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	<title>Rinnovabili</title>
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	<description>Direttore Mauro Spagnolo</description>
	<lastBuildDate>Wed, 19 Jun 2013 09:51:11 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Acqua: i ragazzi ne parlano partecipando ad “Onde di Montagna”</title>
		<link>http://www.rinnovabili.it/categoria-eventi/acqua-onde-federbim-concorso-323/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Jun 2013 09:51:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariangela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cat.Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Partecipando ad Onde di Montagna i ragazzi potranno inviare contributi audio e video sul risparmio dell'acqua o sulla risorsa come soluzione energetica]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-83457" alt="Lago di barbellino - BIM Brembo" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2013/06/Lago-di-barbellino-BIM-Brembo.jpg" width="301" height="290" />(Rinnovabili.it) – La scuola è finita ma l’impegno dei ragazzi può comunque continuare, specie se il protagonista delle iniziative è l’<a href="http://www.rinnovabili.it/ambiente/"><strong>ambiente</strong></a>. Il concorso in questione verrà presentato durante la <a href="http://www.eusew.eu/">Settimana europea dell’energia sostenibile</a> al quale le scuole italiane possono prendere parte partecipando a <strong>“Onde di Montagna”</strong> evento che concentra l’attenzione sull’importanza dell’<strong>acqua</strong>, risorsa vitale e preziosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Promossa dalla <b><a href="http://www.federbim.it/">Federbim</a> </b>(Federazione nazionale dei bacini imbriferi montani) in collaborazione con i due media giovanili <b>Radio Jeans </b>e la rivista <b>Zai.net </b>l’iniziativa è destinata ai ragazzi delle scuole superiori primo e secondo grado che partecipando si impegnano ad inviare contributi video, radio foto e articoli seguendo due diverse tematiche: <b>risparmio idrico </b>e <b>acqua come energia</b>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Ai vincitori del concorso verrà donato un <strong>laboratorio radio</strong> per la scuola mentre una somma di denaro andrà ai due “green reporter” che si distingueranno.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Abbiamo deciso di lanciare il concorso in occasione della Settimana europea dell’energia sostenibile: vogliamo far conoscere alle nuove generazioni i Consorzi BIM e sensibilizzarle al risparmio delle risorse a rischio esaurimento”</em>, spiega Carlo Personeni, Presidente di Federbim.</p>
<p style="text-align: justify;">Il concorso scade<strong> il 31 marzo 2014</strong> termine entro il quale gli studenti potranno inviare i contributi che poi saranno premiati nell’edizione 2014 della Settimana europea dell’energia sostenibile.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Gravidanza e autismo: l&#8217;inquinamento incide sulla salute del bambino</title>
		<link>http://www.rinnovabili.it/ambiente/gravidanza-e-autismo-inquinamento-salute-bambino-653/</link>
		<comments>http://www.rinnovabili.it/ambiente/gravidanza-e-autismo-inquinamento-salute-bambino-653/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 19 Jun 2013 08:55:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariangela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Vivere la gravidanza in luoghi inquinati incide sulla salute del bambino che spesso nasce affetto da autismo. Lo rivela uno studio dell'Università di Harvard condotto a livello nazionale]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-83449" alt="Harvard analizza il rapporto tra inquinamento. gravidanza e autismo" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2013/06/109862240pahcrop.jpg" width="304" height="291" />(Rinnovabili.it) – Uno studio della<a href="http://www.hsph.harvard.edu/"><strong> Harvard School of Public Health</strong></a> (HSPH) rivela che le donne in gravidanza esposte ad alti livelli di inquinamento atmosferico hanno il doppio delle possibilità che il bambino soffra di <strong>autismo</strong> rispetto alle donne che vivono in aree con bassi tassi di inquinanti nell’aria. Primo nel suo genere negli Stati Uniti lo studio è stato pubblicato ieri sulla rivista <i>Environmental Health Perspectives</i>.