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	<title>Rinnovabili</title>
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	<description>Direttore Mauro Spagnolo</description>
	<lastBuildDate>Tue, 18 Jun 2013 18:50:58 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
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		<title>Biorisanamento marino: potere ai piccoli!</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 15:35:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Il CNR e l’Università di Firenze hanno decodificato il genoma di un particolare batterio capace di  degradare composti altamente inquinanti e tossici per l'uomo]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-83394 alignleft" alt="Biorisanamento marino: potere ai piccoli!" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2013/06/120427017715654_thumb_400.jpg" width="304" height="294" />(Rinnovabili.it) - A volte le soluzioni ai grandi problemi possono essere piccole, piccolissime, anzi letteralmente microscopiche. Ne è l<i>a </i>prova l’<em>Acinetobacter venetianus VE-C3</em>, un batterio marino rinvenuto per la prima vota nelle acque della laguna veneziana nel 1996 e dalle interessanti capacità anti-inquinamento. Dal giorno del suo isolamento ad oggi il microrganismo è stato al centro di diverse ricerche grazie alla sua abilità di<strong> biorisanamento</strong> dell’ambiente circostante.</p>
<p style="text-align: justify;">Il microbo in questione, infatti, è in grado di  <strong>metabolizzare composti come gli idrocarburi rendendoli meno dannosi</strong>. Il segreto del funzionamento di questo batterio è stato finalmente messo a nudo grazie a un gruppo di ricerca internazionale che ne ha sequenziato il genoma. Il gruppo, coordinato da Renato Fani, associato di Genetica presso l’Università di Firenze, in collaborazione con l&#8217;Istituto di tecnologie biomediche del Consiglio nazionale delle ricerche (Itb-Cnr) di Milano, è ricorso per a nuove tecnologie, in grado di produrre un’elevata quantità di sequenze e pertanto utili a decodificare l’intero DNA batterico <strong>senza informazioni genetiche a priori</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Lo studio del genoma di Acinetobacter venetianus VE-C3”,</em> spiega <strong>Marco Fondi</strong>, ricercatore dell&#8217;Università di Firenze, <em>“fornisce importanti informazioni sui meccanismi messi in atto dai batteri per adattarsi al particolare ambiente biologico in cui vivono; permette di comprendere i meccanismi alla base del metabolismo degli alcani e dell&#8217;adesione dei batteri alle gocce di idrocarburi (come il diesel) e di resistenza ai metalli pesanti”.</em> <em>“Grazie ai dati genetici e genomici ottenuti -</em> aggiunge <strong>Ermanno Rizzi</strong>, ricercatore dell&#8217;Itb-Cnr di Milano -<em> è stato possibile ampliare le conoscenze dell&#8217;intero genere batterico Acinetobacter, rilevandone l’estrema diversità, rispetto ad altri batteri che pur appartenendo allo stesso genere, sono patogeni aggressivi per l’uomo”.</em></p>
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		<title>Botha e gli elefanti riciclati</title>
		<link>http://www.rinnovabili.it/re-auto/pfu-botha-e-gli-elefanti-riciclati-872/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 15:25:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zac</dc:creator>
				<category><![CDATA[re-Auto]]></category>
		<category><![CDATA[pneumatici fuori uso]]></category>
		<category><![CDATA[riciclo auto]]></category>
		<category><![CDATA[riciclo pneumatici]]></category>

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		<description><![CDATA[La singolare iniziativa dell’artista Andries Botha intende denunciare la quantità di roba che viene buttata e le conseguenze ai danni degli habitat naturali]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-83367 aligncenter" title="Botha e il branco di elefanti riciclati" alt="Botha e il branco di elefanti riciclati" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2013/06/apertura.jpg" width="625" height="375" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">(Rinnovabili.it) – Unire l’arte del riciclo a un messaggio ambientale più profondo per salvare gli habitat naturali. È questa l’ispirazione con cui l’artista <a href="http://andriesbotha.net/" target="_blank"><strong>Andries Botha</strong></a> ha dato vita a un branco di 17 elefanti realizzati utilizzando i vecchi copertoni (PFU) degli autocarri, sculture che denunciano la quantità di rifiuti che produciamo e le <a href="http://www.rinnovabili.it/re-auto/pfu-stop-anarchia-della-gomma-834/" target="_blank">conseguenze</a> che certi gesti hanno sull’ambiente. Alti oltre 3 metri e lunghi quasi 5,5 metri, gli elefanti riciclati stanno “rimbalzando” da una parte all’altra del pianeta da più di un anno, hanno fatto visita in numerose città del Messico, degli Stati Uniti e del Sud Africa e sono stati ospitati anche al The Rainbow Nation all’interno di una mostra dedicata alla complessità della società sudafricana, ma appartengono alla Human Elephant Foundation, un’organizzazione che opera per la realizzazione di un mondo sostenibile e convinta che l’elefante, il più grande mammifero terrestre, sia più di altri il simbolo più portentoso della minaccia che l’espansione e lo sviluppo industriale umano rappresenta per tutte le forme di vita.</p>
