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	<title>Rinnovabili</title>
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	<description>Direttore Mauro Spagnolo</description>
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		<title>La lunga marcia della direttiva europea</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 18:06:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Greenbuilding]]></category>

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		<description><![CDATA[Incertezza e ritardi nel recepimento della Direttiva 2010/31/UE che dovrebbe trasformare   entro il 2020 tutti gli immobili in "Edifici ad Energia quasi zero".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2012/02/222.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-37221" title="Edifici-ad-energia-quasi-zero" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2012/02/222.jpg" alt="" width="620" height="483" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>1° febbraio 2012</strong> la <strong>Direttiva Europea 2002/91/CE </strong>(Energy Performance Building Directive &#8211; EPBD)<strong> è stata abrogata ufficialmente,</strong> venendo sostituita a tutti gli effetti dalla <strong>Direttiva europea 2010/31/UE</strong>, più conosciuta come direttiva per la progettazione di <strong>“Edifici ad energia quasi zero</strong><strong>”.</strong><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Anche se questa data è passata tutto sommato in sordina, ci ricorda che il tempo incalza e non ne rimane molto a disposizione degli Stati europei per adeguarsi, mantenendo fede alle promesse fatte in vista del fatidico 2020. Non è segreto il fatto che l&#8217;Europa si trovi ancora piuttosto indietro nella strada verso l&#8217;efficienza energetica, rischiando di non raggiungere il famoso 20% di riduzione dei consumi, ma di fermarsi solamente al 9%. All&#8217;interno di questa gigantesca macchina, il comparto edilizio ha purtroppo un peso molto elevato, essendo il responsabile del 40% delle emissioni nocive totali, una percentuale decisamente troppo scomoda.</p>
<p style="text-align: justify;">Il cammino verso l&#8217;efficienza energetica degli edifici ha avuto inizio diversi anni fa e da allora molte leggi, riforme, decreti e direttive, nel bene o nel male, hanno caratterizzato questo percorso, portandoci direttamente alla più recente direttiva europea sull&#8217;efficienza energetica.</p>
<p style="text-align: justify;">Dobbiamo tornare a giugno 2010 per risalire alle origini della Direttiva 2010/31/UE, che abbandonava il passato per adeguarsi a poco a poco, agli obiettivi europei del 20-20-20. Tra le novità maggiori che introdusse la direttiva, il concetto di <strong>“Edifici ad energia quasi zero”</strong>, descrizione destinata a tutti gli edifici “<em>ad altissima prestazione energetica, con fabbisogno energetico molto basso o quasi nullo coperto in misura molto significativa da energia da fonti rinnovabili, compresa l’energia da fonti rinnovabili prodotta in loco o nelle vicinanze</em>.”</p>
<p style="text-align: justify;">Una <strong>Direttiva indispensabile</strong> per la riduzione sostanziale dei consumi energetici di un comparto decisamente troppo poco pulito e che delinea un quadro prescrittivo molto preciso, che spazia dalla definizione dei requisiti minimi per ciascun componente edilizio, fino alla definizione della strumentazione finanziaria.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>miglioramento delle prestazioni energetiche</strong> previsto dalla direttiva abbraccia tutto il patrimonio immobiliare, dagli edifici di nuova costruzione fino agli edifici esistenti o ristrutturati, esprimendosi anche in merito ai <strong>sistemi tecnici dell’edilizia</strong> (impianti di riscaldamento, sistemi di produzione dell’acqua calda, impianti di condizionamento, ventilazione) ed offrendo la possibilità a tutti gli Stati membri, di uniformare i propri strumenti ottimizzando i consumi.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>La lunga marcia della Direttiva</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Una delle prime scadenze fissate dalla direttiva è giugno 2011. Entro questa data la <strong>Commissione europea</strong> avrebbe dovuto tracciare un &#8220;<em>quadro metodologico comparativo per calcolare i livelli ottimali in funzione dei costi  e dei requisiti minimi di prestazione energetica degli edifici e degli elementi&#8221;, </em>uno strumento indispensabile per mantenere una linea comune in tutte le rispettive attuazioni normativa delle diverse nazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">A partire da questa stessa data gli <strong>Stati membri</strong> erano chiamati a predisporre un &#8220;<em>elenco di misure e strumenti </em>esistenti o di progetto per promuovere gli obiettivi della stessa direttiva&#8221;, anche attraverso l’elaborazione di <em>sistemi finanziari</em> e di <em>incentivazione</em>, indispensabili per il passaggio alla realizzazione di edifici ad energia quasi zero. Ma il tanto atteso quadro metodologico comune non ha mai visto la luce, facendo slittare di conseguenza anche tutti i recepimenti nazionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>9 luglio 2012</strong> sarà la data limite per <strong>adeguare</strong> le legislazioni statali alla direttiva europea, <em>&#8220;adottando e pubblicando le metodologie di calcolo, i requisiti minimi e le prestazioni energetiche destinate a tutto il comparto edile&#8221;; </em>per poi passare, l&#8217;anno successivo, alla completa applicazione della Direttiva in tutti i campi.</p>
<p style="text-align: justify;">Dubbi, incertezze, richiami da parte della Commissione e multe, imperversano e il <strong>31 dicembre 2020</strong>, data in cui tutti gli edifici dovranno essere ad energia quasi zero, sembra sempre troppo lontano per fare paura.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><a href="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2012/02/Edifici-ad-energia-quasi-zero.jpg"><img title="Edifici-ad-energia-quasi-zero" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2012/02/Edifici-ad-energia-quasi-zero.jpg" alt="" width="620" height="291" /></a></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Italia si, Italia no</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>25 novembre 2010 </strong>la Commissione europea aprì una <strong>procedura di infrazione</strong> a carico dell&#8217;Italia per la non completa applicazione della normativa comunitaria riferita al rendimento energetico degli edifici, ancora legata alla <strong>Direttiva 2002/91/CE</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante alcune modifiche normative apportate alla legislazione nazionale italiana (Dlgs 192/2005, Dlgs 311/2006), la Commissione europea non si convinse, <strong>richiamando una seconda volta l&#8217;Italia il 29 settembre 2011</strong>. La contestazione europea si riferiva prima di tutto alla mancanza di una regolamentazione precisa in fatto di certificazione energetica, criticando innanzitutto la procedura italiana che consentiva l&#8217;autocertificazione degli immobili in classe G, ed esprimendosi negativamente anche per la mancanza di un regolare controllo sugli impianti tecnici.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’<strong>ottobre 2011 </strong>ricominciò finalmente l’iter di approvazione della <strong>Legge Comunitaria 2011, </strong>determinante per il <strong>recepimento italiano della direttiva europea 2011/31/UE</strong> e che subì, nella sua versione precedente (Ddl Comunitaria 2010), una battuta d’arresto venendo bocciata dalla Camera dei Deputati<strong> </strong>nel giugno 2010.</p>
<p style="text-align: justify;">Una parte delle richieste europee è stata rispetta con l’entrata in vigore, a gennaio di quest’anno, <strong>del Dlgs 28/2011</strong> che, tra le altre cose, introduce ufficialmente l’indice di prestazione energetica negli annunci immobiliari, abolendo quasi completamente, la possibilità di autocertificare il proprio immobile in classe G.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stesso <strong>Decreto Salva Italia (DL 201/2011)</strong> riporta l’attenzione sull’efficienza energetica degli edifici, con l’odissea delle detrazioni del 55% per gli interventi di riqualificazione prorogata fino al 31 dicembre 2013, ricordando che la strada da fare è ancora lunga prima di arrivare al completo recepimento della Direttiva europea.</p>
<p style="text-align: justify;">Luglio 2012 sarà una data decisiva, in cui si dovranno tirare le somme di ciò che è stato fatto e cosa no ed eventualmente, pagare le dovute molte per i ritardi nazionali accumulati. Nella complessi meccanismi politici internazionali sarebbe forse bene fermarsi una attimo a riflettere per comprendere che il futuro e la qualità della vita delle persone non può essere facoltativa.</p>
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		<title>Azero Tour 2012: a marzo si concludono i seminari di eco-edilizia</title>
