrica e termica di quella consumata dalle famiglie residenti

rinnovabili

Foto di Legambiente

 

I comuni rinnovabili del Trentino Alto Adige

(Rinnovabili.it) – Un asilo nido che sfrutta il calore della terra e del sole, un’azienda che trasforma i rifiuti organici in compost di qualità a km0, un parco naturale che ha fatto delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica il suo vessillo. E poi una lunga lista di comuni che oggi producono più energia pulita di quella consumata dalle famiglie residenti. Sono loro il lato green del Trentino Alto Adige, dove è arrivato in queste ore il Treno Verde 2030 di Legambiente e del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane. Il convoglio ambientalista si fermerà alla stazione centrale di Trento fino al 6 aprile con un programma tutto votato alla sostenibilità e all’informazione.

 

Il primo appuntamento è quello che riguarda da vicino l’uso delle “energie alternative” a livello regionale. Come sottolineato dal rapporto di Legambiente, il territorio conta oggi su una potenza netta offerta dagli impianti rinnovabili di 3.759 MW ed è l’unica regione ad avere un numero significativo di Comuni 100% rinnovabili: ben 32 realtà che riescono a soddisfare tutto il fabbisogno elettrico e termico delle proprie famiglie grazie alle fonti verdi e ben 163 i comuni che, attraverso le risorse rinnovabili, producono più energia elettrica di quella consumata.

 

“Il Trentino-Alto Adige  – spiega Katiuscia Eroe, responsabile energia di Legambiente – è uno dei territori che da trent’anni si muovono nella direzione delle fonti rinnovabili, un’eccellenza che mostra come queste tecnologie siano in grado non solo di portare vantaggi ambientali ed economici ai cittadini, ma anche di entrare nel bilancio energetico di aziende e territori modificando profondamente il sistema energetico del nostro Paese”.

 

A dimostrarlo sono soprattutto i campioni della rivoluzione energetica, realtà locali che hanno scommesso, a volte prima di altri, su nuovi modelli di produzione e consumo dell’energia. Tra questi c’è il Comune di Dobbiaco con i suoi 1.590 kW fotovoltaici e 1.279 kW di mini-idroelettrico e una rete di teleriscaldamento alimentata a biomassa e gestita dalla cooperativa FTI. E il piccolo Comune di Prato allo Stelvio, assoluta eccellenza italiana e internazionale che grazie a un mix perfetto di fonti green, elettriche e termiche è completamente autosufficiente dal punto di vista energetico. A loro Legambiente ha consegnato il premio “RinnovABILI”, riconoscimento che è andato anche a un asilo nido, nella frazione di Martignano, che copre il suo intero fabbisogno energetico grazie a un sistema fotovoltaico da 81,5 kW, a un impianto solare termico di 27,9 mq e a un impianto geotermico a bassa entalpia.

 

Tra i premiati compare anche il Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino. Fin dagli anni 2000, il parco si è impegnato nella diffusione e promozione delle energie rinnovabili e del risparmio energetico, realizzando interventi di riconversione energetica sulle proprie strutture come La Siega di Valzanca e Villa Welsperg.

Presente, infine, Bio Energia Trentino che effettua oggi il trattamento di circa 50.000 tonnellate di rifiuti umidi e verdi provenienti dalla raccolta differenziata del Trentino che sfiora l’80%, realizzando 13.000 tonnellate di compost di grande qualità che viene utilizzato completamente nella filiera corta agricola della valle dell’Adige.

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