<p>&nbsp;</p>

<a href='http://www.rinnovabili.it/re-auto/pfu-botha-e-gli-elefanti-riciclati-872/attachment/1-botha/' title='Gli elefanti riciclati di Andries Botha. Fonte: Ana Lisa Alperovich.'><img width="90" height="88" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2013/06/1-botha-90x88.jpg" class="attachment-medium" alt="Gli elefanti riciclati di Andries Botha. Fonte: Ana Lisa Alperovich." /></a>
<a href='http://www.rinnovabili.it/re-auto/pfu-botha-e-gli-elefanti-riciclati-872/attachment/2-botha/' title='Gli elefanti riciclati di Andries Botha. Fonte: Ana Lisa Alperovich.'><img width="90" height="88" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2013/06/2-botha-90x88.jpg" class="attachment-medium" alt="Gli elefanti riciclati di Andries Botha. Fonte: Ana Lisa Alperovich." /></a>
<a href='http://www.rinnovabili.it/re-auto/pfu-botha-e-gli-elefanti-riciclati-872/attachment/3-botha/' title='Gli elefanti riciclati di Andries Botha. Fonte: Ana Lisa Alperovich.'><img width="90" height="88" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2013/06/3-botha-90x88.jpg" class="attachment-medium" alt="Gli elefanti riciclati di Andries Botha. Fonte: Ana Lisa Alperovich." /></a>
<a href='http://www.rinnovabili.it/re-auto/pfu-botha-e-gli-elefanti-riciclati-872/attachment/4-botha/' title='Gli elefanti riciclati di Andries Botha. Fonte: Ana Lisa Alperovich.'><img width="90" height="88" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2013/06/4-botha-90x88.jpg" class="attachment-medium" alt="Gli elefanti riciclati di Andries Botha. Fonte: Ana Lisa Alperovich." /></a>
<a href='http://www.rinnovabili.it/re-auto/pfu-botha-e-gli-elefanti-riciclati-872/attachment/5-botha/' title='Gli elefanti riciclati di Andries Botha. Fonte: Ana Lisa Alperovich.'><img width="90" height="88" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2013/06/5-botha-90x88.jpg" class="attachment-medium" alt="Gli elefanti riciclati di Andries Botha. Fonte: Ana Lisa Alperovich." /></a>
<a href='http://www.rinnovabili.it/re-auto/pfu-botha-e-gli-elefanti-riciclati-872/attachment/6-botha/' title='Gli elefanti riciclati di Andries Botha. Fonte: Ana Lisa Alperovich.'><img width="90" height="88" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2013/06/6-botha-90x88.jpg" class="attachment-medium" alt="Gli elefanti riciclati di Andries Botha. Fonte: Ana Lisa Alperovich." /></a>

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		<title>Quindici magiche colonne in bambù per il Vietnam</title>
		<link>http://www.rinnovabili.it/greenbuilding/bambu-edilizia-vietnam-hotel-colonne-521/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 15:16:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architetture]]></category>
		<category><![CDATA[Greenbuilding]]></category>
		<category><![CDATA[bambù]]></category>
		<category><![CDATA[bioedilizia]]></category>

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		<description><![CDATA[Niente acciaio o cemento per le quindici maestose colonne in bambù che sostengono la copertura della sala ristorante, dove anche i chiodi e gli elementi di fissaggio sono in bambù.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-83411" alt="Bambù - credit Vo Trong Nghia Architects" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2013/06/6-e1371580528298.jpg" width="620" height="443" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">(Rinnovabili.it) &#8211; Solo le <strong>quindici colonne di bambù</strong> la principale attrazione del <strong>Kontum Indochine Hotel</strong> nel centro del Vietnam, realizzate con la storica tecnica costruttiva locale e capaci di sorreggere tutto il peso della copertura senza alcun tipo d&#8217;aiuto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Maestose ed eleganti le 15 colonne coniche sono state progettate dagli architetti della <strong><a href="http://www.votrongnghia.com/">Vo Trong Nghia Architects</a></strong>, che hanno immaginato così la sala pranzo dell&#8217;hotel, eliminando completamente le pareti per lasciare spazio all&#8217;ambiente naturale.