		<link>http://www.rinnovabili.it/categoria-eventi/azero-tour-2012-a-marzo-si-concludono-i-seminari-di-eco-edilizia8026/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 17:19:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cat.Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 31 gennaio scorso in quasi 60 città italiane sono state illustrate normative, soluzioni tecnologiche e progettuali per la costruzione di edifici a basso consumo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-37217" title="Azero Tour 2012: a marzo si concludono i seminari di eco-edilizia" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2012/02/green_ridimensionato1.jpg" alt="" width="300" height="290" />(Rinnovabili.it) &#8211; Si concluderanno a marzo i sessanta convegni dal titolo “<em>Progettare e costruire edifici a energia quasi zero</em>” – il ciclo di seminari dell’<strong><a href="http://www.azerotour.com/ ">Azero Tour</a> </strong>(promosso dal gruppo<strong> </strong><strong>distributori edili indipendenti “<em>BigMat</em>” e dalla <em>Edicom Edizioni</em>) che lo scorso 31 gennaio, partendo da Gorizia, ha illustrato in quasi </strong>60 città italiane le normative, le soluzioni tecnologiche e progettuali per costruire edifici a basso consumo. Partendo dalla direttiva europea<strong> </strong><strong><em>2009/28/CE sull’efficienza energetica</em></strong> dell’edilizia, il Tour si è quindi rivolto specificatamente ai progettisti e agli operatori di settore nell’intenzione di chiarificare maggiormente il quadro generale introdotto dalle normative UE al 2020, in merito alla diminuzione delle emissioni di CO2, alla riduzione del consumo di energia e alla copertura del consumo energetico attraverso fonti rinnovabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Obiettivo dei seminari, sarà inoltre quello di fornire delle soluzioni concrete sulla progettazione e la realizzazione di una <strong>casa a “zero energia”, (dalle tecnologie ai costi e ai materiali da utilizzare) grazie anche alla presenza, </strong>al tavolo delle conferenze,<strong> di relatori,</strong><strong> </strong>docenti universitari, esperti delle pubbliche amministrazioni e tecnici specializzati. Il Tour è stato patrocinato dal Ministero dell’Ambiente, dello Sviluppo Economico, dell’Ance e degli Ordini e Collegi professionali di pertinenza, oltre del sostegno di Intesa San Paolo: anche grazie a questo si prevede un’opera di divulgazione culturale e tecnica che andrà a coinvolgere oltre 12mila operatori, ma con una ricaduta informativa generale che coinvolgerà centinaia di migliaia di operatori.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Power Felt: il tessuto che ricarica il cellulare con un tocco</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 17:03:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariangela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Efficienza Energetica]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>

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		<description><![CDATA[Un dispositivo termoelettrico con l'aspetto di un tessuto riesce a convertire la temperatura del corpo umano in elettricità ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-37202" title="Power Felt" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2012/02/20120215nanotech0592.jpg" alt="" width="625" height="343" /></p>
<p style="text-align: justify;">(Rinnovabili.it) – Una nuova nanotecnologia sarebbe in grado di ricaricare la batteria del telefono cellulare sfruttando semplicemente il tocco di una mano. Battezzata <strong>Power Felt</strong> la tecnologia consiste in un dispositivo termoelettrico in grado di convertire il calore del corpo in corrente elettrica, utile per effettuare, ad esempio, una chiamata col telefono portatile.</p>
<p style="text-align: justify;">Sviluppato dai ricercatori del Centro di Nanotecnologie e Materiali Molecolari della Wake Forets University il dispositivo è costituito da nanotubi di carbonio rinchiusi in fibre di plastica flessibili, che al tatto ricordano un tessuto. Sfruttando le differenze di temperatura tra l’ambiente esterno e il corpo il dispositivo riesce quindi a creare una carica elettrica<em>.</em> &#8220;Perdiamo molta energia sotto forma di calore. Ad esempio, catturando lo spreco di energia di una macchina si potrebbe contribuire a migliorare il consumo di carburante e la potenza della radio, dell‘impianto di aria condizionata o del sistema di navigazione&#8221;, ha chiarito il ricercatore Corey Hewitt. &#8221;In generale i sistemi termoelettrici sono una tecnologia poco sviluppata per la raccolta di energia, ma hanno grandi potenzialità.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Tra le potenziali applicazioni del Power Felt, ad esempio, i sedili delle automobili per aumentare la potenza della batteria e dare maggiore alimentazione ai sistemi elettrici, isolare i tubi o raccogliere il calore sotto le tegole per abbassare le bollette del gas o dell‘elettricità, convertendo abbigliamento o attrezzature sportive in veri e propri sistemi in grado di monitorare le prestazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Immaginatelo in un kit di emergenza, oppure avvolto intorno a una torcia elettrica, o per alimentare una stazione meteo radio,  o per la ricarica di un telefono cellulare prepagato&#8221;, ha detto David Carroll, direttore del Centro per le Nanotecnologie e Materiali Molecolari. &#8221;Power Felt è in grado di fornire aiuto durante le interruzioni elettriche o anche in caso di incidenti.