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>I nostri risultati sollevano preoccupazioni in quanto, a seconda della sostanza inquinante, una percentuale compresa tra il 20 e il al 60% delle donne del nostro studio ha vissuto in aree dove il rischio di autismo è alto&#8221;</em> ha detto l&#8217;autore della ricerca <a href="http://www.hsph.harvard.edu/andrea-roberts/">Andrea Roberts</a> , ricercatore associato presso il Dipartimento Scienze sociali e comportamentali dell’HSPH.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;esposizione al particolato del diesel, al piombo, al manganese, al mercurio, al cloruro di metilene e di altri inquinanti sono noti per l’influenza negativa che hanno sulle funzioni del cervello e sullo sviluppo del bambino. Due studi precedenti hanno scoperto i collegamenti tra l&#8217;esposizione all&#8217;inquinamento atmosferico durante <strong>la gravidanza e l&#8217;autismo</strong> nei bambini, ma questi studi hanno esaminato i dati in soli tre aree degli Stati Uniti.</p>
<p style="text-align: justify;">Analizzando i dati di un precedente studio condotto su un campione di<strong> 325 donne che hanno avuto bambini affetti da autismo</strong> e 22mila donne che hanno avuto bambini senza disturbi è stata notata una stretta incidenza tra l’autismo e i livelli di inquinamento. I risultati hanno dimostrato che le donne che hanno vissuto la gravidanza in luoghi con alti livelli di inquinanti hanno registrato un’incidenza del 50% maggiore rispetto alle donne che hanno passato la gravidanza in luoghi con aria salubre.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno degli autori del rapporto, <strong>Marc Weisskopf</strong>, professore associato di epidemiologia ambientale e occupazionale a HSPH, ha dichiarato: <em>&#8220;I nostri risultati suggeriscono che nuovi studi dovrebbero iniziare le misurazioni di metalli e di altre sostanze inquinanti nel sangue delle donne incinte o dei bambini appena nati per fornire una prova più concreta che gli inquinanti specifici aumentano il rischio di autismo. Una migliore comprensione di questo fenomeno può aiutare a sviluppare gli interventi per ridurre l&#8217;esposizione delle donne in gravidanza di questi inquinanti&#8221;</em>.</p>
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		<title>Coralli: l&#8217;aumento del pH degli oceani li rende più fragili</title>
		<link>http://www.rinnovabili.it/ambiente/acidificazione-oceani-coralli-32/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Jun 2013 06:34:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariangela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Clima]]></category>

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		<description><![CDATA[Acque con pH più acidi limitano le capacità dei coralli di costruire scheletri robusti, che rendono così tutta la barriera più fragile e meno resistente in caso di tempeste]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-83393" alt="Barriera corallina più fragile a causa dell'acidificazione degli oceani" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2013/06/Coral-Reef-Torres-Strait-Island-australia-23340592-1600-1200.jpg" width="301" height="291" />(Rinnovabili.it) – Lo ribadisce uno studio della <a href="http://www.universityofcalifornia.edu/">University of California</a>: <strong>l’acidificazione degli <a href="http://www.rinnovabili.it/ambiente/acqua/">oceani</a> sta indebolendo lo scheletro dei coralli</strong>. L’aumento dei livelli di biossido di carbonio riduce la densità degli scheletri indebolendoli e rendendo più fragile la barriera corallina, più soggetta alle perturbazioni e all’erosione.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio, condotto dai ricercatori della <strong>University of California</strong> e pubblicato su &#8216;Proceedings of National Academy of Sciences&#8217; (PNAS), è il primo a dimostrare che i coralli non sono in grado di ambientarsi pienamente in condizioni di basso pH in natura.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;​​Stiamo cercando i luoghi in cui i <strong>coralli</strong> sono esposti ad un pH basso per tutta la vita. La buona notizia è che non sono ancora morti. Sono nuovamente in grado di crescere e di calcificare, ma non producono strutture solide&#8221; ha detto la coautrice della ricerca Adina Paytan, ricercatrice presso l&#8217;Istituto di Scienze Marine presso l&#8217;Università della California di Santa Cruz.</p>
