• Articolo Istanbul, 14 ottobre 2016
  • WEC: rinnovabili, è iniziata la grande transizione

  • Grazie alle innovazioni tecnologiche e a politiche più efficaci dei governi, la domanda pro-capite di energia raggiungerà picco prima del 2030

WEC: rinnovabili, è iniziata la grande transizione

 

(Rinnovabili.it) – La costante crescita del numero di Paesi con un mix elettrico e termico diversificato sta irrimediabilmente mutando il panorama energetico globale. I segni del cambiamento sono visibili ovunque e il World Energy Council (WEC) ha provato a racchiuderli e analizzarli nel nuovo rapporto lanciato in occasione del 23 ° Congresso Mondiale dell’Energia. Quello che emerge dalla relazione è il robusto sviluppo del mercato delle energie rinnovabili, in termini di investimenti e nuova capacità, in un momento di crescita stagnante sia per il petrolio che per il carbone.

 

La nuova potenza verde, assieme all’aumento delle comunità energeticamente indipendenti e l’evoluzione delle micro-reti, stanno determinando i primi risultati di quella che gli autori chiamano “la grande transizione”, un cambiamento in cui la crescita economica si è finalmente dissociata dalle emissioni. Ma cosa ancor più importante secondo la relazione a partire dal 2030 il fabbisogno energetico pro capite inizierà a calare, dopo aver raggiunto il suo picco massimo.

 

Abbiamo assistito ad un deciso aumento delle risorse e tecnologie non convenzionali negli ultimi dieci anni”, afferma Christoph Frei, segretario generale del World Energy Council che spiega come nonostante il petrolio sarà ancora necessario al settore dei trasporti per molto tempo, la domanda globale è destinata ad appiattirsi. La capacità totale a livello globale delle rinnovabili è raddoppiata negli ultimi dieci anni, dai 1.037 GW nel 2006 ai 1.985 GW della fine del 2015. Oggi le green energy producono 5.559 TWh, ossia il 23% della produzione energetica totale a livello mondiale (24.098 TWh).E nonostante sia ancora l’energia idroelettrica è la fonte rinnovabile più importante per la produzione di elettricità a (con il 71% di tutto il mix verde), i trend maggiormente positivi si registrano su sole e vento.

 

Guardando al futuro, fotovoltaico ed eolico, che al momento rappresentano il 4% della generazione mondiale di energia, arriveranno a costituire una fetta compresa tra il 20% e il 39% del totale nel 260. Sul fronte opposto i combustibili fossili, in base ai diversi scenari, scenderanno fino a rappresentare tra il 50% e il 70% del mix energetico primario, rispetto all’81% del 2014.

Sempre in base allo studio, il petrolio che nel 2014 ha fatto camminare il 91% delle auto, è destinata a scendere: nel 2060, grazie alla diffusione dei veicoli elettrici, le auto alimentate con il petrolio saranno tra il 60 e il 78% del totale.

2 Commenti

  1. ritamir
    Posted ottobre 14, 2016 at 3:16 pm

    Nel 2060 le auto a petrolio saranno il 60% ? Spaventoso.
    Ma questo dato così negativo (secondo me) è dovuto solo ai vari governi mondiali che non vogliono mettersi contro le multinazionali potentissime.
    Se non fosse così, le auto a petrolio potrebbero scomparire completamente, per quella data.
    E non è detto che non succeda, se nasceranno grosse multinazionali dell’elettrico o dell’idrogeno (o entrambi), magari le stesse che, fiutando il vento del futuro, si convertiranno in barba alle previsioni (sbagliate).
    Chissà….

    • kurtz
      Posted ottobre 15, 2016 at 12:49 pm

      Spaventoso, forse, per chi vende petrolio o ha una grossa componente della fiscalità generale caricata su di esso. Il 60% è una media globale: ci saranno paesi molto vicini al 100% altri molto di più allo 0%. Ma fortunatamente per i secondi, sia gli studi passati che i più recenti, indicano che l’incidenza delle patologie tumorali legate all’inquinamento da emissioni fossili è proporzionale alla distanza dalle sorgenti stesse. Lo stesso potrebbe valere per il discorso delle alterazioni climatiche: in alcuni paesi non sarà affatto negativo l’aumento di alcuni gradi della temperatura del pianeta. Naturalmente chi ha redatto il rapporto e posto l’orizzonte temporale, fra 50 anni, sarà probabilmente già passato a “miglior vita”, …a prescindere.

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