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">I dispositivi termoelettrici standard per funzionare utilizzano un composto molto più efficiente chiamato tellururo di bismuto in grado di trasformare il calore in energia in prodotti tra cui figurano anche i frigoriferi portatili , ma i ricercatori mettono in guardia sui costi, che possono arrivare fino a 1.000 dollari per chilogrammo. Con il Power Felt invece i costi si aggirerebbero intorno all’euro per la produzione di una mascherina per telefoni cellulari.</p>
<p style="text-align: justify;">Attualmente, i 72 strati sovrapposti di nanotubi nel tessuto hanno una resa di circa 140 nanowatt di potenza e il team sta valutando diversi modi per aggiungere ulteriori strati ma cercando di renderli ancora più sottili e aumentarne la potenza. &#8220;Immagino di essere in grado di fare una giacca con un rivestimento completamente termoelettrico all&#8217;interno che raccoglie il calore del corpo , mentre l&#8217;esterno rimane freddo come la temperatura esterna. Se Power Felt sarà abbastanza efficiente, si potrà alimentare un iPod, il che sarebbe grande ad esempio per i fondisti&#8221; ha commentato Hewitt.</p>
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		<title>Eco HT-Shoes, 10 cm di sostenibilità</title>
		<link>http://www.rinnovabili.it/ecodesign/eco-ht-shoes-10-cm-di-sostenibilita/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 16:59:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecodesign]]></category>

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		<description><![CDATA[Nanotecnologie e know-how italiano nel progetto dell'Università di Pisa finalizzato alla creazione di un nuovo marchio calzaturiero]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-37211" title="Eco HT-Shoes, 10 cm di sostenibilità" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2012/02/tt.jpg" alt="" width="302" height="285" />(Rinnovabili.it) &#8211; Si può essere alla moda ed ecosostenibili allo stesso tempo? Sì se hai piedi si indossano le &#8220;Eco HT-Shoes&#8221; dell&#8217;Università di Pisa. Il dipartimento di Chimica e chimica industriale dell&#8217;Ateneo pisano ha realizzato il nuovo marchio calzaturiero coniugando in un solo prodotto l’eleganza di un tacco 10, l’ecocompatibilità di materiali e filiera e l’innovazione delle più moderne nanotecnologie.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Per raggiungere il prodotto finale, &#8211; spiega la professoressa Anna Raspolli, alla guida del team di ricerca &#8211; abbiamo trattato i materiali con particelle nanostrutturate di rame e argento, preparate attraverso metodologie rigorosamente ecocompatibili, usando ad esempio il solvente acqua e precursori atossici&#8221;. Il risultato è una scarpa in grado di adattarsi alla fisiologia e alla postura di chi la indossa, di resistere all&#8217;invecchiamento vantando proprietà antistatiche ed antibatteriche. Il progetto, finanziato dalla Regione Toscana con 1.400.000 euro, ha coinvolto nella parte scientifica anche l&#8217;Ars Lab della Scuola Superiore Sant&#8217;Anna (per la parte ergonomica) e i Laboratori Archa di Pisa. I ricercatori hanno studiato l&#8217;intera filiera produttiva, coinvolgendo nell’iniziativa due calzaturifici, un suolificio, un tacchificio e una conceria e assicurandosi di minimizzare non solo l’impatto ambientale legato a materiali e processi ma anche quello dei trasporti connessi. La collezione nata da &#8220;Eco HT-Shoes” sarà presentata ufficialmente il prossimo 4 marzo, in occasione del Micam 2012 di Milano e comprenderà scarpe di tutti i modelli, dalla ballerina al tacco 12.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Entrepreneurship Awards: l’Ue premia le imprese più sostenibili</title>
		<link>http://www.rinnovabili.it/bozze/entrepreneurship-awards-l%e2%80%99ue-premia-le-imprese-piu-sostenibili8025/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 15:50:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Bandi e concorsi]]></category>
		<category><![CDATA[Bozze]]></category>