<p style="text-align: justify;">Con la CO2 in costante aumento nell’atmosfera anche gli oceani stanno assorbendo maggiori quantità di anidride carbonica, che abbassa il livello dell’acidificazione della superficie degli oceani. Il team di ricercatori ha studiato principalmente le barriere coralline della costa caraibica della penisola dello Yucatan in Messico dove le sorgenti sottomarine abbassano il pH dell’acqua dei mari superficiali circostanti dove è stato possibile capire che l’aumento dell’acidificazione delle acque diminuisce la concentrazione di ioni carbonato riducendo la capacità del corallo di costruire uno scheletro resistente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Gli ioni carbonato sono i mattoni di cui hanno bisogno gli scheletri per crescere. Quando il pH è inferiore al normale, i coralli devono usare più energia per accumulare questi blocchi carbonatici internamente. Come risultato, il tasso di calcificazione è più basso e provoca scheletri meno densi&#8221;</em> dice Paytan.</p>
<p style="text-align: justify;">Ridurre la densità di scheletri di corallo li rende più vulnerabili all&#8217;erosione meccanica durante le tempeste, il che potrebbe portare ad un indebolimento della struttura del reef e alla sua degradazione del complesso ecosistema che è la barriera corallina.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Dobbiamo proteggere i coralli da altri fattori di stress, come l&#8217;inquinamento e la pesca eccessiva. Se siamo in grado di controllare queste, l&#8217;impatto di acidificazione degli oceani potrebbe non essere così male&#8221;</em> ha concluso la Paytan.</p>
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		<title>Biorisanamento marino: potere ai piccoli!</title>
		<link>http://www.rinnovabili.it/ambiente/biorisanamento-marino-potere-ai-piccoli-653/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 15:35:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Il CNR e l’Università di Firenze hanno decodificato il genoma di un particolare batterio capace di  degradare composti altamente inquinanti e tossici per l'uomo]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-83394 alignleft" alt="Biorisanamento marino: potere ai piccoli!" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2013/06/120427017715654_thumb_400.jpg" width="304" height="294" />(Rinnovabili.it) - A volte le soluzioni ai grandi problemi possono essere piccole, piccolissime, anzi letteralmente microscopiche. Ne è l<i>a </i>prova l’<em>Acinetobacter venetianus VE-C3</em>, un batterio marino rinvenuto per la prima vota nelle acque della laguna veneziana nel 1996 e dalle interessanti capacità anti-inquinamento. Dal giorno del suo isolamento ad oggi il microrganismo è stato al centro di diverse ricerche grazie alla sua abilità di<strong> biorisanamento</strong> dell’ambiente circostante.</p>
<p style="text-align: justify;">Il microbo in questione, infatti, è in grado di  <strong>metabolizzare composti come gli idrocarburi rendendoli meno dannosi</strong>. Il segreto del funzionamento di questo batterio è stato finalmente messo a nudo grazie a un gruppo di ricerca internazionale che ne ha sequenziato il genoma. Il gruppo, coordinato da Renato Fani, associato di Genetica presso l’Università di Firenze, in collaborazione con l&#8217;Istituto di tecnologie biomediche del Consiglio nazionale delle ricerche (Itb-Cnr) di Milano, è ricorso per a nuove tecnologie, in grado di produrre un’elevata quantità di sequenze e pertanto utili a decodificare l’intero DNA batterico <strong>senza informazioni genetiche a priori</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Lo studio del genoma di Acinetobacter venetianus VE-C3”,</em> spiega <strong>Marco Fondi</strong>, ricercatore dell&#8217;Università di Firenze, <em>“fornisce importanti informazioni sui meccanismi messi in atto dai batteri per adattarsi al particolare ambiente biologico in cui vivono; permette di comprendere i meccanismi alla base del metabolismo degli alcani e dell&#8217;adesione dei batteri alle gocce di idrocarburi (come il diesel) e di resistenza ai metalli pesanti”.</em> <em>“Grazie ai dati genetici e genomici ottenuti -</em> aggiunge <strong>Ermanno Rizzi</strong>, ricercatore dell&#8217;Itb-Cnr di Milano -<em> è stato possibile ampliare le conoscenze dell&#8217;intero genere batterico Acinetobacter, rilevandone l’estrema diversità, rispetto ad altri batteri che pur appartenendo allo stesso genere, sono patogeni aggressivi per l’uomo”.</em></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Botha e gli elefanti riciclati</title>
