• Articolo Parigi, 16 novembre 2016
  • WEO 2016: per la transizione energetica serve un cambiamento radicale

  • La produzione di elettricità da fonti che non emettono CO2 deve essere portata al 90% del totale entro il 2040 per centrare l’obiettivo emissioni zero e rispettare l’accordo sul clima

WEO 2016: per la transizione energetica serve un cambiamento radicale

 

(Rinnovabili.it) – Serve un cambiamento radicale nel settore dell’energia, che raggiunga l’obiettivo emissioni zero entro il 2040, per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C come pattuito con l’Accordo di Parigi. Lo afferma l’Agenzia internazionale dell’energia (IEA) nel report annuale World Energy Outlook 2016 pubblicato oggi, che delinea diversi scenari possibili di transizione energetica.

Entro quella data, tenendo conto delle misure già messe in campo a livello globale e di quelle per il momento solo annunciate, la quota di fonti rinnovabili nel mix energetico mondiale si dovrebbe attestare intorno al 37% del totale. Ma è necessario che la produzione di elettricità da fonti che non emettono CO2 venga aumentata fino a toccare il 90%. Il rapporto dell’IEA non fa affidamento soltanto su eolico e solare, ma include tra le raccomandazioni di policy anche il nucleare e tecnologie di cattura e stoccaggio del carbonio (CCS) per la generazione di energia da fonti fossili.

 

Tuttavia, per rispettare l’Accordo di Parigi queste misure non saranno sufficienti. Oltre al comparto energetico, anche quello della mobilità sostenibile deve essere potenziato. In particolare, l’IEA sostiene che tutti i veicoli passeggeri e commerciali leggeri dovranno essere elettrici, come anche una sostanziale quota del parco mezzi pesanti, sia nel trasporto pubblico che in quello commerciale. Attualmente sono in circolazione soltanto 1,3 milioni di automobili elettriche, su un totale di circa 1 miliardo di unità. Entro il 2040, stima l’IEA, dovrebbero diventare almeno 740 milioni.

La necessità di adottare rapidamente politiche energetiche sostenibili a livello globale è motivato anche dall’andamento del settore dell’oil&gas. Infatti, prevede l’IEA, anni di prezzi al barile tra i 30 e i 40$ hanno bloccato gli investimenti delle compagnie. Di conseguenza, a meno di un crollo verticale della domanda, entro la fine del decennio la scarsità di risorse disponibili potrebbe far schizzare i prezzi attorno ai 150$ al barile, con conseguenti sconvolgimenti sul prezzo delle merci e maggiore instabilità a livello mondiale. Al contrario, l’implementazione di politiche a favore delle rinnovabili sarebbe in grado di limitare il rincaro attorno agli 80$ al barile, agevolando una transizione energetica senza scossoni verso l’obiettivo zero emissioni.

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