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		<description><![CDATA[Le aziende vincitrici sono state scelte da una rosa di nove start-up europee nate dal programma “EIT's knowledge and innovation communities” ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-37189" title="Entrepreneurship Awards: l’Ue premia le imprese più sostenibili" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2012/02/imprese_ridimensionato.jpg" alt="" width="300" height="290" />(Rinnovabili.it) &#8211; Sono stati annunciati ieri, i vincitori della prima edizione dell’<strong>Entrepreneurship Awards </strong>–<strong> </strong>la competizione indetta<strong> </strong>dall’<em>istituto <strong>Europeo di Innovazione e Tecnologia</strong> </em>(EIT) per premiare le migliori imprese ‘green’ in Ue. Alcune delle aziende più “verdi” – scelte in una rosa di nove start-up europee nate dal programma “<strong><em>EIT&#8217;s knowledge and innovation communities”</em></strong> (KICs) (che include i settori del cambiamento climatico, dell’energia sostenibile e dell’ICT) – hanno quindi raggiunto ‘il podio’ durante il vertice europeo dell’imprenditorialità tenutosi presso la <em>Royal  Academy</em><em> of Science </em>a Bruxelles, in presenza della <em>Commissaria Europea per l’Educazione, la cultura, il multilinguismo e la gioventù</em>, Androulla Vassiliou.</p>
<p style="text-align: justify;">In particolare, la “Naked Eergy“ (Regno Unito) è stata premiata come migliore azienda nell’area “cambiamento climatico” grazie alla progettazione e sviluppo di un <em>prodotto ibrido</em> che combina la tecnologia fotovoltaica con quella solare termica. Il risultato di questa ricerca ha portato alla realizzazione di un innovativo impianti in grado di generare allo stesso tempo sia acqua calda sanitaria che elettricità, permettendo in questo modo una notevole diminuzione di energia utilizzabile e di emissioni di CO2. L’impresa spagnola “Noem” invece, ha vinto un premio nell’ambito “Energia sostenibile” grazie alla sua professionalità nel costruire edifici/case a “zero emissioni”, attraverso l’impiego di materiali sostenibili in legno.</p>
<p style="text-align: justify;">“Scopo dell’<em>EIT Entrepreneurship Awards </em>– ha spiegato la commissaria  Androulla Vassiliou – “è promuovere la cultura imprenditoriale in Europa e, allo stesso tempo, ispirare gli imprenditori di domani”. Per il prossimo quadro finanziario, la Commissione europea ha già stanziato un budget di<strong> </strong><em>2,8 miliardi di euro</em> per consolidare lo sviluppo delle KICs esistenti e crearne altre sei entro il 2020.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Usa: la Guardia Costiera sperimenta il butanolo</title>
		<link>http://www.rinnovabili.it/mobilita/usa-la-guardia-costiera-sperimenta-il-butanolo3467/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 15:48:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariangela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biocarburanti]]></category>
		<category><![CDATA[Mobilità]]></category>
		<category><![CDATA[Nautica sostenibile]]></category>

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		<description><![CDATA[Finirà nel 2014 la sperimentazione della USCG che sta testando sui piccoli fuoribordo una miscela al 16,1% di biobutanolo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-37170" title="Etanolo" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2012/02/ethanol.jpg" alt="" width="300" height="291" />(Rinnovabili.it) – La Guardia Costiera statunitense, in collaborazione con l‘Oak Ridge National Laboratory del Dipartimento dell’Energia (DOE), sta portando avanti un progetto triennale con l‘obiettivo di verificare il potenziale del butanolo come carburante per alimentare le piccole imbarcazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante il periodo di prova, che terminerà a metà 2014, verrà testato un <strong>carburante addizionato con butanolo al 16,1%</strong> per piccoli fuoribordo da 225 e 300 HP (cavalli di potenza). I risultati dei test saranno utili per capire se il nuovo biocarburante potrà essere impiegato anche per imbarcazioni civili, come ha dichiarato Rich Hansen del Centro di Ricerca e Sviluppo della Guardia Costiera (USCG).</p>
<p style="text-align: justify;">Attualmente l’USCG utilizza la benzina normalmente disponibile in commercio, che contiene il 10% di etanolo e, secondo quanto affermato da Hansen, il biobutanolo è stato selezionato per le sue caratteristiche di efficenza e di reperibilità in ascesa sul mercato.</p>