		<link>http://www.rinnovabili.it/re-auto/pfu-botha-e-gli-elefanti-riciclati-872/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 15:25:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zac</dc:creator>
				<category><![CDATA[re-Auto]]></category>
		<category><![CDATA[pneumatici fuori uso]]></category>
		<category><![CDATA[riciclo auto]]></category>
		<category><![CDATA[riciclo pneumatici]]></category>

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		<description><![CDATA[La singolare iniziativa dell’artista Andries Botha intende denunciare la quantità di roba che viene buttata e le conseguenze ai danni degli habitat naturali]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-83367 aligncenter" title="Botha e il branco di elefanti riciclati" alt="Botha e il branco di elefanti riciclati" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2013/06/apertura.jpg" width="625" height="375" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">(Rinnovabili.it) – Unire l’arte del riciclo a un messaggio ambientale più profondo per salvare gli habitat naturali. È questa l’ispirazione con cui l’artista <a href="http://andriesbotha.net/" target="_blank"><strong>Andries Botha</strong></a> ha dato vita a un branco di 17 elefanti realizzati utilizzando i vecchi copertoni (PFU) degli autocarri, sculture che denunciano la quantità di rifiuti che produciamo e le <a href="http://www.rinnovabili.it/re-auto/pfu-stop-anarchia-della-gomma-834/" target="_blank">conseguenze</a> che certi gesti hanno sull’ambiente. Alti oltre 3 metri e lunghi quasi 5,5 metri, gli elefanti riciclati stanno “rimbalzando” da una parte all’altra del pianeta da più di un anno, hanno fatto visita in numerose città del Messico, degli Stati Uniti e del Sud Africa e sono stati ospitati anche al The Rainbow Nation all’interno di una mostra dedicata alla complessità della società sudafricana, ma appartengono alla Human Elephant Foundation, un’organizzazione che opera per la realizzazione di un mondo sostenibile e convinta che l’elefante, il più grande mammifero terrestre, sia più di altri il simbolo più portentoso della minaccia che l’espansione e lo sviluppo industriale umano rappresenta per tutte le forme di vita.</p>
<p>&nbsp;</p>

<a href='http://www.rinnovabili.it/re-auto/pfu-botha-e-gli-elefanti-riciclati-872/attachment/1-botha/' title='Gli elefanti riciclati di Andries Botha. Fonte: Ana Lisa Alperovich.'><img width="90" height="88" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2013/06/1-botha-90x88.jpg" class="attachment-medium" alt="Gli elefanti riciclati di Andries Botha. Fonte: Ana Lisa Alperovich." /></a>
<a href='http://www.rinnovabili.it/re-auto/pfu-botha-e-gli-elefanti-riciclati-872/attachment/2-botha/' title='Gli elefanti riciclati di Andries Botha. Fonte: Ana Lisa Alperovich.'><img width="90" height="88" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2013/06/2-botha-90x88.jpg" class="attachment-medium" alt="Gli elefanti riciclati di Andries Botha. Fonte: Ana Lisa Alperovich." /></a>
<a href='http://www.rinnovabili.it/re-auto/pfu-botha-e-gli-elefanti-riciclati-872/attachment/3-botha/' title='Gli elefanti riciclati di Andries Botha. Fonte: Ana Lisa Alperovich.'><img width="90" height="88" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2013/06/3-botha-90x88.jpg" class="attachment-medium" alt="Gli elefanti riciclati di Andries Botha. Fonte: Ana Lisa Alperovich." /></a>
<a href='http://www.rinnovabili.it/re-auto/pfu-botha-e-gli-elefanti-riciclati-872/attachment/4-botha/' title='Gli elefanti riciclati di Andries Botha. Fonte: Ana Lisa Alperovich.'><img width="90" height="88" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2013/06/4-botha-90x88.jpg" class="attachment-medium" alt="Gli elefanti riciclati di Andries Botha. Fonte: Ana Lisa Alperovich." /></a>
<a href='http://www.rinnovabili.it/re-auto/pfu-botha-e-gli-elefanti-riciclati-872/attachment/5-botha/' title='Gli elefanti riciclati di Andries Botha. Fonte: Ana Lisa Alperovich.'><img width="90" height="88" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2013/06/5-botha-90x88.jpg" class="attachment-medium" alt="Gli elefanti riciclati di Andries Botha. Fonte: Ana Lisa Alperovich." /></a>
