• Articolo Bruxelles, 25 febbraio 2015
  • Unione dell’Energia, il piano contraddittorio della Commissione Junker

  • L’Esecutivo europeo ha illustrato oggi la propria strategia per un’Unione dell’Energia resiliente, coniugata a una politica climatica

nione dell'Energia, il piano contraddittorio della Commissione Junker

 

(Rinnovabili.it) – Sì alle rinnovabili e all’efficienza energetica, ma anche ai combustibili fossili, al carbone “pulito” e al nucleare. La strategia sull’Unione dell’Energia, presentata oggi da Bruxelles, non sembra disdegnare nessuna tecnologia, ponendosi come unico obiettivo la sicurezza energetica e lasciando nel dimenticato qualsiasi politica lungimirante su clima ed ambiente. Resilienza e connessione sono le parole chiave con cui descrivere questa Energy Union, divenuta tutti gli effetti una delle maggiori priorità del programma politico della Commissione Juncker. Il piano dovrà infatti servire a rendere i Ventotto energeticamente connessi, più autosufficienti come comunità e a prova di crisi energetica. “Oggi variamo il progetto europeo in materia di energia più ambizioso dopo la Comunità del carbone e dell’acciaio”, ha dichiarato alla stampa Maroš Šefčovič, Vicepresidente responsabile per l’Unione dell’energia. “Un progetto che integrerà i nostri 28 i mercati europei dell’energia in un’Unione dell’energia, renderà l’Europa meno dipendente dalle forniture energetiche esterne e offrirà agli investitori quella prevedibilità di cui hanno assolutamente bisogno per creare occupazione e crescita”.

 

La strategia non dimentica ovviamente la decarbonizzazione del sistema energetico ma include nel processo veri e propri vicoli ciechi come la diversificazione delle forniture di uranio o il sostegno alle tecnologie di cattura e stoccaggio della CO2. E come anticipato ieri, dentro al documento entrano anche i controversi meccanismi di capacità. Cercando di schematizzare la strategia comunitaria, si possono riportare 4 punti che fanno da capisaldi a tutta una serie di misure in tema energetico: una clausola di solidarietà, flussi di energia equiparati a una quinta libertà, sviluppo dell’efficienza energetica e transizione verso una solida società low carbon. Accanto a questi obiettivi Bruxelles descrive in dettaglio le azioni che intraprenderà per realizzarli compresi: nuovi atti legislativi per rifondere e riqualificare il mercato dell’elettricità, la garanzia di maggiore trasparenza nei contratti di fornitura di gas, una sostanziale evoluzione della cooperazione regionale come passo decisivo verso un mercato integrato, un rafforzamento del quadro regolamentare, nuove norme per garantire l’approvvigionamento di energia elettrica e di gas, più finanziamenti dell’UE a favore dell’efficienza energetica, un nuovo pacchetto per le energie rinnovabili, un’attenzione particolare alla strategia europea di R&I nel settore dell’energia.

 

 

GAS NATURALE Sarà il gas uno degli attori principali dell’Unione dell’Energia: in questo contesto la Commissione elaborerà un pacchetto di diversificazione e resilienza che comprenderà, in particolare, la revisione del regolamento sulla sicurezza dell’approvvigionamento, lavori sul corridoio meridionale di trasporto del gas, lo sviluppo di una strategia per sfruttare meglio le potenzialità del gas naturale liquefatto e lo stoccaggio, nonché la creazione di hub del gas liquido con più fornitori nell’Europa centrale e orientale e nel Mediterraneo.

 

EFFICIENZA ENERGETICA La Commissione è pronta ad elaborare misure concrete per migliorare l’efficienza energetica del settore edilizio, partendo dal riesame delle direttive sul tema. Inoltre, sulla base dell’esperienza sul campo negli Stati membri, la Commissione sosterrà le strategie per semplificare l’accesso ai finanziamenti esistenti con l’intento di rendere il parco edilizio più efficiente sotto il profilo energetico.

 

DECARBONIZZAZIONE L’Unione dell’energia garantirà che le fonti rinnovabili siano incorporate e pienamente integrate in un sistema energetico sostenibile, sicuro ed efficiente in termini di costi; questo significherà nella pratica lo sviluppo di nuove infrastrutture, in particolare le interconnessioni, e la convergenza delle politiche nazionali in materia di energie rinnovabili e i regimi di sostegno, in linea con lo sviluppo del mercato interno “in modo da garantire la concorrenza leale tra tutte le fonti di generazione e la domanda, e determinare una maggiore apertura transfrontaliera del sostegno alle energie rinnovabili”. Inoltre saranno promosse attività più mirate di ricerca e dimostrazione, finanziate a livello europeo, e l’elettrificazione del settore dei trasporti.

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Un Commento

  1. Pier Luigi Caffese
    Posted marzo 1, 2015 at 1:06 pm

    Energia italia ricattata da lobbies fossili e trading gas-oil.
    1.i commenti americani sono favorevoli perchè vedono una svolta verso rinnovabili,power to gas e finanziamenti infrastrutture rinnovabili
    2.i commenti italiani dicono che salvano le fossili,il capacity market,il tap e rigassificatori
    3.i commenti italiani trascurano il ginepraio del corridoio sud dato che il tap nato atzero ora è russo ed i rigassificatori inutili.Qui come italiani paghiamo lo scotto di avere 3 ignoranti in energia in posizioni decisive e sono De Vincenti,Pittella ed il Presidente Regione Sicilia,ex dipendente Eni.
    4.Se Renzi volesse tirar fuori 1,5 milioni di posti in energia e decarbonizzazione,dovrebbe essere meno timido e cambiare i 3 sopra che non fanno fare belle figura all’Estero.Poi dovrebbe guardare meglio Eni che ha perso il 4% di fatturato,cioe’ se prosegue tra 20 anni fallisce.L’errore vero dell’Eni di Scaroni è di aver gassificato l’Italia allo 85% del mix e puntato a centrali gas che ora l’Enel chiude(23 centrali).l’Eni facendo allora ottimi profitti gas non ha riconvertito la sua chimica in verde e ne paga lo scotto.Non sa niente di digitallizzazione energia,mentre l’Enel zitta l’ha fatta in ogni centrale ed ha sussurrato al Governo di non battersi troppo sul gas perchè la digitalizzazione fa vedere il gas come finito in energia.Ma con i 3 fossili sopra è difficile che il Governo capisca di limitare l’import gas e andare sul biometano,producibile da eccesso energia rinnovabile via P2G.Questa è la via tedesca che noi italiani,miglioriamo con acqua e mare.All’intelligenza del paese Italia con i suoi progettisti tra i migliori al mondo,corrisponde una politica che vede l’energia solo fossile ed i media che ne parlano bene per i milioni che arrivano in pubblicità.Cioe’ noi abbiamo in energia,il cancro del lobbismo fossile che oltre a deprimere lo sviluppo del paese ,provoca cancro per davvero.

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