<p style="text-align: justify;">Il biobutanolo offre anche l&#8217;occasione alla USCG di ridurre la propria impronta di carbonio, che costituisce una priorità delle forze armate statunitensi. &#8221;L&#8217;USCG vorrebbe posizionarsi in prima linea nel settore dei carburanti alternativi che potrebbero presto diventare disponibili in commercio e contribuire a soddisfare obiettivi di riduzione della propria impronta di carbonio nel rispetto di quanto contenuto nell’Energy and Security Act del 2007&#8243;, ha detto Hansen.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante l’etanolo prodotto dal mais, l’etanolo cellulosico, il biodiesel e il biobutanolo soddisfino i requisiti di riduzione delle emissioni non possono essere miscelati in percentuali superiori al 10% se destinati ad alimentare i motori marini.  I test condotti negli anni scorsi dal National Marine Manufacturers Association e dall’American Boat and Yacht Council hanno notato buone potenzialità future per il carburate, che al momento non è di facile reperibilità  ma che si sta affermando conquistando una fetta sempre maggiore di mercato.</p>
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		<title>TerniEnergia:costituita filiale in Grecia</title>
		<link>http://www.rinnovabili.it/energia/fotovoltaico/ternienergiacostituita-filiale-in-grecia6457/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 15:44:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Fotovoltaico]]></category>

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		<description><![CDATA[TerniEnergia Hellas M.e.p.e. realizzerà impianti fotovoltaici “chiavi in mano” per primarie utility europee]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignleft size-full wp-image-37191" title="TerniEnergia:costituita filiale in Grecia" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2012/02/grecia-eurozona-salvataggio-crac.jpg" alt="" width="300" height="300" />TerniEnergia</strong>, Società attiva nel campo dell’energia da fonti rinnovabili quotata sul segmento Star di Borsa Italiana, nell’ambito della propria strategia di sviluppo ha perfezionato la costituzione ad Atene della Società TerniEnergia Hellas M.e.p.e. che ha come scopo lo sviluppo, la costruzione e l’esercizio di impianti fotovoltaici di taglia industriale in Grecia. La nuova Società inizierà la propria attività con la gestione dei cantieri per la costruzione di 2 centrali fotovoltaiche con la formula “chiavi in mano” senza fornitura dei pannelli per conto delle Società veicolo (SPV) Chamolio SA e Agrilia Baka SA, entrambe controllate al 100% da una primaria utility europea, ciascuno della potenza installata di circa 5 MWp, come comunicato al Mercato in data 12 Dicembre 2011.<br />
L’obiettivo di TerniEnergia Hellas è quello di acquisire nuove commesse con la formula “EPC contract”, affermando anche sul mercato ellenico il patrimonio di competenze nella realizzazione di impianti fotovoltaici “utility scale” acquisito in Italia dalla capogruppo.</p>
<p style="text-align: justify;">
L’ing. Paolo Ricci, consigliere di amministrazione con delega allo sviluppo e ai progetti internazionali, ha così commentato:<br />
“<em>La costituzione di TerniEnergia Hellas rappresenta un’importante conferma delle strategie di internazionalizzazione sul business EPC fotovoltaico della Società, come previsto dal Piano industriale 2011-2013, presentato alla fine del mese di Settembre scorso. TerniEnergia intende perseguire questo obiettivo sia </em><em>con l’apertura di altre filiali estere, ad esempio in Sudafrica, sia attraverso  importanti progetti di partnership industriale con </em><em>utility di rilevanza internazionale</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>Primo concorso internazionale di ricostruzione de L&#8217;Aquila</title>
		<link>http://www.rinnovabili.it/greenbuilding/primo-concorso-internazionale-di-ricostruzione-de-laquila/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 15:28:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Greenbuilding]]></category>

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		<description><![CDATA[Un concorso per la riqualificazione sostenibile della Piazza d'Armi, un'area centrale d'ingresso alla città, rivolto ad architetti ed ingegneri dell'UE.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2012/02/Immagine-3.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-37180" title="concorso internazionale per la ricostruzione, l'Aquila" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2012/02/Immagine-3.jpg" alt="" width="380" height="270" /></a>(Rinnovabili.it) &#8211; Bandito dal comune dell&#8217;Aquila e finanziato dal Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze con il contributo delle collettività italiane d&#8217;Austria e del Governo Australiano, il primo <strong>Concorso Internazionale di progettazione per la ricostruzione dell&#8217;Aquila</strong> dopo il terremoto del 2009.</p>