<a href='http://www.rinnovabili.it/re-auto/pfu-botha-e-gli-elefanti-riciclati-872/attachment/6-botha/' title='Gli elefanti riciclati di Andries Botha. Fonte: Ana Lisa Alperovich.'><img width="90" height="88" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2013/06/6-botha-90x88.jpg" class="attachment-medium" alt="Gli elefanti riciclati di Andries Botha. Fonte: Ana Lisa Alperovich." /></a>

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		<title>Quindici magiche colonne in bambù per il Vietnam</title>
		<link>http://www.rinnovabili.it/greenbuilding/bambu-edilizia-vietnam-hotel-colonne-521/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 15:16:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architetture]]></category>
		<category><![CDATA[Greenbuilding]]></category>
		<category><![CDATA[bambù]]></category>
		<category><![CDATA[bioedilizia]]></category>

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		<description><![CDATA[Niente acciaio o cemento per le quindici maestose colonne in bambù che sostengono la copertura della sala ristorante, dove anche i chiodi e gli elementi di fissaggio sono in bambù.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-83441 aligncenter" alt="7--credit-Vo-Trong-Nghia-Architects" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2013/06/7-credit-Vo-Trong-Nghia-Architects.jpg" width="620" height="443" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">(Rinnovabili.it) &#8211; Solo le <strong>quindici colonne di bambù</strong> la principale attrazione del <strong>Kontum Indochine Hotel</strong> nel centro del Vietnam, realizzate con la storica tecnica costruttiva locale e capaci di sorreggere tutto il peso della copertura senza alcun tipo d&#8217;aiuto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Maestose ed eleganti le 15 colonne coniche sono state progettate dagli architetti della <strong><a href="http://www.votrongnghia.com/">Vo Trong Nghia Architects</a></strong>, che hanno immaginato così la sala pranzo dell&#8217;hotel, eliminando completamente le pareti per lasciare spazio all&#8217;ambiente naturale.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche se nel vecchio continenti l&#8217;impiego del <strong>bambù</strong> quale <strong>componente strutturale dell&#8217;edilizia</strong> è ancora poco diffuso, le sue potenzialità sono incredibili. <strong>Altissima resistenza, durevolezza, versatilità ed una rigenerazione</strong> delle piante coltivate incredibilmente rapida (cinque vote più veloce rispetto alla crescita delle foreste), hanno assicurato al bambù il riconoscimento da parte del sistema di certificazione internazionale LEED, <a href="http://www.rinnovabili.it/greenbuilding/limpiego-del-bambu-in-edilizia-il-wpc/">come uno dei materiali da costruzione più sostenibili del mondo</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Le quindici colonne di bambù</strong></h2>
<p style="text-align: center;"> <img class="size-full wp-image-83439 aligncenter" alt="3--credit-Vo-Trong-Nghia-Architects" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2013/06/3-credit-Vo-Trong-Nghia-Architects.jpg" width="620" height="443" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Partendo da queste premesse non stupisce ciò che gli architetti della <em>Vo Trong Nghia Architects </em>sono riusciti a ricreare nel cuore del Vietnam. Il<strong> sistema costruttivo</strong> tradizionale ha permesso di utilizzare unicamente elementi in bambù, dimenticando acciaio e cemento anche per i sistemi di fissaggio, parti strutturali o addirittura<strong> i chiodi, anch&#8217;essi in bambù</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Osservato dalle sponde del piccolo lago che circonda la struttura, la sala ristorante ricorda una <strong>foresta in bambù</strong>, dove il paesaggio artificiale si fonde perfettamente a quello naturale.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;<strong>ombreggiamento naturale</strong> e l&#8217;effetto dell&#8217;acqua eliminano il problema della climatizzazione, trasformando la sala ristorante di questo hotel in un esempio perfetto di architettura ad impatto zero.</p>
<p>&nbsp;</p>

<a href='http://www.rinnovabili.it/greenbuilding/bambu-edilizia-vietnam-hotel-colonne-521/attachment/bambu-4-credit-vo-trog-nghia-architects/' title='Bambù-4--credit-Vo-Trog-Nghia-Architects'><img width="52" height="51" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2013/06/Bambù-4-credit-Vo-Trog-Nghia-Architects-52x51.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Bambù-4--credit-Vo-Trog-Nghia-Architects" /></a>
