• Articolo Roma, 28 luglio 2016
  • Venti isole che credono nel 100% rinnovabili

  • Aumentano nel mondo le isole dove l’energia pulita copre il 100% dei fabbisogni. Legambiente le ha riunite tutte in un nuovo dossier 

Venti isole che credono nel 100% rinnovabili

 

(Rinnovabili.it) – Si sono messe in testa di potersi liberare dalla dipendenza dalle fossili e di divenire modelli di sostenibilità. E, per molte di loro, l’obiettivo è stato raggiunto da tempo. Sono le isole 100% rinnovabili, piccoli e grandi territori che dal Pacifico all’Atlantico, dai mari del Nord all’Australia, hanno intrapreso un nuovo percorso di transizione energetica.

Legambiente le ha riunite tutte in un Dossier per analizzare progressi e best practices che possano fare da calco per la rivoluzione verde delle isole nostrane. In tutto sono 20 le isole fotografate nel documento, dalla piccola Tokelau (Nuova Zelanda) che grazie al fotovoltaico si è già resa energeticamente indipendente, alle Hawai che mirano ad arrivare alle zero emissioni entro il 2045 a colpi di sole, vento ed energia marina. Tra le realtà più interessanti, ricorda Legambiente c’è l’isola di El Hierro ,il primo territorio in assoluto ad ever raggiunto l’autosufficienza energetica grazie alle energie rinnovabili. Da giugno 2014 i 10.162 abitanti usufruiscono, per la produzione di energia elettrica, di un sistema combinato di impianti idroelettrici e di impianti eolici.

 

Grandi risultati sono stati raggiunti grazie alla scelta di sistemi di batteria di ampia capacità, come quelli presenti nell’isola di King e nelle Azzorre che permettono di accantonare gli impianti diesel, dimostrando di poter migliorare la stabilità di un sistema elettrico. Hanno puntato sulle onde e sulla forza oceanica, i 17mila abitanti delle isole Orkney, in Scozia, centrando anche in questo caso l’obiettivo zero emissioni

 

 

Le isole nel mondo verso 100% rinnovabili

 

  Stato Abitanti               Superficie

Km2

FER presenti OBIETTIVO 100%
KODIAK USA 15.000 8.975 Idroelettrico, eolico Raggiunto
HAWAII USA 1.420.000 28.311 Fotovoltaico, eolico 2045
KING AUSTRALIA 2.000 1.000 Fotovoltaico, eolico Raggiunto
ORKNEY SCOZIA 17.000 523,25 Fotovoltaico, eolico Raggiunto
JAMAICA JAMAICA 2.741.052 11.000 Idroelettrico, eolico, fv 2040
GRACIOSA PORTOGALLO 4.400 60 Fv, eolico, geotermia 60% al 2019
CAPO VERDE CAPO VERDE 500.000 4.033 Fotovoltaico, eolico 2020
SUMBA INDONESIA 640.000 11.000 Idroelettrico, eolico, fv 2025
TILOS GRECIA 535 64 Fotovoltaico, eolico Raggiunto
EL HIERRO SPAGNA 10.162 268,71 Idro, eolico Raggiunto
SAMSO DANIMARCA 3.860 112 Fotovoltaico, eolico Raggiunto
EIGG SCOZIA 83 30,49 Idroelettrico, eolico, fv Raggiunto
BONAIRE PAESI BASSI 18.000 288 Eolico 2017
BORNHOLM DANIMARCA 43.000 588 Fotovoltaico, eolico, biomass 2025
PELLWORM GERMANIA 1.200 37,44 Fotovoltaico, eolico Raggiunto
TOKELAU NUOVA ZELANDA 1.500 10 Fotovoltaico Raggiunto
ARUBA PAESI BASSI 110.000 193 Eolico 50% al 2016
MUCK SCOZIA 70 5,6 Fotovoltaico, eolico Raggiunto
WIGHT INGHILTERRA 132.731 380 Fv, eolico, maree, geotermia 2020
GIGHA SCOZIA 130 14 Fotovoltaico, eolico 75% al 2016