<p style="text-align: justify;">Il concorso si rivolge a tutti gli architetti e ingegneri civili ed ambientali dell&#8217;Unione Europea ed è destinato alla <strong>riqualificazione di Piazza d&#8217;Armi</strong>, una delle più centrali ed importanti aree d&#8217;ingresso alla città, attraverso la sua valorizzazione come Parco Urbano. Il masterplan dell&#8217;area dovrà prevedere la realizzazione di una zona da destinarsi a <strong>piazza pubblica</strong>, di un Teatro, di una zona di parcheggio e di un&#8217;area giochi, il tutto perfettamente inserito in una <strong>rete di perscorsi verdi</strong> che valorizzino l&#8217;importanza della <strong>sostenibilità</strong> e della riduzione dell&#8217;<strong>impatto ambientale</strong>. La realizzazione dei lavori dovrebbe essere assicurata anche grazie al finanziamento statale di <strong>4 mln di euro</strong> e ad un ulteriore contributo di 3mln di euro stanziati dal Governo australiano.</p>
<p style="text-align: justify;">Il termine ultimo per la presentazione degli elaborati è il 10 aprile 2012, i quali passeranno al vaglio della giuria, che decreterà il vincitore entro giugno 2012.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla realizzazione di questo importante progetto ha collaborato anche il <strong>Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori</strong>, fortemente convinto dell&#8217;importanza e del valore che le procedure concorsuali potrebbero portare al territorio del capoluogo abruzzese, per consentire un ritorno alla centralità del progetto, rendendo trasparente il mercato che ruota attorno alla ricostruzione e, soprattutto, permettendo ai giovani professionisti di sviluppare le proprie idee e la propria creatività. Da diverso tempo il CNAPPC è impegnato a favore della reintegrazione totale dei concorsi di architettura per la progettazione del nostro Paese, considerandolo come un elemento essenziale per la gestione <strong>del territorio e dell&#8217;ambiente urbano, </strong>due elementi che, come ricordato direttamente dal Consiglio Nazionale degli Architetti, <em>&#8220;sono beni no n rinnovabili e le trasformazioni che vi avvengono attualmente non reversibili&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Molti gli enti intervenuti alla per la realizzazione del bando che oltre al CNAPPC comprendono l&#8217;Ordine degli Architetti PPC de L&#8217;Aquila, la Federazione degli Ordini degli Architetti dell&#8217;Abruzzo e del Molise, l&#8217;Union International des Architects, con il contributo e il sostegno di Inarcassa, Ance e Confcommercio.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2012/02/Bando-di-concorso-Piazza-dArmi-LAquila.pdf">Bando di concorso per la riqualificazione di Piazza d&#8217;Armi L&#8217;Aquila</a> (PDF)</p>
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		<title>Russia: i 26 &#8220;disobbedienti&#8221; contro l&#8217;ETS europeo</title>
		<link>http://www.rinnovabili.it/ambiente/leggi-e-normative/russia-i-26-disobbedienti-contro-lets-europeo3466/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 14:26:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariangela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aeronautica sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Leggi e normative]]></category>
		<category><![CDATA[Mobilità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.rinnovabili.it/?p=37132</guid>
		<description><![CDATA[Schierati contro il regime di compensazione delle emissioni prodotte dall'aviazione i 26 paesi "disobbedienti" decideranno in autonomia in che modo non allinearsi al meccanismo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-37141" title="Emissioni dell'aviazione" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2012/02/aviation-emissions_DEQI2_11446.jpg" alt="" width="301" height="292" />(Rinnovabili.it) – Continua il dibattito che da gennaio ormai mette al centro delle discussioni l’ETS europeo dedicato all’aviazione. E dall’incontro tenutosi a Mosca esce il fronte compatto che vorrebbe che l’Europa cancellasse, o quantomeno modificasse, un regime di tassazione che obbliga tutte le compagnie aeree che effettuano voli da o per gli aeroporti europei a corrispondere una tassa che vada a compensare le emissioni inquinanti generate.</p>
<p style="text-align: justify;">I 26 paesi contrari al meccanismo, che hanno deciso di battezzarsi &#8220;coalition of the unwilling&#8221; (letteralmente &#8220;colazione dei non-volenterosi&#8221;) si sono quindi riuniti per concordare un pacchetto di misure atte a minare il regime di scambio, come ha riferito il vice ministro russo dei trasporti, Valery Okulov.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Ogni stato sceglierà le misure più efficaci ed affidabili, che aiuteranno a cancellare o rinviare l&#8217;attuazione del sistema comunitario ETS,&#8221; è stato specificato all’agenzia di stampa Reuters annunciando che il gruppo si riunirà nuovamente in estate in Arabia Saudita per riaffrontare la questione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni paese che non ha intenzione di aderire all’ETS potrà quindi presentare una denuncia formale all’ICAO (International Civil Aviation Organisation) cessando la definizione di nuove rotte e decidendo se stabilire o meno tasse per le compagnie aeree europee.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Abbiamo dimostrato la nostra determinazione a richiedere l&#8217;annullamento o il rinvio del sistema ETS comunitario&#8221; che riguarda le compagnie aeree, ha detto concludendo la Okulov.</p>