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche se nel vecchio continenti l&#8217;impiego del <strong>bambù</strong> quale <strong>componente strutturale dell&#8217;edilizia</strong> è ancora poco diffuso, le sue potenzialità sono incredibili. <strong>Altissima resistenza, durevolezza, versatilità ed una rigenerazione</strong> delle piante coltivate incredibilmente rapida (cinque vote più veloce rispetto alla crescita delle foreste), hanno assicurato al bambù il riconoscimento da parte del sistema di certificazione internazionale LEED, <a href="http://www.rinnovabili.it/greenbuilding/limpiego-del-bambu-in-edilizia-il-wpc/">come uno dei materiali da costruzione più sostenibili del mondo</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Le quindici colonne di bambù</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-83415" alt="Bambù 2- credit Vo Trong Nghia Architects" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2013/06/5-e1371581321945.jpg" width="620" height="443" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Partendo da queste premesse non stupisce ciò che gli architetti della <em>Vo Trong Nghia Architects </em>sono riusciti a ricreare nel cuore del Vietnam. Il<strong> sistema costruttivo</strong> tradizionale ha permesso di utilizzare unicamente elementi in bambù, dimenticando acciaio e cemento anche per i sistemi di fissaggio, parti strutturali o addirittura<strong> i chiodi, anch&#8217;essi in bambù</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Osservato dalle sponde del piccolo lago che circonda la struttura, la sala ristorante ricorda una <strong>foresta in bambù</strong>, dove il paesaggio artificiale si fonde perfettamente a quello naturale.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;<strong>ombreggiamento naturale</strong> e l&#8217;effetto dell&#8217;acqua eliminano il problema della climatizzazione, trasformando la sala ristorante di questo hotel in un esempio perfetto di architettura ad impatto zero.</p>
<p>&nbsp;</p>

<a href='http://www.rinnovabili.it/greenbuilding/bambu-edilizia-vietnam-hotel-colonne-521/attachment/bambu-6-credit-vo-trong-nghia-architects/' title='Bambù - credit Vo Trong Nghia Architects'><img width="90" height="88" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2013/06/Bambù-6-credit-Vo-Trong-Nghia-Architects-90x88.jpg" class="attachment-medium" alt="Bambù - credit Vo Trong Nghia Architects" /></a>
<a href='http://www.rinnovabili.it/greenbuilding/bambu-edilizia-vietnam-hotel-colonne-521/attachment/bambu-credit-vo-trong-nghia-architects/' title='Bambù - credit Vo Trong Nghia Architects'><img width="90" height="88" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2013/06/Bambù-credit-Vo-Trong-Nghia-Architects-90x88.jpg" class="attachment-medium" alt="Bambù - credit Vo Trong Nghia Architects" /></a>
<a href='http://www.rinnovabili.it/greenbuilding/bambu-edilizia-vietnam-hotel-colonne-521/attachment/bambu-3-credit-vo-trong-nghia-architects/' title='Bambù 3 - credit Vo Trong Nghia Architects'><img width="90" height="88" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2013/06/Bambù-3-credit-Vo-Trong-Nghia-Architects-90x88.jpg" class="attachment-medium" alt="Bambù 3 - credit Vo Trong Nghia Architects" /></a>
<a href='http://www.rinnovabili.it/greenbuilding/bambu-edilizia-vietnam-hotel-colonne-521/attachment/bambu-4-credit-vo-trong-nghia-architects/' title='Bambù 4 - credit Vo Trong Nghia Architects'><img width="90" height="88" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2013/06/Bambù-4-credit-Vo-Trong-Nghia-Architects-90x88.jpg" class="attachment-medium" alt="Bambù 4 - credit Vo Trong Nghia Architects" /></a>
<a href='http://www.rinnovabili.it/greenbuilding/bambu-edilizia-vietnam-hotel-colonne-521/attachment/bambu-hotel-vo-trong-nghia-architects/' title='Bambù Hotel - Vo Trong Nghia Architects'><img width="90" height="88" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2013/06/Bambù-Hotel-Vo-Trong-Nghia-Architects-90x88.jpg" class="attachment-medium" alt="Bambù Hotel - Vo Trong Nghia Architects" /></a>
<a href='http://www.rinnovabili.it/greenbuilding/bambu-edilizia-vietnam-hotel-colonne-521/attachment/bambu-5-credit-vo-trong-nghia-architects/' title='Bambù 5- credit Vo Trong Nghia Architects'><img width="90" height="88" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2013/06/Bambù-5-credit-Vo-Trong-Nghia-Architects-90x88.jpg" class="attachment-medium" alt="Bambù 5- credit Vo Trong Nghia Architects" /></a>

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		<title>Clima: ecco i vincitori del Climate Think Tank Ranking 2012</title>
