• Articolo New York, 22 gennaio 2020
  • Mercati emergenti dell’energia pulita, ecco gli insuperabili cinque

  • Il progetto Climatescope ha profilato 104 economie emergenti in tutto il mondo, valutando la loro capacità di attrarre capitali per fonti energetiche a basse emissioni di carbonio

Mercati emergenti energia pulita

Credit: BNEF

India in cima alla top five dei mercati emergenti dell’energia pulita

(Rinnovabili.it) – Nel 2018 le nazioni in via di sviluppo hanno installato complessivamente 107 GW di energia rinnovabile. La distribuzione di questa nuova capacità e l’appeal esercitato dalle singole economie nei confronti degli investitori vantano, tuttavia, caratteristiche differenti da Paese a Paese. A definire tali caratteristiche è annualmente Climatoscope, progetto a cui partecipa Bloomberg New Energy Finance (BNEF), nato per valutare le condizioni di investimento per l’energia pulita nei mercati emergenti. L’edizione 2019 ha profilato ben 104 Paesi, realizzando una classifica dei più attraenti, finanziariamente parlando. India, Cile, Brasile, Cina e Kenya dominano, in quest’ordine, la top five e oggi BNEF spiega il perché del loro successo.

 

India

Il quadro politico indiano e la repentina crescita di capacità verde hanno portato il Paese al 1° posto della classifica 2019, dal 2° del 2018. Il governo di Nuova Delhi ha fissato uno degli obiettivi più ambiziosi al mondo per le energie rinnovabili, puntando a 175 GW entro il 2022, di cui 100 GW provenienti dal fotovoltaico, 60 GW dall’eolico e 15 GW da altre fonti green.

L’India si è anche contraddistinta grazie ad aste particolarmente competitive e ai più grandi per i contratti di fornitura di energia pulita, le cui aggiunte hanno superato quelle da carbone. Le energie rinnovabili, escluso il grande idroelettrico, rappresentano attualmente 81 GW dei 356 GW installati a livello nazionale (leggi anche Costo energia solare: LCOE indiano fa invidia a tutta l’Asia Pacifico).

 

Cile

Le eccezionali risorse naturali del Cile, insieme a (fino a poco tempo fa) un governo stabile e un’economia sana hanno reso il mercato nazionale particolarmente attraente per gli investitori energetici. Il Paese ha fissato obiettivi ambiziosi a lungo termine per l’energia pulita e ha iniziato ad attuare politiche che rendono le rinnovabili più competitive in termini di prezzi. I target includono un obbligo del 20 per cento di produzione rinnovabile per le utility entro il 2025 che si alzerà al 60 per cento nel 2035. Inoltre entro il 2050, il Paese punta a produrre il 70 per cento di energia da fonti verdi.

 

Brasile 

Il Brasile continua ad essere uno dei principali mercati emergenti per la distribuzione di energia pulita e il più grande nel contesto dell’America Latina, con una capacità installata totale di 162 GW (dato 2018). La sua matrice rimane fortemente dipendente dall’energia idroelettrica, che rappresentava circa il 65 per cento del mix produttivo. Tuttavia, la penetrazione delle fer non idroelettriche è cresciuta di anno in anno e ha raggiunto un picco del 18 per cento nel 2018.

Il paese ha un quadro politico favorevole alle rinnovabili e ha aperto la strada a promettenti aste competitive (leggi anche Il Brasile punta sul fotovoltaico per variegare il mix energetico).

 

Cina

Dopo un decennio di crescita quasi ininterrotta, le fer cinesi hanno tirato il freno a causa delle modifiche governative ai generosi incentivi. Ciononostante, la Cina rappresenta ancora una terra con un enorme potenziale per le fonti rinnovabili. E, sebbene il carbone domini il sistema energetico della Repubblica popolare, rappresentando il 54 per cento della capacità e il 65 per cento della produzione (valori 2018), entrambi i dati sono in calo di quasi 10 punti percentuali rispetto al 2012. L’energia eolica e solare insieme rappresentano ora il 20 per cento della capacità e quasi l’8 per cento della generazione nel Paese, numeri in crescita anche grazie ai diversi approcci implementati dalle società di distribuzione e trasmissione elettrica cinesi per incorporare una quota maggiore di green energy in rete.

 

Kenya

Il boom di investimenti registrato nel2018, insieme all’ampia catena di valore delle energie rinnovabili, ha portato il Paese in quinta posizione all’interno della valutazione di Cliatoscope. Il Kenya sta gradualmente aumentando il contributo apportato alla sua rete dalle fonti alternative aggiungendo quantitativi crescenti di energia solare, eolica e geotermica. Nel 2018, le energie rinnovabili non idroelettriche rappresentavano il 38 per cento della capacità del paese e il 49 per cento della generazione. I numeri continueranno a crescere visto l’ingente quantità di investimenti catalizzata in questi anni. Inoltre il Paese sta passando dalle tariffe incentivanti alle aste al ribasso come mezzo principale per stimolare le nuove installazioni. 

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