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		<title>Via libera della Giunta al Piano Casa della Lombardia</title>
		<link>http://www.rinnovabili.it/greenbuilding/via-libera-della-giunta-al-piano-casa-della-lombardia5062/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 12:24:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Greenbuilding]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.rinnovabili.it/?p=37102</guid>
		<description><![CDATA[Contenimento del consumo di suolo, recupero delle aree degradate, valorizzazione dell'edilizia sociale, ottimizzazione dei consumi energetici: questi alcuni contenuti del Piano Casa]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2012/02/Piano-Casa-2011.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-37134" title="Piano Casa Lombardia" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2012/02/Piano-Casa-2011.jpg" alt="" width="300" height="290" /></a>(Rinnovabili.it) &#8211; La Commissione Territorio del Consiglio regionale della Lombardia ha approvato ieri la proposta di Legge per il &#8220;Piano Casa&#8221;. Il provvedimento proposto su iniziativa delle Giunta regionale, ha visto la sua approvazione <a href="http://www.rinnovabili.it/greenbuilding/edilizia-efficiente-per-il-nuovo-piano-casa-lombardo513/">dopo diversi mesi di lavoro</a> e passerà ora alla firma del Consiglio. Contenimento del consumo di suolo, recupero delle aree degradate, impulso all&#8217;edilizia, razionalizzazione del patrimonio edilizio esistente, valorizzazione dell&#8217;edilizia sociale, ottimizzazione dei consumi energetici, sono questi i principali contenuti del nuovo Piano Casa, che prevede inoltre dei &#8220;bonus volumetrici&#8221; per gli interventi di recupero edilizio che ne migliorano l&#8217;efficienza energetica.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Questa legge &#8211; ha commentato il presidente della Commissione Giorgio Pozzi &#8211; si ispira ai principi di semplificazione (procedure più agili per avviare gli interventi), sussidiarietà (coinvolgimento diretto dei Comuni per l&#8217;applicazione della legge), risparmio di suolo (riutilizzo dei volumi già esistenti senza ulteriori espansioni urbanistiche), efficienza energetica (sia per i nuovi interventi che per gli edifici esistenti coinvolti), qualità paesaggistica (coerenza con l&#8217;identità e la storia del tessuto urbano) e sicurezza degli edifici (pieno rispetto della normativa antisismica), tutela dei centri storici, delle aree naturali e delle zone inserite nei parchi. Agli enti locali sarà garantito il rispetto delle scelte di pianificazione urbanistica per quanto riguarda le destinazioni degli edifici su cui intervenire&#8221;</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">A proposito dell&#8217;edilizia sociale, la legge consentirà interventi di ampliamento e sostituzione di strutture esistenti e di variazione di destinazioni d&#8217;uso, mentre le nuove volumetrie potranno essere spostate anche su altre aree già edificate con la stessa finalità.</p>
<p style="text-align: justify;">Le grandi città avranno la possibilità di <strong>riconvertire</strong> gli edifici del terziario, posteriori al 2005 e non utilizzati, per creare alloggi residenziali, nei quali, in base ad un  recente emendamento, sarà necessario prevedere almeno un 20% di edilizia sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">Fra le norme discusse dalla Regione anche quelle per l&#8217;autorizzazione in deroga, in determinate situazioni, di parcheggi interrati, mentre sono state confermate le norme già in vigore per i sottotetti, potenziando anche l&#8217;incentivazione volumetrica nel caso di <strong>rimozione di coperture in amianto</strong> o pericolose per la salute.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine per i Comuni è stato prorogato l&#8217;adeguamento al <strong>Piano Paesaggistico Regionale</strong> al 31 dicembre 2013, mentre i piani attuativi devono essere approvati e adottati dai Consigli comunali per i Comuni fino a 15 mila abitanti e dalle Giunte per i Comuni con più di 15 mila abitanti.</p>
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