		<link>http://www.rinnovabili.it/categoria-eventi/clima-iccg-classifica-321/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 14:45:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariangela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cat.Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[L'ICCG ha eletto i vincitori del Climate Think Tank Ranking 2012, mettendo in evidenza le istituzioni più ferrate in tema di cambiamenti climatici e politiche sul clima]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-83345" alt="Climate Think Tank Ranking 2012" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2013/06/4f7ef1c9de3583543c3077db338910bc_XL.jpg" width="299" height="290" />(Rinnovabili.it) – Parlando di clima sappiamo dire quali siano le istituzioni più influenti sul campo? Per rispondere alla domanda l’<b><a href="http://www.iccgov.org/">International Center for Climate Governance</a></b> (ICCG) ha redatto e pubblicato la <a href="http://www.thinktankmap.org/FilePagineStatiche/Report-Think_Tank_FINAL_def.pdf">classifica</a> dei vincitori del <b><a href="http://www.thinktankmap.org/Page.aspx?Name=Ranking">Climate Think Tank Ranking 2012</a>, </b>nella quale vengono elencati i diversi campi di studio e le istituzioni che se ne occupano. Inviando un questionario l’ICCG ha valutato le performance degli istituti che hanno risposto ai quesiti seguendo una serie di indicatori e basandosi su tre criteri prettamente quantitativi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Suddiviso in due macro aree il <b>Climate Think Tank Ranking 2012 </b>divide gli enti in <strong>Globali</strong> ed <strong>Europei</strong>. La prima edizione di questa classifica ha eletto vincitori il <a href="http://www.bc3research.org/">Basque Centre for Climate Change (BC3)</a>, fondato nel 2008 a Bilbao, per la <b>categoria Europea</b> e il <a href="http://belfercenter.ksg.harvard.edu/project/43/environment_and_natural_resources.html?page_id=14">Programma “Environment and Natural Resources”</a> del Belfer Center for Science and International Affairs, fondato nel 1980 a Cambridge (USA), per la <b>categoria Globale</b>.</p>
<p style="text-align: justify;">La cerimonia di premiazione si terrà a Tolosa il 27 giugno in occasione della ventesima Conferenza Annuale dell’EAERE (European Association of Environmental and Resource Economists). Le realtà che si sono distinte riceveranno in premio cinquemila euro e una targa commemorativa.</p>
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		<title>Una pellicola solare allunga la carica dello smartphone</title>
		<link>http://www.rinnovabili.it/energia/fotovoltaico/una-pellicola-trasparente-allunga-la-carica-dello-smartphone-621/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 14:23:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Fotovoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[schermo solare]]></category>
		<category><![CDATA[smartphone]]></category>

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		<description><![CDATA[Arriva dagli ingegneri francesi di SunPartner l'innovativo display solare da applicare sopra lo schermo del telefonino, anche se questo è un modello touchscreen]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-83342" alt="Una pellicola solare allunga la carica dello smartphone" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2013/06/transparent-.jpg" width="620" height="385" /></p>
<p style="text-align: justify;">(Rinnovabili.it) &#8211; Con un uso sempre più costante e la possibilità di navigare in internet, leggere la propria posta o semplicemente usare una delle milioni di applicazioni oggi disponibili, i moderni <strong>smartphone</strong> necessitano di una ricarica molto più frequente rispetto ai “tradizionali” cellulari. Per arrivare alla svolta di uno telefonino dalla batteria illimitata forse bisognerà aspettare parecchio tempo, decisamente meno, probabilmente, ci vorrà invece per avere sul mercato un dispositivo mobile che non sia così <em>“spina-dipendente”</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">L’ultima soluzione messa a punto in questo contesto appartiene ad una piccola start-up francese, la SunPartner; gli ingegneri della società hanno progettato un particolare <strong>schermo solare,</strong> sottile e perfettamente integrabile nel display dello smartphone, capace di <strong>prolungare la durata della batteria di oltre il 20%</strong>. L’innovativo schermo alterna sottili strisce di <a title="Fotovoltaico, nuovo record d’efficienza senza “aiuti”" href="http://www.rinnovabili.it/energia/fotovoltaico/ecord-efficienza-senza-concentrazione-679/"><strong>celle fotovoltaiche in thin film</strong></a> con un pellicola trasparente, entrambi rivestiti  da una lente semi-cilindrica che concentra la luce in entrata. La SunPartner  ha affermato che i suoi prototipi hanno già raggiunto <strong>l’82 per cento di trasparenza</strong>, con l&#8217;obiettivo finale, prima che il prodotto possa raggiungere il mercato, di ottenere una prestazione ottica <strong>superiore al 90 per cento</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">La tecnologia <strong>è ovviamente ancora in fase di sperimentazione, ma si pensa</strong> che i primi dispositivi potrebbero essere lanciati già durante l’inizio del<b> </b><strong>2014</strong> ad un costo piuttosto contenuto  dal momento che un display di questo tipo non dovrebbe costare al produttore più di 2,30 dollari.</p>