 

E in Italia, si chiede il cigno verde? Tutti gli studi dimostrano che da Lampedusa al Giglio, da Marettimo a Ponza, è possibile cambiare completamente scenario energetico puntando sul contributo di sole, vento, maree e delle altre rinnovabili, attraverso una innovativa gestione delle reti e degli impianti che permetta di dare risposta anche alla domanda di mobilità e di riscaldamento/raffrescamento delle abitazioni. Ma la realtà delle isole italiane è invece molto diversa: i dati del dossier evidenziano un fermo non solo rispetto alle potenzialità presenti, ma anche agli altri Comuni italiani, ben 2.660, in cui le rinnovabili soddisfano tutti i fabbisogni elettrici delle famiglie.

 

“La beffa – spiega Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente – è che nelle isole minori italiane si ha una penetrazione inferiore delle rinnovabili a fronte di grandi potenzialità. Oggi i fabbisogni di energia elettrica sono garantiti da vecchie e inquinanti centrali a gasolio. E proprio le difficoltà di approvvigionamento determinano un costo più alto dell’energia elettrica prodotta sulle isole rispetto al Continente e, dunque, alle società elettriche è garantito un conguaglio, prelevato dalle bollette di tutte le famiglie italiane, che complessivamente è pari a 70 Milioni di Euro ogni anno”.

Un Commento

  1. luciano Virdis
    Posted agosto 4, 2016 at 6:36 pm

    Come mai allora Legambiente in Sardegna è ostile alle centrali termodinamiche?
    Come mai tutte le associazioni ambientaliste in Sardegna sono contrarie al solare termodinamico?
    Come mai in Italia nonostante abbia la tecnologia più avanzata, che usa i Sali fusi a 550°c come liquido termovettore, rispetto alle altre centrali termodinamiche nel mondo, che utilizzano l’olio diatermico a 390°c, non si riesce a costruire una sola centrale, nonostante l’esperienza positiva di Priolo Gargallo?
    Eppure le soluzioni proposte in Sardegna non si limitano a produrre energia elettrica anche in assenza di sole, ma, attraverso un brevetto dell’ENEA propone la produzione di Idrogeno che consente di gestire la centrale a zero emissioni, che consente attraverso l’Idrogeno l’accumulo energetico; che consente il dispacciamento dell’energia quando c’è effettivo bisogno; che consente di produrre Idrogeno per l’industria, i servizi e per l’autotrazione.
    Eppure queste centrali consentono, attraverso un altro brevetto ENEA, di utilizzare il vapore residuo per l’industria agroalimentare e per il teleriscaldamento e teleraffrescamento.
    Eppure queste centrali destinano il campo solare alle produzioni agricole con soluzioni innovative che aumentano di 4 volte le produzioni foraggere, scongiurando così la sottrazione di terreno all’attività agricola.
    Evidentemente tutto ciò viene ritenuto poco interessante sia dal punto di vista ambientale sia da quello occupazionale anche in vista dei notevoli sviluppi che si prevedono per le centrali a solare termodinamico.
    Di seguito una sintesi dei contenuti del progetto e le adesioni allo sviluppo delle attività di ricerca e sviluppo.
    https://www.dropbox.com/s/sjdfukytuch2a8l/00%20FM%20e%20GN%20Sintesi%20e%20stato%20dellarte%20RevVir.pdf?dl=0
    https://www.dropbox.com/s/7j1yi1zcflt1azd/ENEA%20Flumini%20Mannu.pdf?dl=0
    https://www.dropbox.com/s/nn4kpb4nt7zlxh5/FM-UNICA%20Dipartimento%20di%20Fisica.pdf?dl=0
    https://www.dropbox.com/s/zcflnfbfcfgafcc/FM%20CASAR%20L.I..pdf?dl=0

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