<a href='http://www.rinnovabili.it/greenbuilding/bambu-edilizia-vietnam-hotel-colonne-521/attachment/bambu-8-credit-vo-trong-nghia-architects/' title='Bambù-8--credit-Vo-Trong-Nghia-Architects'><img width="52" height="51" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2013/06/Bambù-8-credit-Vo-Trong-Nghia-Architects-52x51.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Bambù-8--credit-Vo-Trong-Nghia-Architects" /></a>
<a href='http://www.rinnovabili.it/greenbuilding/bambu-edilizia-vietnam-hotel-colonne-521/attachment/3-credit-vo-trong-nghia-architects/' title='3--credit-Vo-Trong-Nghia-Architects'><img width="52" height="51" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2013/06/3-credit-Vo-Trong-Nghia-Architects-52x51.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="3--credit-Vo-Trong-Nghia-Architects" /></a>
<a href='http://www.rinnovabili.it/greenbuilding/bambu-edilizia-vietnam-hotel-colonne-521/attachment/7-credit-vo-trong-nghia-architects/' title='7--credit-Vo-Trong-Nghia-Architects'><img width="52" height="51" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2013/06/7-credit-Vo-Trong-Nghia-Architects-52x51.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="7--credit-Vo-Trong-Nghia-Architects" /></a>

<p>&nbsp;</p>
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		<title>Clima: ecco i vincitori del Climate Think Tank Ranking 2012</title>
		<link>http://www.rinnovabili.it/categoria-eventi/clima-iccg-classifica-321/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 14:45:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariangela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cat.Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[L'ICCG ha eletto i vincitori del Climate Think Tank Ranking 2012, mettendo in evidenza le istituzioni più ferrate in tema di cambiamenti climatici e politiche sul clima]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-83345" alt="Climate Think Tank Ranking 2012" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2013/06/4f7ef1c9de3583543c3077db338910bc_XL.jpg" width="299" height="290" />(Rinnovabili.it) – Parlando di clima sappiamo dire quali siano le istituzioni più influenti sul campo? Per rispondere alla domanda l’<b><a href="http://www.iccgov.org/">International Center for Climate Governance</a></b> (ICCG) ha redatto e pubblicato la <a href="http://www.thinktankmap.org/FilePagineStatiche/Report-Think_Tank_FINAL_def.pdf">classifica</a> dei vincitori del <b><a href="http://www.thinktankmap.org/Page.aspx?Name=Ranking">Climate Think Tank Ranking 2012</a>, </b>nella quale vengono elencati i diversi campi di studio e le istituzioni che se ne occupano. Inviando un questionario l’ICCG ha valutato le performance degli istituti che hanno risposto ai quesiti seguendo una serie di indicatori e basandosi su tre criteri prettamente quantitativi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Suddiviso in due macro aree il <b>Climate Think Tank Ranking 2012 </b>divide gli enti in <strong>Globali</strong> ed <strong>Europei</strong>. La prima edizione di questa classifica ha eletto vincitori il <a href="http://www.bc3research.org/">Basque Centre for Climate Change (BC3)</a>, fondato nel 2008 a Bilbao, per la <b>categoria Europea</b> e il <a href="http://belfercenter.ksg.harvard.edu/project/43/environment_and_natural_resources.html?page_id=14">Programma “Environment and Natural Resources”</a> del Belfer Center for Science and International Affairs, fondato nel 1980 a Cambridge (USA), per la <b>categoria Globale</b>.</p>
<p style="text-align: justify;">La cerimonia di premiazione si terrà a Tolosa il 27 giugno in occasione della ventesima Conferenza Annuale dell’EAERE (European Association of Environmental and Resource Economists). Le realtà che si sono distinte riceveranno in premio cinquemila euro e una targa commemorativa.</p>
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		<title>Una pellicola solare allunga la carica dello smartphone</title>
		<link>http://www.rinnovabili.it/energia/fotovoltaico/una-pellicola-trasparente-allunga-la-carica-dello-smartphone-621/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 14:23:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Fotovoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[schermo solare]]></category>