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		<title>A ridurre i gas serra ci pensa “Un mondo come piace a te”</title>
		<link>http://www.rinnovabili.it/ambiente/gas-serra-emissioni-concorso-320/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 13:28:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariangela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Bandi e concorsi]]></category>

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		<description><![CDATA[I cittadini europei da domani potranno votare i progetti inviati all'Europa per la riduzione delle emissioni di gas serra. I tre migliori verranno premiati a settembre a Copenaghen]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-83333" alt="concorso &quot;Un mondo come piace a te&quot;" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2013/06/EPP_img01.jpg" width="300" height="290" />(Rinnovabili.it) – Si è conclusa la prima fase del concorso istituito per trovare le migliori soluzioni per la <strong>riduzione delle emissioni</strong> di <strong>gas serra</strong>. Battezzata <strong>“Un mondo come piace a te”</strong> l’iniziativa ha lo scopo di premiare le soluzioni più innovative e performanti che arriveranno, a patto che siano realizzabili e climaticamente efficaci. Adesso è giunto il momento di eleggere il vincitore, e la palla passa i cittadini europei che da domani fino al 19 agosto potranno <a href="http://world-you-like.europa.eu/">esprimere on line</a> la propria preferenza e votare uno dei 10 progetti selezionati, che poi passeranno al vaglio della giuria appositamente nominata per la decisione finale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Il Commissario per l’Azione per il Clima <strong>Connie Hedegaard</strong> ha affermato: “È<i> stato davvero incoraggiante assistere alla presentazione di così tanti progetti che spaziano da soluzioni per una mobilità “a basse emissioni” e da strumenti digitali per agevolare stili di vita sostenibili, ad aziende, scuole e case che producono in proprio energie pulite. Siamo in procinto di lanciare il voto online: quali pensiate siano le migliori soluzioni per creare un mondo come piace a voi? Aspetto con impazienza di ricompensare i migliori candidati alla cerimonia di premiazione che si terrà questo autunno a Copenaghen”.</i></p>
<p style="text-align: justify;">Una volta identificati i 3 vincitori verranno premiati a settembre nel corso di una cerimonia organizzata a Copenaghen per consegnare i <a href="http://www.sustainia.me/">Sustania</a> Awards.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i vincitori uno riceverà il <strong>pacchetto speciale</strong> che offre l’opportunità di produrre un video per dare visibilità al proprio progetto in giro per l’Europa.</p>
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		</item>
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		<title>USA: 50 sindaci firmano l&#8217;Accordo per la Resilienza Climatica</title>
		<link>http://www.rinnovabili.it/ambiente/usa-50-sindaci-firmano-accordo-resilienza-climatica-632/</link>
		<comments>http://www.rinnovabili.it/ambiente/usa-50-sindaci-firmano-accordo-resilienza-climatica-632/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 13:20:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[resilienza climatica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.rinnovabili.it/?p=83304</guid>
		<description><![CDATA[I primi cittadini di alcune città statunitensi hanno stilato un documento che li impegna a ridurre l'impatto ambientale e i rischi climatici]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-83309" alt="USA: 50 sindaci firmano il Piano della resilienza climatica" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2013/06/2013-mayors-summit-skyline.jpg" width="620" height="348" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">(Rinnovabili.it) &#8211; Sindaci statunitensi in prima linea contro il <a href="http://www.rinnovabili.it/ambiente/clima" target="_blank"><strong>Climate Change</strong></a>. Gli eventi meteorologici estremi che stanno duramente colpendo gli States hanno richiamato l’attenzione delle città americane al punto da coinvolgere quasi<strong> 50 amministratori</strong> in un nuovo progetto dedicato alla<strong> resilienza climatica</strong>. Così, a solo una settimana dalla presentazione del <a title="Cambiamenti climatici: 20 mld per adeguare New York" href="http://www.rinnovabili.it/ambiente/cambiamenti-climatici-20mld-adeguare-newyork-997/" target="_blank">Piano da 20 miliardi di dollari</a> voluto dal sindaco di New York, Michael Bloomberg, i primi cittadini di Washington DC, Sacramento, Cincinnati, Denver, Kansas City e tante altre metropoli hanno firmato il <a href="http://www.resilientamerica.org/" target="_blank"><strong>Resilient Communities for America (RC4A) Agreement</strong></a>, dichiarazione d’intenti dell’omonima campagna. L’intesa impegna i sindaci a rendere le rispettive <strong>comunità più resistenti a siccità, inondazioni, tempeste estreme e incendi</strong>, partendo dall’assunto che è economicamente più conveniente per le amministrazioni municipali investire in misure protettive contro gli eventi estremi piuttosto che spendere i soldi pubblici negli interventi di risanamento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo i dati pubblicati sul sito del progetto, gli eventi meteorologici estremi sono costati agli Stati Uniti circa <strong>188 miliardi di dollari</strong> tra il 2011 e il 2012, di cui ben 70 miliardi legati solo ai danni provocati dall’uragano Sandy. Inoltre, <strong>quattro americani su cinque</strong> vivono in contee che sono state colpiti da almeno un disastro meteorologico negli ultimi sei anni. Nella dichiarazione si legge: &#8220;<em>le comunità di tutto il paese sono in prima linea nell’affrontare tre sfide correlate fra loro: il record di eventi meteorologici estremi alimentati dai cambiamenti climatici, un sistema energetico inaffidabile e costoso e l&#8217;incertezza economica in atto. Man mano che il ritmo del cambiamento accelera, città e contee devono lavorare per rendere le comunità più resilienti, ovvero in grado di riprendersi dalle interruzioni in modo sostenibile e di mantenere una buona qualità di vita per tutti&#8221;.</em></p>
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		<title>Il Calcestruzzo romano più resistente e sostenibile dell&#8217;attuale</title>
		<link>http://www.rinnovabili.it/greenbuilding/bioedilizia-calcestruzzo-romano-555/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 12:52:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Greenbuilding]]></category>
		<category><![CDATA[bioedilizia]]></category>
		<category><![CDATA[calcestruzzo biologico]]></category>
		<category><![CDATA[cemento biologico]]></category>

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		<description><![CDATA[E' la cenere vulcanica uno dei segreti del calcestruzzo romano, più resistente e sostenibile dell'attuale, possibile soluzione al futuro della bioedilizia ad alta efficienza.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-83318" alt="bioedilizia" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2013/06/bioedilizia.jpg" width="300" height="300" />(Rinnovabili.it) &#8211; E&#8217; la storia a tracciare il futuro della bioedilizia. Uno studio americano ha confermato le innumerevoli potenzialità del calcestruzzo utilizzato dagli antichi romani, più resistente, sostenibile ed eco-friendly dell&#8217;attuale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Come mai le &#8220;rovine&#8221; dell&#8217;Antica Roma sono ancora in piedi dopo 2.000 anni e invece numerose costruzioni moderne dopo poco più di 50 anni si trasformano in strutture fatiscenti ed assolutamente insicure?</p>
<p style="text-align: justify;">A farsi questa domanda sono stati i ricercatori della <a href="http://newscenter.berkeley.edu/2013/06/04/roman-concrete/"><strong>University of California di Berkeley</strong></a>, durante uno studio condotto nel tentativo di rendere il <strong>calcestruzzo più sostenibile e resistente</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo aver prelevato alcuni campioni di calcestruzzo romano dai fondali della baia di Pozzuoli a Napoli, i ricercatori sono giunti alla conclusione che il calcestruzzo utilizzato dagli antichi romani è molto più efficiente dell&#8217;attuale.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie alla sua particolare composizione, il <strong>calcestruzzo romano</strong> si è rivelato ben più resistente di <a href="http://www.rinnovabili.it/greenbuilding/calcestruzzo-biologico-per-facciate/">molti prodotti simili della <strong>bioedilizia</strong> contemporanea</a>, sopravvivendo addirittura in ambienti fortemente aggressivi come i fondali marini.</p>