		<category><![CDATA[smartphone]]></category>

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		<description><![CDATA[Arriva dagli ingegneri francesi di SunPartner l'innovativo display solare da applicare sopra lo schermo del telefonino, anche se questo è un modello touchscreen]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-83342" alt="Una pellicola solare allunga la carica dello smartphone" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2013/06/transparent-.jpg" width="620" height="385" /></p>
<p style="text-align: justify;">(Rinnovabili.it) &#8211; Con un uso sempre più costante e la possibilità di navigare in internet, leggere la propria posta o semplicemente usare una delle milioni di applicazioni oggi disponibili, i moderni <strong>smartphone</strong> necessitano di una ricarica molto più frequente rispetto ai “tradizionali” cellulari. Per arrivare alla svolta di uno telefonino dalla batteria illimitata forse bisognerà aspettare parecchio tempo, decisamente meno, probabilmente, ci vorrà invece per avere sul mercato un dispositivo mobile che non sia così <em>“spina-dipendente”</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">L’ultima soluzione messa a punto in questo contesto appartiene ad una piccola start-up francese, la SunPartner; gli ingegneri della società hanno progettato un particolare <strong>schermo solare,</strong> sottile e perfettamente integrabile nel display dello smartphone, capace di <strong>prolungare la durata della batteria di oltre il 20%</strong>. L’innovativo schermo alterna sottili strisce di <a title="Fotovoltaico, nuovo record d’efficienza senza “aiuti”" href="http://www.rinnovabili.it/energia/fotovoltaico/ecord-efficienza-senza-concentrazione-679/"><strong>celle fotovoltaiche in thin film</strong></a> con un pellicola trasparente, entrambi rivestiti  da una lente semi-cilindrica che concentra la luce in entrata. La SunPartner  ha affermato che i suoi prototipi hanno già raggiunto <strong>l’82 per cento di trasparenza</strong>, con l&#8217;obiettivo finale, prima che il prodotto possa raggiungere il mercato, di ottenere una prestazione ottica <strong>superiore al 90 per cento</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">La tecnologia <strong>è ovviamente ancora in fase di sperimentazione, ma si pensa</strong> che i primi dispositivi potrebbero essere lanciati già durante l’inizio del<b> </b><strong>2014</strong> ad un costo piuttosto contenuto  dal momento che un display di questo tipo non dovrebbe costare al produttore più di 2,30 dollari.</p>
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		<title>A ridurre i gas serra ci pensa “Un mondo come piace a te”</title>
		<link>http://www.rinnovabili.it/ambiente/gas-serra-emissioni-concorso-320/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 13:28:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariangela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Bandi e concorsi]]></category>

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		<description><![CDATA[I cittadini europei da domani potranno votare i progetti inviati all'Europa per la riduzione delle emissioni di gas serra. I tre migliori verranno premiati a settembre a Copenaghen]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-83333" alt="concorso &quot;Un mondo come piace a te&quot;" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2013/06/EPP_img01.jpg" width="300" height="290" />(Rinnovabili.it) – Si è conclusa la prima fase del concorso istituito per trovare le migliori soluzioni per la <strong>riduzione delle emissioni</strong> di <strong>gas serra</strong>. Battezzata <strong>“Un mondo come piace a te”</strong> l’iniziativa ha lo scopo di premiare le soluzioni più innovative e performanti che arriveranno, a patto che siano realizzabili e climaticamente efficaci. Adesso è giunto il momento di eleggere il vincitore, e la palla passa i cittadini europei che da domani fino al 19 agosto potranno <a href="http://world-you-like.europa.eu/">esprimere on line</a> la propria preferenza e votare uno dei 10 progetti selezionati, che poi passeranno al vaglio della giuria appositamente nominata per la decisione finale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Il Commissario per l’Azione per il Clima <strong>Connie Hedegaard</strong> ha affermato: “È<i> stato davvero incoraggiante assistere alla presentazione di così tanti progetti che spaziano da soluzioni per una mobilità “a basse emissioni” e da strumenti digitali per agevolare stili di vita sostenibili, ad aziende, scuole e case che producono in proprio energie pulite. Siamo in procinto di lanciare il voto online: quali pensiate siano le migliori soluzioni per creare un mondo come piace a voi? Aspetto con impazienza di ricompensare i migliori candidati alla cerimonia di premiazione che si terrà questo autunno a Copenaghen”.</i></p>