<p style="text-align: justify;">Il segreto del calcestruzzo romano è la<strong> cenere vulcanica </strong>combinata con la calce per formare la malta ed inserita assieme a frammenti di roccia in <strong>stampi di legno poi immersi in acqua salata</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Invece di combattere gli elementi marini, i Romani sfruttavano l&#8217;acqua salata come parte integrante del calcestruzzo&#8221;</em>, sottolinea  <strong>Marie Jackson</strong>, ricercatrice del progetto, mettendo in evidenza l&#8217;incredibile resistenza di questo composto antico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h1 style="text-align: justify;"><strong>Resistenza ad impatto zero</strong></h1>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Non sono solo la qualità e la resistenza del calcestruzzo romano ad aver conquistato i ricercatori della Berkeley, ma anche il suo ridottissimo impatto ambientale rispetto al comune cemento o ad altri composti similari della bioedilizia.</p>
<p style="text-align: justify;">Attualmente infatti il principale composto del calcestruzzo è il <strong>cemento Portland</strong>, un ingrediente tutt&#8217;altro che sostenibile, dato che il processo di produzione necessita l&#8217;impiego di una notevole quantità di combustibili fossili indispensabili per innescare il processo di combustione del carbonato di calcio e dell&#8217;argilla.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa attività è responsabile da sola del <strong>7% delle emissioni globali di CO2</strong>, di cui il settore edile è colpevole per il 40% dei consumi.</p>
<p style="text-align: justify;">I<strong> tempi</strong> di asciugatura rappresentano per il momento l&#8217;unico limite all&#8217;impiego del <strong>calcestruzzo romano nella bioedilizia</strong>, tuttavia i ricercatori della California stanno elaborando le possibili soluzioni per adattare questo materiale eco-friendly alle esigenze del settore delle costruzioni.</p>
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		<title>Greenpeace spera nell&#8217;inasprimento dei livelli di efficienza delle auto</title>
		<link>http://www.rinnovabili.it/mobilita/greenpeace-spera-nellinasprimento-dei-livelli-di-efficienza-delle-auto/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 11:10:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariangela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mobilità]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[In occasione dell'odierna riunione dei Ministri dell'Europa Greenpeace chiede obblighi maggiori relativi all'efficienza di carburante delle automobili.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-83305" alt="Greenpeace chiede limiti più severi per l'efficienza dei veicoli" src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2013/06/74150_123614.jpg" width="303" height="289" />(Rinnovabili.it) – E’ fissata per oggi a Lussemburgo la riunione dei Ministri dell’Unione Europea che si interrogheranno in merito all’<strong>efficienza energetica delle automobili</strong> con la speranza di raggiungere un accordo entro la fine del mese di giugno. Un argomento questo al centro anche dei dibattiti del nostro paese, dove secondo un <a href="file:///C:/Users/info/Desktop/:%20http:/www.greenpeace.org/italy/Global/italy/report/2013/clima/Emissions-Merged.pdf">sondaggio</a> condotto da Ipsos MORI per <a href="https://www.google.it/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=1&amp;cad=rja&amp;ved=0CDAQFjAA&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.greenpeace.org%2Fitaly%2Fit%2F&amp;ei=sznAUYOQCJTn4QTzsIDYDA&amp;usg=AFQjCNGJ6bhqSGG_99TBNTMhZZFUr4u38w&amp;sig2=8AgGHPT9wHPwwpOPoWOCew&amp;bvm=bv.47883778,d.bGE">Greenpeace</a> <strong>l’84% della popolazione </strong> intervistata, di età compresa tra i 18 e i 70 anni, pensa che le case automobilistiche potrebbero produrre realmente macchine più performanti. La metà degli interpellati ritiene inoltre che l’Unione europea dovrebbe rivedere la normativa e imporre regole più severe in modo da limitare a monte le emissioni e favorire il risparmio economico e di carburante consumato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>“La preoccupazione dei consumatori per i costi della mobilità e la richiesta di proteggere il clima coincidono perfettamente -<em> ha dichiarato <strong>Andrea Boraschi</strong>, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia</em> &#8211; Oltre la metà degli intervistati (51%) ritiene che sia giusto prevedere regole più severe per le emissioni dei veicoli costruiti in Europa, anche se questo dovesse incidere sul prezzo di acquisto delle auto. Inoltre il 27 per cento ritiene che la spesa mensile in carburanti incida in maniera consistente sul proprio budget. Crediamo si tratti di informazioni importanti per i negoziati in corso in questi giorni in Europa”.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Ma quello che Greenpeace teme di più è che venga ascoltata la proposta del ministro dell’ambiente tedesco <strong>Peter Altmaier</strong> che vorrebbe mantenere in circolazione i veicoli inquinanti con un ricorso a quelli che vengono chiamati <strong>supercredit</strong> (forme di compensazione delle emissioni tra mobilità elettrica e mobilità tradizionale) in grado di vanificare gli sforzi europei per la riduzione dell’impatto inquinante del trasporto su gomma. Per questa ragione gli attivisti di Greenpeace stamane hanno accolto il Ministro Olrando e gli altri partecipanti alla riunione con striscioni che chiedono leggi più rigide e il mantenimento del target europeo di riduzione della CO2 di 95g CO2/km, promuovendo al contempo un nuovo obiettivo di non più di 60g CO2/km entro il 2025.</p>
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		<title>Napoli sfata un mito: l’Europa plaude ai suoi piani di mobilità</title>
		<link>http://www.rinnovabili.it/mobilita/mobilita-sostenibile-napoli-top-ten-europea-905/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 11:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redattore2</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mobilità]]></category>
		<category><![CDATA[Viabilità sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[bee]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[piste ciclabili]]></category>
		<category><![CDATA[ztl]]></category>

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		<description><![CDATA[La Commissione europea ha inserito la città partenopea tra le prime 10 in Europa che si sono distinte in materia di mobilità sostenibile]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2013/06/380975_urban.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-83298" alt="Napoli sfata un mito: l’Europa plaude ai suoi piani di mobilità " src="http://www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2013/06/380975_urban.jpg" width="300" height="299" /></a>(Rinnovabili.it) – Napoli porta avanti diverse tradizioni per cui è famosa in tutto il mondo: dalla gastronomia ai panorami mozzafiato fino all’ironia dei suoi abitanti. Ma quando si parla di <a href="http://www.rinnovabili.it/mobilita/"><b>mobilità</b></a>, si sa, la parola d’ordine nel capoluogo campano è sempre stata una: caos.</p>
<p style="text-align: justify;">A prima vista, allora, potrebbe sembrare paradossale il riconoscimento della <b>Commissione europea</b>, che ha inserito Napoli tra le prime dieci città nella <b><a href="http://www.mobilityweek.eu/fileadmin/files/imgs/EMW-Best-Practice-Guide-2013-web.pdf">Best Practice Guide 2013</a> </b>dedicata alla mobilità sostenibile europea.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Se il percorso per diventare una <a href="http://www.rinnovabili.it/smart-city/">Smart City</a> appare ancora lungo e tortuoso – a causa dei problemi relativi alla mobilità pubblica e alle buche presenti su gran parte delle strade – la menzione della Commissione si traduce in realtà in un riconoscimento per gli sforzi fatti nel creare nuovi modelli di viabilità.</p>
<p style="text-align: justify;">L’inserimento nella top ten è legato in particolare alla partecipazione di Napoli alla <b>Settimana europea della mobilità</b> 2012, un evento che si svolge ogni anno dal 16 al 22 settembre. In quell’occasione la città si distinse per la costruzione della nuova <b>pista ciclabile</b> lunga 20 chilometri e per l’apertura della fermata della metro <b>Toledo</b>, considerata dal sito del Daily Telegraph di Londra la più affascinante stazione d’Europa.</p>
<p style="text-align: justify;">Se a ciò si aggiunge la pedonalizzazione dello strepitoso lungomare Caracciolo, la creazione di una zona a traffico limitato nel centro storico e l’inaugurazione di <a href="http://www.bee.it/"><b>BEE</b></a> – il nuovo servizio di car sharing completamente elettrico, il primo in Italia, che permette di usufruire delle avveniristiche Renault Twizy anche nelle ztl – allora il prestigioso riconoscimento non sembra più tanto paradossale.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<b><i>Tradizionalmente città per auto, </i></b><b><i>Napoli</i></b><b><i> </i></b><b><i>ha deciso di promuovere piste ciclabili e zone a traffico limitato</i></b> – si legge nel documento della Commissione – <i>e lo ha fatto anche con l&#8217;apertura di spazi informativi sui mezzi di trasporto alternativi e la creazione di percorsi in bicicletta in città”</i>.</p>
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