<p style="text-align: justify;">Una volta identificati i 3 vincitori verranno premiati a settembre nel corso di una cerimonia organizzata a Copenaghen per consegnare i <a href="http://www.sustainia.me/">Sustania</a> Awards.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i vincitori uno riceverà il <strong>pacchetto speciale</strong> che offre l’opportunità di produrre un video per dare visibilità al proprio progetto in giro per l’Europa.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>USA: 50 sindaci firmano l&#8217;Accordo per la Resilienza Climatica</title>
		<link>http://www.rinnovabili.it/ambiente/usa-50-sindaci-firmano-accordo-resilienza-climatica-632/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 13:20:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[resilienza climatica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.rinnovabili.it/?p=83304</guid>
		<description><![CDATA[I primi cittadini di alcune città statunitensi hanno stilato un documento che li impegna a ridurre l'impatto ambientale e i rischi climatici]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-83309" alt="USA: 50 sindaci firmano il Piano della resilienza climatica" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2013/06/2013-mayors-summit-skyline.jpg" width="620" height="348" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">(Rinnovabili.it) &#8211; Sindaci statunitensi in prima linea contro il <a href="http://www.rinnovabili.it/ambiente/clima" target="_blank"><strong>Climate Change</strong></a>. Gli eventi meteorologici estremi che stanno duramente colpendo gli States hanno richiamato l’attenzione delle città americane al punto da coinvolgere quasi<strong> 50 amministratori</strong> in un nuovo progetto dedicato alla<strong> resilienza climatica</strong>. Così, a solo una settimana dalla presentazione del <a title="Cambiamenti climatici: 20 mld per adeguare New York" href="http://www.rinnovabili.it/ambiente/cambiamenti-climatici-20mld-adeguare-newyork-997/" target="_blank">Piano da 20 miliardi di dollari</a> voluto dal sindaco di New York, Michael Bloomberg, i primi cittadini di Washington DC, Sacramento, Cincinnati, Denver, Kansas City e tante altre metropoli hanno firmato il <a href="http://www.resilientamerica.org/" target="_blank"><strong>Resilient Communities for America (RC4A) Agreement</strong></a>, dichiarazione d’intenti dell’omonima campagna. L’intesa impegna i sindaci a rendere le rispettive <strong>comunità più resistenti a siccità, inondazioni, tempeste estreme e incendi</strong>, partendo dall’assunto che è economicamente più conveniente per le amministrazioni municipali investire in misure protettive contro gli eventi estremi piuttosto che spendere i soldi pubblici negli interventi di risanamento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo i dati pubblicati sul sito del progetto, gli eventi meteorologici estremi sono costati agli Stati Uniti circa <strong>188 miliardi di dollari</strong> tra il 2011 e il 2012, di cui ben 70 miliardi legati solo ai danni provocati dall’uragano Sandy. Inoltre, <strong>quattro americani su cinque</strong> vivono in contee che sono state colpiti da almeno un disastro meteorologico negli ultimi sei anni. Nella dichiarazione si legge: &#8220;<em>le comunità di tutto il paese sono in prima linea nell’affrontare tre sfide correlate fra loro: il record di eventi meteorologici estremi alimentati dai cambiamenti climatici, un sistema energetico inaffidabile e costoso e l&#8217;incertezza economica in atto. Man mano che il ritmo del cambiamento accelera, città e contee devono lavorare per rendere le comunità più resilienti, ovvero in grado di riprendersi dalle interruzioni in modo sostenibile e di mantenere una buona qualità di vita per tutti&#8221;.</em></p>
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